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Editoriale

Juventus, il pezzo da 90 è Modric. Il Milan gioca a Football Manager, ma ha già speso 141 milioni (e non è finita). Inter a rilento, Roma in ricostruzione. E se fosse l'anno del Napoli?

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
09.07.2017 13:40 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 160531 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Doverosa premessa: se il Milan non esistesse, questo sarebbe un mercato quasi terminale. Più che altro le notizie si sorpassano sempre, le trattative stanno ferme fino a che non arriva l'ufficialità, o quasi. Così i rossoneri paiono gli unici che mediaticamente stanno muovendo i fili, perché sembrano quasi tutte telenovele. A parte André Silva, praticamente preso in una sera, gli altri sono stati lunghi tira e molla. Kessie bruciato alla Roma, Donnarumma che rinnova, Conti che si mette in mezzo con l'Atalanta, Musacchio e Rodriguez presi quando la stagione non era ancora finita, Calhanoglu che finalmente batte le punizioni in Italia, Borini scippato alla Lazio. Tra giovani futuribili, calciatori pronti a esplodere e ottime occasioni, il Milan in realtà sta giocando a Football Manager, inserendo pedine più o meno buone per fare un grande campionato. Nel tritacarne però rischia di finirci Montella che ora dovrà amalgamare i 141 milioni spesi finora (senza il riscatto di Kessie). E non è ancora finita, perché arriverà almeno un altro grande acquisto, forse il più importante economicamente: non Kalinic, ma un grande centravanti che possa fare la differenza anche in futuro. Andrea Belotti è il nome principale, perché giovane, mentre Aubameyang perde qualche incollatura. O forse Morata, ma dopo le parole di Cardiff la pista si è raffreddata, molto. Intanto manca un vero e proprio regista: per questo è impossibile non essere d'accordo con Zvonimir Boban che sostiene come il Milan non sia ancora una fuoriserie. Ma può diventarlo.

Invece la Juventus rallenta perché non ha bisogno di accelerare più di tanto. E, dopo l'arrivo di Rodrigo Bentancur, non vuole sbagliare l'extracomunitario. Douglas Costa oppure Danilo, ma la realtà è che il problema non risiede sulle fasce, al di là dell'offerta ufficiale per Federico Bernardeschi della Fiorentina. Il colpo forte, fortissimo, la Juventus vuole farlo in mezzo al campo. Il nome principale è quello di Luka Modric, centrocampista di proprietà del Real Madrid, uno dei migliori sulla piazza. Se non il più forte, perché togliere lui dall'ingranaggio perfetto dei Galacticos sarebbe un azzardo. L'intenzione delle Merengues è quello di non cederlo, sebbene il croato abbia oramai 31 anni e potrebbe, condizionale d'obbligo, avere voglia di un ulteriore step di carriera. Valutazione mostruosa per l'età, stipendio altrettanto record (ora prende più di 6 milioni di euro all'anno), trattativa praticamente proibitiva. Però l'idea c'è stata e le pareti raccontano che un tentativo verrà fatto. D'altro canto Allegri vuole un centrocampista di livello assoluto da oramai un paio di anni, oltre all'arrivo di Pjanic: il fatto di essere passato da tre a due in mezzo è un segnale di come un Pogba o un Vidal manchino all'ottimo ingranaggio bianconero. C'è un tempo per cedere e uno per acquistare i campioni. La Juventus ora è nella seconda fase, più avanti rispetto a tutti.

Forse solo il Napoli, in questo momento, può reggere il confronto. L'idea è stata chiara, cioè quella di fare gruppo e sperare di riportare, dopo quasi tre decadi, lo Scudetto in azzurro. Per farlo non bisognerà sbagliare nulla, nemmeno negli acquisti. Bene Mario Rui per blindare le fasce, serve un portiere di livello assoluto - non può più essere Reina - e un centrocampista capace di fare la differenza. Zielinski e Hamsik sono a livelli straordinari, servirebbe un... Modric, anche qui, oppure un Nainggolan. Sono due nomi, ma è il calibro del calciatore a fare la differenza: insomma, se fosse stato acquistato Mascherano, qualche tempo fa, sarebbe stato l'identikit perfetto. E Ounas può essere l'ennesimo grande colpo arrivato quasi in sordina, anche perché davanti non è stato ceduto nessuno: Giaccherini e Pavoletti se ne andranno via.

L'Inter va a rilento, a parte Skriniar, Pellegri, Salcedo e Borja Valero. Per lo spagnolo piccolo inciso: ma è possibile che chiunque vada via dalla Fiorentina debba farlo con coup de théâtre vari ed eventuali? Suning comunque è al metà del guado: diventare una super potenza europea oppure galleggiare? Già aver scelto un allenatore a inizio luglio è un gran passo in avanti rispetto alle figure dell'ultima annata. La Roma invece deve ricostruire e non sarà facile, ma Monchi è davvero una garanzia. Sempre ammesso che lo facciano lavorare, perché l'addio di Rudiger potrebbe già essere un colpo alla sua credibilità.


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