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Juve, quel capolavoro chiamato triplete. Ma Allegri potrebbe salutare alla Mou. Keita in arrivo. Simeone, il PSG beffa l'Inter. Milan, 100 milioni da spendere

05.05.2017 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 35955 volte
© foto di Federico De Luca

Questa Juve è il capolavoro di Allegri, una squadra con un equilibrio raro: grande difesa, ma anche grande attacco. E’ difficile trovare oggi qualcosa di simile in grado di fare bene entrambe le fasi di gioco, forse il Chelsea di Conte, ma non è in Europa. Il Barcellona (l’abbiamo visto), ma anche il Real (per l’appunto) attaccano con fenomeni, ma difendono non benissimo. Proprio per questo nella finale di Cardiff (toccate ferro), una volta tanto, il Real di Zidane non parte favorito. La Juve è più squadra, il Real ha giocatori più forti (Ronaldo su tutti) e proprio per questo dico 50 possibilità su cento ciascuno.

Questa Juve che difende e attacca con lo stesso equilibrio è frutto del grande lavoro, dell’umiltà e dell’intelligenza di Allegri che ha mutato le sue idee, trasformando una cultura calcistica molto italiana (primo non prenderle) in un modo internazionale di pensare calcio: si vince con più facilità imponendo il proprio gioco e non subendo per ripartire. Del resto quando una società con una squadra già forte in attacco (Dybala, Mandzukic, Cuadrado) compra Higuain, il segnale era chiaro. E’ stato bravo Allegri, accompagnato da una società straordinariamente efficace, a miscelare i giocatori e a cambiare modulo senza sbilanciare niente e nessuno. Due gol presi in undici partite di Champions stanno a dimostrare la solidità anche con quattro uomini d’attacco tutti assieme in campo, più due terzini che spingono. Questa Juve è finalmente internazionale, mi riallaccio a quella di Lippi con Del Piero-Vialli-Ravanelli che (non a caso) vinse la Champions.

Detto questo, come vi abbiamo già riferito un mese fa in anteprima, Allegri ha pronto il rinnovo di contratto con la Juventus. La società gli ha proposto un allungamento al 2020 con ingaggio dagli attuali cinque milioni agli otto di Conte (tanto per capirci) più bonus. Allegri doveva soltanto mettere la firma in calce ai fogli già pronti già dopo i quarti con il Barcellona.

Perché non l’ha fatto?

Questo è il grande interrogativo. E’ vero che Allegri non vuole distrazioni nel momento decisivo della stagione e un altro anno di contratto comunque c’è, ma alcune voci dicono che non è solo questo. L’allenatore della Juve prende tempo perché se dovesse davvero essere triplete (le possibilità ci sono, eccome), fare come Mourinho, salutare e dirsi addio, potrebbe essere una strada.

Fare meglio sarebbe impossibile, questo sembra chiaro. E allora perchè legarsi per altri tre anni?

La società è informata, naturalmente tutti sperano nell’impresa sportiva, ma un discorso che sembrava chiuso potrebbe essere riaperto. Rimandiamo il tutto al tre di giugno, quando si conoscerà la fine di questa storia per ora bellissima.

Comunque i piani di potenziamento della Juve vanno avanti sulla falsariga tracciata con Allegri. I nomi nel mirino sono i soliti, da Verratti a Tolisso, da Di Maria a De Sciglio, passando per Caldara e Spinazzola già bianconeri. Un nome nuovo sul quale si è buttato decisamente Marotta è l’ex Barca Keita Balde ora alla Lazio. Il ragazzo con Inzaghi è maturato, non vuole rinnovare e con la scadenza 2018, dovrebbe andare sul mercato a un prezzo interessante. La Juve c’è, anche per ringiovanire l’attacco che in prospettiva ha bisogno di ricambi. Il Milan però non molla un obiettivo puntato da mesi forte dell’ok del ragazzo che è convinto di giocare titolare in rossonero, con la Juve avrebbe più difficoltà. Vedremo.

La Juve, comunque, non molla e non si è posta il problema di un eventuale addio di Allegri. Sperano che resti anche con l’eventuale triplete, comunque la società ha una forza tale che non si farà condizionare da niente e da nessuno. Ricorderete che proprio Allegri arrivò in corsa dopo le dimissioni di Conte a metà luglio. Della serie, un allenatore si trova.

Vallo a dire all’Inter che fatica a colpire gli obiettivi. Continuo a pensare che Conte non si muoverà dal Chelsea, vuol provare a vincere la Champions, e anche Simeone sembra scettico sui progetti nerazzurri. La sconfitta con il Real in Champions (l’ennesima) ha scavato un solco con l’Atletico, ma Simeone ha in testa il Psg più dell’Inter. A Parigi andrebbe in coppia con il ds dell’Atletico Berta, più facile lavorare a Parigi che non rifondare l’Inter e questo Simeone lo sa. In attesa di sviluppi, c’è sempre Spalletti che sembra diventato quella che tutti vogliono e nessuno piglia.

Il Milan cinese, invece, ha deciso di confermare Montella, le energie sono impiegate nella campagna acquisti. Per vendere quote societarie e quotare la società a Hong Kong, il nuovo proprietario mister Li ha assoluto bisogno di rilanciare il brand Milan costruendo una squadra competitiva. Musacchio del Villareal è il primo colpo per la difesa. Ieri un lungo colloquio fra Mirabelli e Percassi ha avvicinato Kessie ai rossoneri spiazzando la Roma. E’ solo l’inizio, Fassone ha il mandato di rifare grande il Milan con la finanza creativa. Auguri.


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