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Juve, scatta l’allarme. Difesa a pezzi, ma chiude il mercato senza colpi. Via Benatia un errore. Dybala nel mirino. Ronaldo gioca troppo. Roma, via Di Francesco

01.02.2019 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 31465 volte
Juve, scatta l’allarme.  Difesa a pezzi, ma chiude il mercato senza colpi. Via Benatia un errore. Dybala nel mirino. Ronaldo gioca troppo. Roma, via Di Francesco

Faccio una premessa per evitare fraintendimenti, ironie, voltagabbana di turno, i soliti idioti e quelli che non capiscono o fanno finta di non capire: questo non è un processo alla Juve. E non voglio neppure ingigantire il significato di una eliminazione ai quarti della coppa Italia. Per capire quello che è la Juventus oggi e quello che è stata negli ultimi otto anni basta accendere la memoria o leggere i numeri: una squadra pazzesca. Ci può stare di perdere una partita, di avere un periodo no o sbagliare in certe situazioni. Ovvio. Banalmente, volete sapere cosa penso sia successo nelle ultime settimane? E’ stato fatto un richiamo di preparazione e i giocatori sono meno brillanti, alcuni imballati. Nessun dramma, quindi.

Però, e adesso arrivo al però, sta succedendo qualcosa che vale la pena analizzare e sottolineare. E’ evidente che una spia rossa ora sia accesa anche in una macchina perfetta e non solo per il ko di Bergamo, anche contro la Lazio, vittoria a parte, alcuni problemi si erano materializzati in maniera evidente. Allegri si era preso le colpe “ho sbagliato a mettere Emre Can davanti alla difesa” ma è stato solo un modo per mascherare.

La sconfitta di Bergamo va oltre il risultato negativo, ci sono elementi che non vanno trascurati e situazioni da analizzare e risolvere. Non è un caso che Andrea Agnelli ieri mattina si sia precipitato alla Continassa per vedere, per capire, per parlare, per scuotere.

Cominciamo dai guai della difesa. Ho la sensazione che non sia stato gestito benissimo il problema Benatia. Erano mesi che come funghi, ogni tanto, spuntavano i mal di pancia del difensore, la situazione andava affrontata o facendolo giocare di più o decidendo di venderlo e di conseguenza prepararsi per tempo alla cessione. Sembra che la situazione sia sfuggita di mano negli ultimi giorni di mercato e il rimpiazzo Caceres, una riserva della Lazio, è la toppa della disperazione. Roba non da Juve.

Vado oltre. Ma anche per un giocatore straordinario come Chiellini nessuno ha pensato ai 35 anni ad agosto? Ha giocato troppo in questi mesi. Se non c’è fiducia completa in Rugani tanto valeva venderlo al Chelsea e comprarne un altro in estate. Per non parlare di Barzagli che con tutto il rispetto, può ancora giocare a 38 anni?

Le cose non sempre vanno tutte lisce e dritte, come sulle marcature preventive, questa volta non è stato fatto un lavoro lungimirante sulle possibili criticità che possono esserci in una stagione lunga, dispendiosa e con tutti gli obiettivi da centrare. Il problema difesa andava gestito meglio, De Sciglio centrale ci può giocare una gara, ma avere Chiellini e Bonucci in forse per la Champions non fa stare sereni. Non è arrivato neppure il colpo dell’ultimo minuto in chiusura di calciomercato, anche numericamente avrebbe fatto comodo.

Ma un’altra cosa non mi convince: l’utilizzo di Ronaldo. So bene che lui vuole giocare sempre, forse ce l’ha anche nel contratto, ma è logico metterlo in campo con il Chievo, col Frosinone e in tante altre volte inutili? E’ vero che sa gestirsi come un robot, ma proprio pensando alla primavera e alle partite decisive, fargli giocare qualche gara in meno forse sarebbe servito per avere una maggiore brillantezza in primavera.

Ma anche in mezzo al campo oggi la Juve paga i problemi di Khedira e i troppi guai, dalla malattia di Emre Can agli infortuni di Pjanic.

Poi c’è il problema Dybala. Sembrava fosse cresciuto, avesse capito che in una grande squadra non è un fatto di posizioni in campo o di gol, ma di partecipazione al gioco, alla manovra, all’importanza che hai nel meccanismo. Mi pare invece che dopo aver accettato le idee di Allegri che l’ha allontanato dalla porta, sia tornato prigioniero della sua voglia di essere primattore, fatichi ad accettare di vivere un passo indietro a Ronaldo. E’ la personalità che manca, bellezza. E un giocatore dalle grandi qualità come Dybala, ma con una maturazione lenta, può essere un problema. E’ sempre il primo ad alzare bandiera bianca (vedere Bergamo) e non può essere così per chi aspira a diventare un campione. Non scommetto, ma lo vedo lontano dalla Juve. Già ci pensavano l’anno scorso, se arriva qualcuno (Real?) e mette 120-130 milioni, si può fare…

Anche gli infortuni hanno inciso sul calo di rendimento, ovvio. Mandzukic con la sua forza aiutava Ronaldo a squarciare le difese e l’assenza si nota moltissimo. Cuadrado e la sua brillantezza sono un valore perduto. Douglas Costa invece per me è tanto fumo, non lo dico da oggi, ma dai tempi del Bayern.

Cosa serve tutto questo discorso? Per dire che un momento di difficoltà ci sta, anche i Grandi hanno delle rughe e pure le società vicine al top possono sbagliare in certe programmazioni. Forse la Straordinaria Operazione Ronaldo ha fatto distogliere l’attenzione da problemi più piccoli che c’erano e potevano essere analizzati anche in estate.

Risolvere tutto ora, in fretta e prepotentemente sarà la sfida per ripartire subito, e Allegri ha ragione, la prima cosa da ritrovare è l’umiltà. E tutto questo merita una riflessione da parte di chi parla di mollare, di arrendersi troppo presto. La perfezione non esiste e sulle imperfezioni degli altri bisogna sempre lavorare.

A proposito di imperfezioni, è bastata una sconfitta per scatenare un’altra volta tutti gli juventini anti-Allegri. Siamo alla commedia dell’assurdo. Cosa dovrebbero fare i tifosi di tutte le altre società italiane, suicidarsi in massa se si lamentano quelli che stanno per vincere l’ottavo scudetto di fila? Allegri è questo, straordinario gestore, ottimizzatore di risorse, tattico eccellente, ama vincere e lascia ad altri il calcio spettacolare. Dovrebbe essere chiaro da tempo e forse sta diventando sempre più chiara anche per lui l’idea che prima o poi dire “arrivederci” sarà la soluzione. Il Real Madrid aspetta.

Nel frattempo la Roma ha toccato il fondo. Credo che dopo la disfatta di Firenze e l’umiliante 7 a 1, anche volendo bene a Di Francesco sarà complicato tenerlo sulla panchina giallorossa. La sensazione che abbia perso di mano la situazione e lo spogliatoio è forte, ma non so se Paulo Sousa è l’allenatore giusto per prendere una squadra in corsa.


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