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Editoriale

Juve-Napoli, dietro una partita il futuro di tanti protagonisti. Rizzoli, un assurdo. Moratti diviso tra l'addio e il rilancio: può riprendersi l'Inter entro il 15 novembre. Thohir può vendere Icardi e Mou, Fiorentina su Tonelli e Rui

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
12.02.2016 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 33238 volte
© foto di Federico De Luca

Leggo che per molti commentatori Juve-Napoli non sarà decisiva per le sorti del campionato. Non sono d'accordo, anzi per me dietro questa partita ci sono e si intrecciano molte storie di allenatori e giocatori che potrebbero cambiare squadra e anche paese a seconda di come finirà questa stagione. E Juve-Napoli è uno snodo importante.

Prendiamo la Juve. Se dovesse perdere si ritroverebbe a cinque punti dalla vetta, vedrebbe vanificati gli effetti di una straordinaria rimonta durata quattordici partite. Dovrebbe rimboccarsi le maniche ancora una volta e certe imprese riescono difficilmente due volte, ricominciare sarebbe durissima psicologicamente e fisicamente.

E se la Juventus non dovesse rivincere il campionato e non riuscisse a centrare un'altra finale di Champions che stagione sarebbe? Sicuramente non positiva al punto da rendere più facile la decisione di Allegri che sta pensando all'addio. La conferma venuta da Galeone, maestro e amico di Allegri, vale più di tante smentite di comodo.

Dedichiamo la notizia a tutti quelli che hanno usato parole pesanti (l'ironia è accettabile), quando a novembre abbiamo scritto che Allegri era pronto a lasciare la Juve amareggiato per gli attacchi di Agnelli e Marotta durante il periodo negativo di inizio stagione. Scrivemmo che dietro c'era il Manchester e il procuratore Branchini ci stava lavorando , poi l'esonero di Mourinho al Chelsea ha aperto nuovi scenari che abbiamo puntualmente riferito e che stanno per diventare realtà. Abramovich non ha ancora scelto tra Allegri e Conte, entrambi hanno un piano di lavoro. Ma entrambi hanno appuntato l'attenzione su Paul Pogba che per chi non l'avesse ancora capito, in estate lascerà la Juve. La tela la sta tessendo Raiola, ma il ragazzo andrebbe più volentieri al Barca o al Real, il calcio spagnolo lo intriga di più, in Inghilterra c'è già stato.

Anche per il Napoli questa sfida è decisiva. Portare a cinque il vantaggio vorrebbe dire mettersi in tasca il primo pezzo di scudetto. E se succedesse? E' chiaro che De Laurentiis dovrà essere pronto a rilanciare, a investire per l'allenatore e la squadra. Il Napoli in Champions come campione d'Italia dovrà necessariamente lasciare il segno, non essere una comparsa .

Sarri deve rinnovare il contratto. Oggi guadagna soltanto 700 mila euro, roba da allenatore di terza-quarta fascia. La discussione non si annuncia semplice perché quello che sta facendo l'allenatore toscano è tanta roba e gli estimatori disposti a spendere non gli mancano davvero. Vedremo fin dove De Laurentiis vorrà spingersi e vedremo anche quale strategia adotterà per i giocatori. I cinquanta milioni della Champions sarebbero poca roba per rinnovare il Napoli. La tentazione potrebbe essere quella di vendere uno dei top players (non Higuain) e ricostruire.

Per noi questa sfida non ha favoriti. Sono di fronte le squadre che esprimono, ognuna a modo loro, il meglio del meglio del calcio italiano a livello tattico e tecnico.

La Juve gioca più con la testa e con i muscoli, è più forte caratterialmente, abituata a vincere, Allegri è stato costretto a giocare un calcio più italiano con grande difesa e veloci ripartenze per Dybala e C.

Il Napoli gioca un calcio più spettacolare, fa gran possesso, sta nella metà campo avversaria, gioca più alto, è divertente.

La Juve arriva a questa sfida meno libera di testa, con qualche assenza importante (Chiellini, Mandzukic e Khedira) e con alle porte la sfida con il Bayer. Il Napoli sembra più sereno, stanno tutti bene Higuain benissimo, ma giocarsi lo scudetto può fare brutti scherzi a livello mentale.

Doveva arbitrare Rizzoli, o almeno così pensavano tutti. Si è fatto male e ieri i malpensanti hanno cominciato a sparlare di guaio di comodo dopo le polemiche dei giorni scorsi. Strano paese l'Italia calcistica. Siamo perfino capaci di discutere uno dei migliori arbitrio del mondo, bravissimo nella finale mondiale di Rio, e mettere in dubbio la sua buona fede. La querela mi sembra il minimo, evidentemente il tarlo di Calciopoli è rimasto dentro troppe teste e non si riesce a crescere. Tocca a Orsato, un altro buon arbitro. Siamo sicuro che non si farà condizionare e nessun giocatore potrà fare il furbo: Orsato non scherza.

Venendo all'altra partita clou di questo turno (Fiorentina-Inter), in ballo c'è il terzo posto e quindi l'ultimo treno per la Champions. Senza la coppa vera e i suoi cinquanta milioni di premi, per Thohir sarebbe durissima. In estate ci sono tanti giocatori che devono essere riscattati obbligatoriamente per una spesa di circa 50 milioni. Appunto. Come avevamo scritto parecchio tempo fa e anche qui dedico la notizia ormai su tutti i media mondiali, agli interisti che mi hanno fracassato. La situazione economica di Thohir non è semplice, è riuscito a spalmare i debiti con le banche, ma le rate arrivano e vanno pagate. Il magnate indonesiano sta cercando soci in Cina, ma non solo. Qualcuno racconta che sarebbe perfino disposto a vendere e una banca d'affari starebbe cercando una soluzione, ma su questo per ora non ci sono conferme. Una boccata d'ossigeno dovrebbe arrivare dalla sponsorizzazione con Pirelli (9 milioni?) e Thohir resterà in Italia due settimane per valutare tutto al meglio.

A questo proposito nessuno ha ancora capito cosa farà Moratti. Un giorno c'è la sensazione che l'ex presidente possa mettere in vendita il suo 30 per cento, un altro Moratti viene descritto pronto al rilancio. Entro il 15 novembre può esercitare il diritto di ricompra dell'Inter e secondo alcuni, ora che il debito con le banche è stato abilmente ristrutturato da Thohir, starebbe lavorando per mettere in piedi una cordata capace di rilevare tutta o in parte la quota di Thohir in modo da riacquisire la maggioranza. Una cosa è certa, i movimenti attorno all'Inter ci sono e ci saranno.

Il nervosismo di Mancini forse è in parte legato anche a questo. E' obbligato a centrare la Champions con una squadra che è solo parente di quella che avrebbe voluto. A Firenze è costretto a vincere, se dovesse rimanere fuori dall'Europa sarebbe quasi certo il suo addio e Thohir dovrebbe pensare anche a vendere alcuni giocatori per ripianare i conti, con Icardi in testa per il quale Mourinho e il Manchester sembrano disposti a investire cifre attorno ai 50 milioni.

Più tranquilla la Fiorentina dopo la bufera post-mercato. Sousa e Della Valle si incontreranno tra oggi e domani, ma l'allenatore portoghese ha capito che le critiche alla società vanno fatte faccia a faccia e non in pubblico. Restare al terzo posto è possibile, ma vincere con l'Inter sembra una tappa obbligata anche per i viola, soprattutto per tener lontana la Roma. Sousa dovrebbe passare al 4-3-3 con Tello e Bernardeschi esterni per ridare fiato a un attacco spento. Intanto visto che il mercato non dorme mai, sappiamo che la Fiorentina aveva chiesto Tonelli all'Empoli. Risposta? Dieci milioni. Ritirata e fuga pensando all'estate: la società viola proverà a riprendere Tonelli ma anche Mario Rui sempre per quei dieci milioni famosi.


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