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Editoriale

Juve, se fosse arrivato Guarin sarebbe partito Vidal. Roma: Pjanic, al Psg non si può dire no. Inter: i tifosi volevano Thohir, non le frasi dell'avvocato. Christian Brocchi: Cremona? Doha e a testa alta...

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
25.01.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 69784 volte

Fredy Guarin ha tre anni meno di Vucinic e si sente nel pieno della sua carriera, non nell'ultimo segmento. E' esplosivo, decisivo e ha voglia di vincere. La scintilla con Antonio Conte sarebbe scoccata senza alcun dubbio ed è assolutamente normale che la Juventus lo abbia richiesto. Sarebbe stata una operazione nettamente a favore della Juventus, e i tifosi interisti si sono opposti. Ma, tema da affrontare, cosa sarebbe accaduto nello spogliatoio bianconero se Guarin fosse stato accontentato? Pogba, Pirlo, Vidal, Marchisio e Guarin. Cinque big per tre posti di centrocampo, con una competizione, il Campionato, sostanzialmente indirizzata e l'altra, l'Europa League, tradizionalmente ostica alle squadre italiane. Insomma, cinque così forti sarebbero stati troppi. Fosse arrivato Guarin, il giocatore più simile alle caratteristiche del colombiano si sarebbe rivelato certamente Vidal. Per passo, pericolosità, energia e posizione in campo Guarin è il giocatore più assimilabile a Vidal. Il quale peruviano in settimana ha dichiarato di essere il migliore al mondo nel suo ruolo e nel suo calcio. Una esplosione di autostima che contrasta un po', che dite, con il verbo dell'umiltà e della spina attaccata di Conte. L'approdo di Guarin avrebbe anche potuto essere il primo passo della futuribile e per certi versi ricchissima operazione Vidal. Entrate e uscite, uscite ed entrate, è il calcio di oggi, il calcio italiano soprattutto.

Con i controllori dell'UEFA pronti a passare il bilancio del PSG al setaccio del Financial Fair Play, una operazione a due/tre cifre come quella di Pogba, sarebbe stata impossibile per il Club parigino. Ecco allora, dalla bocca del tecnico Laurent Blanc, un nome importante, costoso, ma intermedio. Il nome di MiralemPjanic. Ci interessa, e a dirlo non è il primo che passa per strada, ma l'allenatore del Club più expensive d'Europa e del Mondo. Lo stesso Club che ha strapagato quest'estate, acquistandolo proprio dalla Roma, il talentuosissimo difensore brasiliano Marquinhos. Giusto che la Roma, alle prese con una possibilissima qualificazione in Champions League e una possibilissima conquista della Coppa Italia, smentisca e sopisca le voci. Ma proprio il Club giallorosso ha dimostrato di saper acquistare bene dopo aver ceduto altrettanto bene. E se il PSG offrisse più di 25 milioni, la Roma, rinforzata da Nainggolan, saprebbe poi bene come spenderli. Mai dire mai.

I tifosi dell'Inter non sono scesi in piazza per Guarin-Vucinic. O quantomeno, non solo per quello. Ci sono andati dopo aver preso atto per giorni che nel suo primo mercato da presidente nerazzurro, ErickThohir tendeva a traccheggiare. Ci sono andati dopo aver letto sul Corriere della Sera, opportunamente fatte filtrare, tutte le perplessità del presidente Moratti sull'assenza dal mercato del nuovo Club di via Durini. Non vedevano l'ora di soppesare e valutare la prima mossa, e quando hanno sgranato gli occhi di fronte alle notizie d'agenzia sul "baratto" Guarin-Vucinic non li ha tenuti più nessuno. Siamo convinti che i primi ad essere dispiaciuti di dover prendere l'iniziativa rispetto alla loro Società, siano stati proprio i tifosi con gli striscioni davanti alla sede interista. Non gradivano di dover essere proprio loro a dover dimostrare la scarsa reattività dei loro stessi dirigenti. Non è stato dunque un momento qualunque, quello di inizio settimana sulla piazza nerazzurra. Ma uno di quelli da ricordare, da evocare come lo spartiacque di un'epoca. E proprio per questo, dopo le martellate bianconere del giorno prima, doveva essere Thohir a rispondere. Lui, in carne e ossa. Lui, petto in fuori. Non l'ordinata pagina scritta da un legale e firmata dal grande atteso. Per non dire grande assente, un po' su tutta la linea.

Dieci giorni di calcio piacevole ed educato. Niente proteste dei suoi ragazzi sul campo e tanti complimenti da parte dei dirigenti dei Settori giovanili dei Top club europei. Così Cristian Brocchi si è preso la rivincita sui titolacci decembrini sulle scommesse e affini. La sua squadra, gli Allievi I/II Divisione del Milan, al Torneo di Doha, in Qatar e in diretta su Milan Channel, si è lasciata alle spalle Barcellona, Manchester e Paris Saint Germain. E solo l'espulsione, ingiusta di un loro difensore, dopo mezz'ora di gioco, alla quale il Milan di Brocchi ha reagito non protestando ma continuando a giocare a calcio, ha impedito ai '98 rossoneri di arrivare in Finale. Ma anche se in Semifinale con il Real Madrid è finita 1-2 con la grande occasione del pareggio nel recupero, il Milan ha espresso l'MVP della Finale 3' posto (Andre Llamas) e il capocannoniere del Torneo, Patrick Cutrone con 6 gol. Bravo Cristian. Mai fuori dalle righe, amatissimo dai suoi giocatori. Così, sul campo, ci si lascia alle spalle tutto. Da veri uomini di calcio.


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