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Juve, oltre a Tolisso vuole anche Lacazette del Lione. Per Dybala derby Real-Barça. Buffon, che errore attaccare l'Inter. Milan, closing a fine mese. De Laurentiis danneggia il Napoli

10.03.2017 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 27901 volte
© foto di Federico De Luca

C’erano quelli della Juve a vedere Lione-Roma (4-2) ed hanno avuto l’ennesima conferma che anche in campo internazionale e con un avversario forte come la Roma, Tolisso e Lacazette (entrambi in gol) sono bravi e maturi. Da prendere. Il discorso avviato da tempo con i francesi dunque va avanti anche se Marotta e Paratici sanno benissimo che Lione non è certo una piazza da dove si possano portare via giocatori a prezzi bassi. Lacazette ha 26anni, attaccante di movimento con estro e velocità, è valutato 40milioni da trasfermarkt. Per Tolisso, duttile centrocampista di 23 anni, un nuovo Marchisio, i francesi hanno sparato 40 milioni, la Juventus in gennaio aveva proposto venti, ma tutto è rimasto lì. L’estate prossima ci sarà l’assalto decisivo, Marotta proverà un pacchetto a cinquanta milioni anche se l’impresa sembra difficile. E’ chiaro che alla Juve serva più Tolisso di Lacazette, ma come sappiamo tutti, il futuro di Dybala non è così scontato. Il Real tiene la pista caldissima, una offerta ufficiale non è ancora partita, ma il giocatore piace moltissimo e le risorse da investire non mancano. Fra l’altro alla Juve piacciono molto Isco, Danilo e il solito Morata. Sarà uno dei temi del mercato. Ma nel frattempo si è mosso anche il Barcellona. E’ vero che l’attacco dei blaugrana è il massimo, ma uno come Dybala può essere un’alternativa per il presente e una certezza per il futuro. E poi marcare a uomo il Real anche sul mercato è una vecchia tecnica. Se dovesse nascere un derby ne guadagnerebbe soltanto la Juventus. Le scelte definitive, naturalmente, si faranno a fine stagione, anche in base ai risultati ottenuti e alla voglia di rinnovare la squadra. Ma c’è in ballo anche il discorso allenatore. Con Allegri ci sarà il chiarimento definitivo entro il mese di marzo. La Juve lo vorrebbe confermare, lui ha parlato con l’Arsenal e non solo, ritiene chiuso il ciclo bianconero. Lo dovrà dire ufficialmente alla dirigenza al completo che proverà a convincerlo. Lui ha deciso e se confermerà scatterà la successione che porta a Spalletti sempre più lontano dalla Roma. Dopo il ko con il Napoli, la rimonta del Lione di ieri sera ha messo in ginocchio i giallorossi. I cambi dell’allenatore hanno peggiorato la situazione, le parole negative di sabato scorso sulle possibilità in campionato hanno lasciato tutti perplessi: l’addio è scritto.

Nel frattempo, a proposito di parole, non mi è piaciuto affatto l’attacco di Buffon all’Inter e agli interismi. Premessa, stimo molto Buffon e pure la sua famiglia. Gente perbene. Conosco il ragazzo e i suoi valori, la sua forza e le sue debolezze, ma con la stessa franchezza mi sento di dirgli che ha sbagliato a dire certe cose sull’Inter anche se pesano molti rapporti e molte situazioni (calciopoli in primis). Oltre ad essere il portiere della Juve (ma sarebbe sbagliato lo stesso) è anche il portiere e capitano della Nazionale: non deve mai dimenticarlo. E il disprezzo pubblico degli avversari non è consentito. Caso mai adotti il silenzio. Lo dico perché gli equilibri di questo calcio sono fragili e certi campioni dovrebbe lavorare per unire e non per dividere.

A questo proposito sono allibito per l’ennesimo show di De Laurentiis. Non entro nel merito, giornali e colleghi sanno difendersi bene da soli anche se hanno la mia ovvia vicinanza. Mi chiedo invece se Da Laurentiis si renda conto del male che sta facendo al Napoli. L’altra sera la sua squadra ha giocato per un tempo un calcio meraviglioso, ha messo sotto il Real come si fa con una provinciale. Il Napoli è l’orgoglio dell’Italia calcistica in Europa e De Laurentiis butta tutto a mare con una polemica sterile e inutile. Spiegategli che se vuol fare crescere il Napoli e non metterlo in ridicolo e in difficoltà con il mondo del pallone che conta in Europa, dovrà far crescere la società e cambiare atteggiamento. Se poi l’obiettivo è la ribalta, la polemica, la ricerca di colpevoli per gli insuccessi, invece di risolvere i problemi e correggere gli errori, mi dispiace per Napoli e per i napoletani che hanno una grande squadra e un grande allenatore, ma non il resto.

A proposito di società, oggi è il primo dei giorni indicati come possibili-probabili per la terza caparra per Fininvest nel quadro della cessione del Milan. Ma c’è tempo anche fino a lunedì. I dirigenti e gli avvocati di Fininvest dopo l’allarme della settimana scorsa sembrano più sereni, sembra che Li Yanghong sia davvero solvibile e i problemi tecnico-burocratici superati. E così (sembra) il closing potrebbe slittare a fine marzo e anche oltre, ma con serenità, senza ansie. Ma è bene andarci piano e stare cauti, ormai aspettiamo solo le firme e i documenti.

La ritrovata fiducia sembra però confermata anche dalle mosse di Galliani che sebbene in uscita, avrebbe concordato con Fassone che Deulofeu è un giocatore da Milan. Lo vuole prendere ed ha subito avviato i contatti con il ds del Barcellona proprietario del cartellino e vecchio amico Braida. Di mezzo c’è anche l’Everton che aveva il giocatore in prestito prima di girarlo al Milan, ma il Barca ha l’ultima parola. Caso mai agli inglesi andrà una percentuale sulla vendita. Il giocatore è valutato una quindicina di milioni, Galliani spera di prenderlo a dieci e lo tiene in stand by in attesa dell’ok dei cinesi. E qui mi fermo.


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