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Editoriale

Juve-Napoli da studiare a Coverciano: il trionfo di due grandi tecnici. Zaza simbolo di un progetto, ma la Juve si affretti a blindare Barzagli. Fiorentina alla cinese: smentite e non solo. Leicester: sognare si può

Nato a Firenze il 05/05/1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato speaker e conduttore per Radio Sportiva, oltre che editorialista e vicedirettore di Firenzeviola.it.
14.02.2016 00:01 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 49772 volte
© foto di Image Sport

C'era gran traffico di medici e sali per rinvenire le affollate stanze di Coverciano, ieri sera. Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri hanno fatto emozionare così tanto i maestri della scuola italiana che questi non hanno resistito. Scherzi a parte, per il purista della tattica, Juventus-Napoli è stato spettacolo sublime. Reparti cortissimi, pressione infernale e undici uomini che riescono a rinculare ed a spostarsi come uno solo senza grandi patemi d'animo. Bianconeri ed azzurri, soprattutto nel primo tempo, non hanno permesso mai un'invenzione, un tocco particolare, il gesto di un singolo. Undici hanno vinto contro uno, per quasi tutta una partita, finché le energie non hanno tolto lucidità e gli schemi, pur non saltati, hanno lasciato spazio anche all'estro dei campioni.

Simone Zaza, forse, non è ancora campione. Anzi, di certo. Però ieri ha fatto l'Imperatore, sembrava Adriano con quel sinistro che ha rovesciato le gerarchie d'Italia. Con quella cattiveria positiva, con quei movimenti sporchi, duri e concreti, Zaza è l'uomo copertina di un progetto. Che parte dai giovani, cresciuti e cullati altrove, fino a diventare uomini capaci di poter anche decidere la partita dell'anno. E' la vittoria di Marotta, Paratici, ma pure di Allegri. Sul cui futuro chissà, nonostante le dichiarazioni della vigilia, perché un'anima del Chelsea vuole lui e l'altra Sampaoli. Però, per quanto riguarda il presente, ha dimostrato a tutti di essere stato la molla giusta capace di far rinascere la Juventus. Sì, lui. Con Buffon ed Evra. Quell'esame di coscienza chiamato a gran voce dal gruppo che ha una data precisa di svolta. Il derby di Torino. Lì, con quel gol di Cuadrado al 93', è cambiato tutto. La Juventus ha fatto 15 vittorie di fila, numeri da urlo, da campioni veri. Campioni come Barzagli, ieri insuperabile, che invecchiando migliora sempre e che la società dovrebbe pensare seriamente a blindare, già da domani. Campioni come Bonucci, decisivi su Higuain nonostante problemi fisici.

Ieri sera, intanto, è sceso in campo un giocatore che ha forse trovato, nonostante il ko, nonostante costantemente passi sotto l'ombra di Higuain ed Insigne, la consacrazione. Parliamo di Allan, motorino inesauribile del centrocampo di Maurizio Sarri. Uno che farebbe comodo a qualsiasi grande squadra d'Europa e che sussurri raccontano essere seguito da vicino, praticamente ad ogni partita, da due-tre osservatori dei maggiori club europei. Inevitabile. E' stato una scoperta meravigliosa, è un giocatore unico nel genere e De Laurentiis sì che potrà sparare alto anche per un giocatore che non ha paragoni.

Altri temi, sparsi. Ieri si è diffusa la notizia, tramite i colleghi di Sky, di una Fiorentina a caccia di un acquirente in Cina anche disposto a comprare il 100% del club. La società, intanto, smentisce categoricamente. Quel che c'è di certo, è che Diego Della Valle, da anni, ha stretti legami di lavoro con la Cina che venne definita appunto l'Eldorado di Della Valle nel 2013 dai media specializzati in finanza e con Credit Suisse che spiegò come fosse il momento proprio d'investire in Tod's. Nel quarto trimestre scorso la sua Fay ha visto le vendite salite del 3,7%, anche grazie alle vendite nella zona della Greater China. Ed Hogan, altro storico marchio di DDV, continua a crescere in quel territorio nonostante 'il rallentamento locale del lusso', come ha spiegato lo scorso gennaio Il Sole 24 Ore. Secondo le ultime, che la ACF ha però smentito, sarebbe proprio Credit Suisse l'istituto mandatario della possibile cessione del club. La Fiorentina, dal canto suo, potrebbe semmai cercar soci per la costruzione del nuovo stadio, che sta però trovando grandi intoppi (il progetto Cittadella risale, praticamente, all'epoca della Lira o quasi...).

Infine un monito. Una speranza. Un sogno. Che il Leicester City vinca, oggi contro l'Arsenal. Che Claudio Ranieri raggiunga questo fantastico tabù, chiamato titolo. Lì, non ci riuscì neanche Gordon Banks. Lì non ci è riuscito nessuno e la Premier, dalla sua nascita negli anni '90, è sempre andata a soli quattro club. Mai neppure al glorioso Liverpool. Porti un sogno nelle case degli inglesi, Ranieri. Mica solo a Leicester. E forse, anzi certamente, mica solo in Inghilterra. Vinca il titolo, e lo dice un sostenitore dei Reds, oramai disilluso dopo premesse e promesse stagionali con Rodgers prima e Klopp poi. Vinca, Ranieri. Per dimostrare che il calcio è ancora quello che sognavamo da piccoli.


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