VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | RMC SPORT EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/18?
  Real Madrid
  Bayern Monaco
  Roma
  Liverpool

Editoriale

Juve: un colpo intelligente, il Var e i retropensieri sulle parole di Buffon. Inter: 2 affari last second e un appunto a Zhang. Milan: quando fare chiarezza non serve. Napoli: la scelta di Pepe

29.08.2017 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 62047 volte
© foto di Alessio Alaimo

Bene. C’è la Pausa per la Nazionale.
La Pausa per la Nazionale arriva col mercato ancora aperto. Praticamente siamo alla distorsione spazio-temporale, come quando piove col sole. Ma, porca miseria, non possono fare le cose una alla volta? Chiudono il mercato un po’ prima, poi fanno partire il campionato, poi sotto con la Nazionale quando fa un po’ più freschetto. Evidentemente no, non possono, ma questa è la solita inutile battaglia donchisciottesca.
Lasciamo perdere e viva gli azzurri che hanno un bel gattone da pelare chiamato Spagna (entro sabato prevedo: interviste a Tassotti sulla famosa gomitata a Usa ’94, altre interviste a Luis Enrique, forse Di Natale e Prandelli. Titoleremo “Matiamoli!” e se non ce la farà “Italia matata”. Un film già visto).
Ma veniamo a noi.
Siamo in pieno deliro Var. La prima cosa che c’è da dire sul/sulla Var è che siamo di fronte al primo caso di sistema asessuato del calcio. Dici “la Var?”. Ti assicurano che stai sbagliando di grosso. Dici “il Var”? Ti additano come “maschilista!”. Insomma, un puttanaio.
La seconda cosa da dire sul Var è che divide molto. C’è a chi piace e a chi non piace: tipo Scarlett Johansson (anzi no, la Johansson piace a tutti).
Possiamo dire che il Var sia un problema? Per l’amor del cielo, no! È un problema se una partita dura 100 minuti invece di 90? Troviamo degli accorgimenti, ma meglio 100 minuti di settimane passate a mandarci affanculo.
È un problema se andremo avanti a discutere anche con il Var? Forse sì, ma non diamo la colpa alla tecnologia, diamola a noi stessi, affamati di retropensieri e polemiche per motivi ancestrali.
Si poteva studiare meglio l’applicazione dell’ambaradan? Certamente sì, forse sarebbe bastato dare la possibilità ai tecnici di fermare il giuoco due volte per tempo a discrezione degli interessati, ma il dato di fatto è che questa “rivoluzione”, anche così com’è, sta già portando i suoi frutti nell’ottica di un calcio più “giusto”. I giocatori, quasi tutti, l’hanno già capito (complimenti a loro), adesso tocca a noi.

Qui Inter
Inutile girarci attorno, lo sa anche mia zia: all’Inter mancano due giocatori. Per qualcuno ne mancano una ventina, ma questo è un effetto collaterale del “mercato sempre”. Si può definire la campagna di rafforzamento dei nerazzurri “soddisfacente”? Sì, ma solo e soltanto se arriveranno un centrale difensivo e un esterno “alto” degni dei titolari. La società aveva fatto intendere che sarebbero arrivati profili di caratura superiore? Non direttamente, ma non si può neanche far finta di nulla: Zhang ha scelto di “invertire la marcia” e il discorso sul fair play finanziario vale fino a un certo punto. Giusto “non esagerare” in vista del bilancio 2018 (da chiudere in pareggio), sbagliato perdere delle possibilità importanti per una manciata di milioni.
L’Inter, per scelta presidenziale, può trattare solo prestiti e “onerosi” solo da ieri (grazie agli 11 milioni di Jovetic). In questo modo tutto è chiaramente assai più complicato. Il club ci ha provato per Schick e si è dovuto arrendere (anche per una legittima questione di “rincari senza senso”, per carità), tenta un miracolo per Keita (in quanto “miracolo”, assai complicato), chiede al Tottenham il prestito di Sissoko e cerca disperatamente il centrale che possa dare man forte agli indispensabili (in quanto “unici spendibili”) Skriniar e Miranda. Mustafi è un sogno difficilmente raggiungibile, Mangala non scalda i cuori di nessuno, Toloi un’opzione percorribile con l’Atalanta e comunque da valutare attentamente.
Un disastro? Per nulla. La squadra non è stata costruita con i milioni dell’anno passato, ma neppure con gli stessi inutili eccessi. Ogni giocatore ha “un senso” e il resto lo sta facendo Spalletti. A Roma si è visto un gruppo certamente fortunato, ma anche capace di correre fino al 90’ (12,493 km per Borja Valero, frettolosamente definito “bollito”) e di reggere mentalmente nei momenti di difficoltà. L’anno scorso, di questi tempi, i nerazzurri si fermavano dopo un’ora scarsa.
Esiste, in definitiva, una “squadra”, per questo motivo non completarla sarebbe “peccato mortale”, così come sarebbe sbagliato definirla “totalmente inadatta”. In molti, troppi, si sono fissati sull’incapacità di “questo e quello”, ma “questo e quello” sono attualmente in nazionale: 15 convocati in giro per il mondo valgono un po’ di fiducia in più.
Qui Milan
Siamo all’ennesimo capitolo della questione “nessuno si fida dei cinesi”. Vale la pena tornare sull’argomento? Anche no, ognuno ha le sue convinzioni e se le tiene. Ci limitiamo ad un’unica osservazione: chi traduce le dichiarazioni di Fassone (“Nella peggiore delle ipotesi il Milan passerà ad Elliott”) in “ammettono che c’è qualcosa che non va”, si dimentica che, forse, il dovere di un buon amministratore in questo momento non è convincere chi non vuole essere convinto, ma tranquillizzare una tifoseria che quotidianamente viene sommersa da un messaggio sotteso (“Arriverà l’Apocalisse e vi travolgerà!”). Il dato di fatto è sempre lo stesso: ogni singola parola, ogni concetto, ogni euro speso o investito sarà analizzato nell’ottica del “mistero” e del “terrore”. Per certi versi è giusto avere e porre dei dubbi (in fondo stiamo parlando delle sorti di un club tra i più importanti al mondo), per altri sembra quasi che ci sia chi non vede l’ora che una tragedia sportiva si abbatta su Milano. Ecco, questo è meno comprensibile.
Ma veniamo a una questione forse ancora più centrale e molto “comune” tra i tifosi di tutte le razze e religioni: l’incapacità di riuscire ad accontentarsi. Qualche mese fa lo scenario rossonero più probabile era: “Il Milan resterà nello stallo della vecchia proprietà”. Poi si è passati a: “No, il Diavolo diventerà cinese, ma non farà mercato perché non c’è il grano”. Ora si è arrivati a: “Il mercato è monco, quindi non soddisfacente”.
Fassone e Mirabelli potevano “fare meglio”? Sì, certo, tutti nei rispettivi campi possono “fare meglio”, ma è giusto che vengano valutati per il rispettivo “punto di partenza”. Il Milan è stato stravolto come raramente è capitato a un club. È vero, alcuni giocatori sono stati pagati oltre il dovuto, altri avranno bisogno di tempo per inserirsi e Montella avrà un lavoraccio da fare. Sono gli effetti collaterali tipici di chi è costretto alla cura antibiotica: puoi fregartene e continuare a curarti con le caramelline, oppure spazzi via tutto e provi a star meglio.

Qui Juve
L'ottima vittoria della Juve sul Genoa è passata in secondo piano dopo che Buffon si è espresso sul Var e sulla questione "gli arbitri ne abusano". A prescindere dal fatto che abbia ragione o torto, era scontato che la tempistica con cui è arrivato il suo parere - ovvero dopo il secondo rigore assegnato contro la Juve in due giornate di campionato - avrebbe agitato gli animi dei tifosi, immediatamente divisi tra chi "Buffon si lamenta ora che gli fischiano i rigori contro!" e chi "Buffon ha ragione perché il Var è una congiura nei confronti dei bianconeri!". Tutto questo è illogico, non è il succo della questione ed è esattamente ciò che la tecnologia invita a non fare. Semmai dovremmo accogliere il parere "tecnico" del capitano della Juve e della Nazionale e considerarlo un punto di vista credibile di un calciatore importante nei confronti del Var per migliorarne l'utilizzo. Fare cagnara, scusate, non serve a un fico secco.
A pensarci bene, tra l'altro, al momento il Var fa la felicità di tutti, juventini compresi, capaci di dimostrare la loro superiorità tecnica a prescindere dalle innovazioni e dai retropensieri.
E intanto, mentre noi perdiamo tempo in futili discussioni, Marotta e Paratici lavorano per completare la rosa con le famose "occasioni" di mercato degli ultimi giorni. Howedes è proprio una di queste e dimostra che la dirigenza bianconera è abile a cogliere certe opportunità: tappa due buchi in difesa - può giocare sia come centrale che come terzino - e arriva dallo Schalke con la formula del prestito per 3 milioni con diritto di riscatto fissato a 12. Non bisogna per forza spendere i miliardi per fare cose intelligenti.

Qui Napoli
Solo tre righe, tutte dedicate a tal Pepe Reina, pelatissimo portiere. Mentre scriviamo non sappiamo se verrà ufficialmente scritto il lieto fine alla vicenda “resto o non resto”, ma tutto sembra portare a una decisione per certi versi “storica”. Nell’estate dei Neymar e dei Dembelé che si tuffano nei milioni, un “anziano” numero 1 sceglie di rinunciare a un contratto da nababbo per “non tradire” e continuare a “credere in un progetto” e soprattutto in se stesso. Non sappiamo se il Napoli quest’anno vincerà qualcosa o nulla, sappiamo che – tifosi o non tifosi – ci sta emozionando. In teoria il calcio esiste anche per quello.

Chiudo con una puttanata. Sabato mattina sono tornato dalle vacanze. È successo un casino al bar (dovesse mai fregarvene qualcosa, la drammatica foto dello scontrino la trovate sul mio profilo Facebook).
Alla prossima (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com)

Per la serie "Biasin per il sociale" (sottotitolo "atti di ribellione che non servono a un cazzo"), va ora in onda "Bicchieri d'acqua a 0,60 euro".
Rientro in Italia dalle ferie.
Aeroporto di Malpensa.
Ore 8 del mattino.
Bar.
Io: "Buondì signora. Due caffè, due bicchieri d'acqua e una focaccia, perché anche alle 8 del mattino sono molto ghiotto di salato".
Lei: "Guardi che il bicchiere d'acqua si paga, glielo dico perché c'è chi si lamenta".
Lascio scivolare il tono accusatorio della signora come a dire "non pensare di fare il mortoinculo perché l'acqua a Malpensa non scorre dai ruscelli" e memore della vacanza appena terminata rispondo in tono spagnoleggiante "Claro!".
ANDIAMO ALL'ANALISI DELLO SCONTRINO, TIPO RIS DI PARMA
Caffè al banco, costo al consumatore: 1.10 euro. Ci sta, il rincaro sarà del 27274848323% ma siamo in drammatica media nazionale.
Focaccia "come quella di Genova": 3 euro.
Ci sta, il perimetro del farinaceo è di 15x6 cm (13x4 al netto dell'unto) ma al palato fa la sua porca figura.
Arriva il momento dell'acqua.
La gentile incaricata estrae una bottiglia di Guizza senza tappo e versa il culo* della stessa in un bicchiere formato "analisi delle urine".
Esce la mia parte wallaciana (da William Wallace, l'impavido)
Io: "Mi scusi, per 0.60 centesimi non chiedo una scaglia di iceberg del Titanic, ma neanche uno sputazzo di lama".
Lei: "Ormai ha pagato, le consiglio di bere".
Inappuntabile
Io, fingendo di sapere cose che in realtà non so: "Lo sa che in molte parti d'Italia il bicchier d'acqua è gratis? A Napoli per dire!".
Lei, sarcastica: "Ma che bella notizia che mi sta dando! Beh, allora faccia così, vada a Napoli, se si spiccia c'è un'Alitalia che sta imbarcando. Tra l'altro leggende narrano che lì il caffè sia delizioso".
Io: "...".
Lei: "...".
Io: "Lo sa che lei ha dei tempi comici straordinari?".
Lei: "Lo sa che lei è un gran rompicoglioni, sono in piedi dalle sei e soprattutto i prezzi non li faccio io?".
Ma le scappa un mezzo sorriso e in qualche modo diventiamo "amici".
Che bella razza gli italiani.
* per "culo" s'intende la parte finale di un prodotto: l'ultimo sputazzo della bottiglia d'acqua, la fetta di Pan Carrè spalmabile solo su un lato e che nessuno vuole mai, il fondo della vaschetta di gelato che in origine era alla vaniglia ma a furia di cucchiaiate "contaminanti" evidenzia tracce di Nutella, miele, biscotto Oreo, bruschette, sugo alla puttanesca, cimeli, segreti di Fatima.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Juventus-Napoli, sfida totale. Un finale di campionato elettrizzante… 19.04 - Un finale di campionato così è letteralmente da sogno. Per tutti i tifosi, di tutti i colori. Perché vivere un duello così bello, così intenso, con così tanti colpi di scena concentrati in pochi minuti o in poche giornate. Lo scontro diretto è ormai alle porte e viverlo con queste...

EditorialeDI: Tancredi Palmeri

I dolori del giovane Andrea Agnelli: se gli obiettivi futuri della Juventus valgono davvero questo danno d'immagine, per il club stesso, e per Gigi Buffon. Gravissima l'accusa di malafede a Collina 18.04 - È passato tutto in cavalleria. No, non di certo le parole di Buffon o di qualcun altro. Le uscite dei giocatori hanno fatto molto clamore, anche se qua in Italia si è trattato solo di rumore, mentre all'estero è stato disgusto e condanna, in un tragico giro del mondo che ha fatto...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: la corte a Marotta e il futuro di Allegri. Milan: il piano di Gattuso per la prossima stagione (e Donnarumma?). Inter: quanti processi senza senso. E a Buffon il 432esimo consiglio non richiesto 17.04 - A Milano è iniziata la Settimana del Mobile. Alla Settimana del Mobile è difficilissimo trovare dei mobili e la cosa, converrete, è molto curiosa. Molto più facile trovare gente di merda. Di quella sono piene le vie. Sembra che tutti vadano nelle feste esclusive, fanno a gara a dirtelo,...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Ecco perché Buffon va assolto. Il suicidio della Lazio senza un perché. L'Inter senza Icardi ha un problema. Empoli verso la A: bastava esonerare Vivarini 16.04 - Ci siamo lasciati alle spalle la settimana europea più folle di sempre per il calcio italiano. Istanbul a parte, una roba del genere non l'avevamo mai vista. Nel bene (la Roma) e nel male (la Lazio). E la Juve è bene o male? Vi starete chiedendo. Assolutamente nel bene. La Juventus...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Il problema non è il contatto Benatia-Vazquez, il problema è tutto il resto: Ceferin faccia subito un passo indietro. La UEFA ha due scuse, ma non bastano per giustificare questo atteggiamento: ha ragione Gattuso 15.04 - Andò peggio, molto peggio, un anno fa. Erano sempre i quarti di finale di Champions League, c'era sempre il Real Madrid, ma i blancos al Bernabeu non avevano di fronte la Juventus, bensì il Bayern Monaco, sconfitto 2-1 all'andata. I bavaresi, allora guidati da Carlo Ancelotti, nei...

EditorialeDI: Niccolò Ceccarini

Juve, il sogno è sempre Isco, c’è anche Bernat per la fascia sinistra. Sarri pensa solo al campionato, il futuro a fine aprile. Chelsea e Monaco alla finestra. L’Inter torna forte su Verdi 14.04 - L’eliminazione in Champions League non cambia i piani. Marotta è stato chiaro. La Juventus aumenterà la sua qualità con un mix tra giovani e giocatori più esperti. E anche qualche sogno. Uno di questi è Isco. Il corteggiamento parte da lontano. Sono due anni, che i bianconeri sondano...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Buffon non può chiudere così, deve chiedere scusa. Collina e gli arbitri inadeguati. Il Var in Champions. Juve fantastica senza Dybala si è buttata via all’andata 13.04 - Dalla notte di Madrid in poi ne abbiamo viste e sentite di cotte e di crude, tanto per usare una vecchia espressione degli anni cinquanta che forse oggi è cara soltanto a Masterchef. IL RIGORE – Vista e rivista l’azione, anche a mente fredda, 24 ore dopo, sinceramente non so se...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Le lezioni di Juve e Roma: a tutti. Sarri e il suo sogno e i prestiti “vietati” 12.04 - È una beffa. Forse la peggiore. Un rigore, di cui discuteremo anche a lungo, nel tempo di recupero, con addirittura l’espulsione di Buffon, raramente visto così arrabbiato. La Juventus stava raddoppiando l’impresa della Roma, e sarebbe stato duro dover scegliere quale sarebbe stato...

EditorialeDI: Tancredi Palmeri

La rifondazione della Juventus: è davvero possibile? E dove? Ecco quello di cui ha bisogno per crescere. Ma servono molti soldi, sicuri che questo non sia il massimo in Europa? 11.04 - Si fa presto a dire rivoluzione juventina. Le macerie (solo europee, va detto) lasciate dagli attacchi aerei di Cristiano Ronaldo hanno stappato le discussioni sulla rifondazione a Vinovo. Gente che va, gente che viene, progetti che cambiano. Ora, francamente sembra altamente impraticabile...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: Morata e altri “miracoli” (ma l’Uefa chiude gli occhi). Inter: un guaio ricorrente e lo strano caso De Vrij. Milan: terremoto Gattuso, a un anno dal closing. Napoli: per i fischi c’è ancora tempo 10.04 - Per prima cosa procedo con l’esperimento. Tutti i lunedì notte da ormai dieci anni spedisco le mie cose al valido Alessio Alaimo. Lui mi odia perché gli mando i pezzi alle 23.55 e magari sta facendo fiki-fiki, oppure è legittimamente ubriaco, oppure ha sonno. A volte mi dice “per...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.