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Editoriale

Juve, nessun allarme ma quest'anno occhi aperti. L'Inter prepara il gran finale. Milan, raggiunto il primo grande obiettivo stagionale. Tommasi e la solita minaccia ma l'AIC non tutela i calciatori

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
07.08.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 53034 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il calcio di agosto non conta nulla. Lo scriviamo ogni anno, in questo mese. Anzi, se fossimo razionali ci dovremmo autoaugurare le sconfitte estive per ogni nostra squadra. Se vinci ad agosto credi che siano tutte rose e fiori e che la strada sarà in discesa, poi inizia la stagione il mercato chiude e il tempo di rimediare non c'è più. Se perdi ti fai sotto dalla paura, ti fai domande che normalmente non ti faresti e sei pronto ad intervenire. Poi ci sono le grandi società, come Bayern o Juventus, che guardano al risultato ma analizzano le prestazioni e non il risultato. Qui si vede la bravura di un club. Se vinci ad agosto e sei in grado, razionalmente, di intervenire dove le cose non vanno allora sei sulla strada giusta. Questo vale dalla A alla D. Certamente il Renate non è più forte dell'Empoli ma oggi va avanti il Renate in Coppa Italia. Certamente il Milan non è diventato nettamente più forte del Bayern ma ad agosto ci sta che il Bayern sembra una squadra di scappati di casa nelle amichevoli stupide in Asia ma poi appena c'è il primo trofeo che gira attorno al campo, chi lo vince? Ancelotti. L'abbiamo presa larga per dire che la Juventus che perde con il Tottenham ci può stare e il 2-0 frega niente a nessuno. Sicuramente gli inglesi sono più avanti in tutto, soprattutto nella condizione fisica, e la Juventus non è neanche al 30%. Premesso che il risultato va ignorato, vorremmo entrare nel merito delle prestazioni e dei fattori contingenti. La Juventus non deve avere la presunzione di credere di ripartire da Cardiff. Quella Juventus e quella stagione sono rimaste, purtroppo, a Cardiff. Quella Juventus non c'è più e devi resettare la mente di ogni singolo calciatore per costruire una Juventus ancora più forte. Dal mercato ci aspettiamo qualcosa di più e soprattutto, senza giri di parole, da Marotta ci aspettiamo un colpo pesante a centrocampo. Il budget e il bilancio bianconero consentono e, forse, obbligano la società a prendere un top player in mezzo al campo. Vi dico una cosa brutta. Ma brutta brutta. Anzi facciamo una cosa: cancellatela appena la leggerete. Dopo Cardiff, nel bene o nel male, si è chiuso un ciclo. Per azzerare tutto non basta la cessione di Bonucci. Questa Juventus ha bisogno di energie nuove e, forse forse, la migliore soluzione sarebbe stata la strada della separazione consensuale da Max Allegri. Apriti cielo! Cosa vuoi dire che è finito il ciclo di Allegri? No. Voglio dire che trovare ancora motivazioni forti nello stesso gruppo di lavoro rimasto così scottato nella finale Champions non sarà facile. Ogni anno devi provare a migliorare l'anno precedente. Ci riuscirà la Juventus? Quasi impossibile. Significa puntare al triplete ma questa Juventus, ad oggi, deve puntare al massimo a ripetersi in Italia. Ci vuole un'ondata di entusiasmo e freschezza nuova. A Vinovo ci sono ancora troppi scheletri che ballano negli armadietti e trovare nuove energie non sarà facile. Anche il tifoso vuole vincere sfide nuove e lo scudetto, brutto da dire così brutalmente, non emoziona più il popolo juventino.
Hanno ampi margini di crescita ed entusiasmo a Milano. Perché quando arrivi dal nulla hai più fame e voglia di arrivare. L'entusiasmo non lo devi cercare ma ti cade addosso. L'Inter, fin qui, ha fatto colpi mirati e sensati. Per acquistare Borja Valero e Vecino non c'era bisogno di una potenza come Suning, lo sappiamo tutti, ma Spalletti sta andando su giocatori mirati e che conoscano già la nostra serie A. Il mercato dell'Inter non è da titoloni in prima pagina ma ci può stare. E' vero, ci aspettavamo un altro mercato ma non vuol dire che questo faccia schifo. La base c'era e va gestita. Nonostante tutto, due colpetti da Sabatini ce li aspettiamo e siamo certi che la società che chiuderà con il botto sarà proprio quella nerazzurra. Milano apre e Milano chiude. Questa estate andrà così. A Napoli non avevano nulla da fare, la Juventus ci fa scrivere poco e la Roma punta sulle relazioni, ottime, di Monchi.
Il primo, vero, grande obiettivo l'ha già raggiunto il Milan. Ridare entusiasmo ad un popolo depresso è stato un trionfo. Le code a casa Milan, il record di incasso ad agosto per una partita contro rumeni sconosciuti e i tifosi che si sono riavvicinati alla società. Il primo scudetto è andato. Certamente il campo, al primo anno, sarà un giudice severo ma chi capisce un pò di calcio è consapevole che alla prima stagione, con una squadra tutta nuova, non ti puoi aspettare i miracoli dal Paradiso. Il Milan, di quest'anno, ha bisogno solo di serenità e del quarto posto. Al prossimo agosto parleremo di altri obiettivi. Il Milan subirà attacchi violenti dalla stampa e dalle male lingue che alla prima partita pareggiata contro il Chievo scriveranno che questa squadra fa schifo e questa è una società di incompetenti, dimenticando che negli ultimi anni era un trionfo vincere contro Empoli e Crotone. Hanno fatto prime pagine e articoloni sulle fidejussioni di Bonucci e Biglia quando c'è mezza serie A che ancora non le ha depositate in Lega e quando diverse società, dalla A alla C, non le hanno depositate neanche per iscriversi ai rispettivi campionati. Una società viene acquistata per 750 milioni di euro, eredita 75 milioni di debiti dalla vecchia gestione, spende 250 milioni di euro in due mesi sul mercato e non trova una banca che gli garantisca due fidejussioni? In tutto ciò, probabilmente, chi parla e scrive di fidejiussioni non conosce neanche il significato, la materia e forse non ne ha mai ottenuta una.
In chiusura l'angolo della politica che nessuno mi ha chiesto ma che comunque affronto. Ogni anno ad agosto l'Associazione Italiana Calciatori minaccia lo sciopero. O fate come vi diciamo oppure non si gioca. Fermiamo la A, fermiamo la B, stavolta fermiamo la C. I più ingenui sono i calciatori che ancora credono a questa Associazione che fa politica ma che non affronta le vere criticità per la professione. Stimo Tommasi ma preferisco dire sempre quello che penso. Tommasi è giovane e bravo, si impegna ma è reduce da una serie di sconfitte politiche che ricadono sulla testa dei calciatori. Purtroppo i calciatori non hanno una testa da premio Nobel e non sanno riconoscere i proprio interessi e vantaggi. Tomassi non può minacciare, ogni anno, uno scipero. Piuttosto dovrebbe risolvere i problemi durante le stagioni. I calciatori non sono tutelati da nessuno. Perdono gli stipendi, a 24 anni non giocano più perché sono "vecchi" e abbiamo sempre meno posti di lavoro. Ignoriamo i 50 paperoni che guadagnano 4 milioni all'anno, pensiamo a quelli che escono dalle primavere e due anni dopo senza aver avuto mezza opportunità sono già fuori dai giochi. Pensiamo a quelli che, se tutto va bene, guadagnano 1.200 euro al mese e non li prendono neanche tutti i mesi. Questi sono i veri problemi ma risolti e perdere 6 società non è un dramma perché anche 54 sono ancora tante. Il problema non è la Lega di C ma le società iscritte che non si possono permettere la gestione di un club calcistico. Vi ha ordinato il medico di fare calcio? La serie D, grazie a Cosimo Sibilia, ha trovato valide soluzioni come, ad esempio, le 5 sostituzioni dalla D in giù. Rose più ampie e meno giocatori con il broncio in panchina. Ogni week end giocheranno 10.000 calciatori, di media, in più. Meno proclami e minacce di sciopero e più soluzioni concrete per la categoria. Da Tommasi ci aspettiamo i fatti, non altro...


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