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La Giovane Italia
Editoriale

Juventus-Inter: altro che partita perfetta e spot del calcio italiano. Nei bianconeri ci sono due casi ma molto diversi tra Allegri e Mourinho. Icardi, l'esame Mundial e la corte di Florentino Perez

Nato a Firenze il 05/05/1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato speaker e conduttore per Radio Sportiva, oltre che editorialista di Firenzeviola.it e voce di TMW Radio.
10.12.2017 11:14 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 68893 volte
© foto di Image Sport

Zero a zero sarà pure la partita perfetta ma Juventus-Inter è stata la fotografia della noia. Un ben noto e ascoltato incipit della gara, spiegava che sarebbe dovuta essere lo spot per il calcio italiano. Purtroppo, lo è stata del calcio italiano. Dove contano tanto i giocatori di scacchi ma dove le pedine, quando conta, faticano ad andare a matto. Higuain e Icardi, i Re del Derby d'Italia, hanno deluso. Mai serviti, ben braccati, le rispettive Maginot hanno tenuto sotto flebili colpi. L'Inter si è confermata, come da attese: solida, concreta, con Skriniar e Miranda a formare una diga stabile, col 'primo non prenderle' come imperativo. Perisic e Candreva sono stati poca cosa, Brozovic ha deluso ancora una volta e Borja Valero agisce meglio più avanzato che da frangiflutti. Meglio la Juventus ma Mandzukic ha lasciato l'istinto nello spogliatoio e la mediana non s'è mai resa pericolosa. Si salvano Pjanic e Cuadrado, dopo una prestazione sontuosa, ma il succo rimane lo stesso. La tattica sarà pure per i puristi, ma questa partita in Spagna e Inghilterra non sarà granché apprezzata.

Intanto la Juventus scopre due casi. Uno inatteso, uno un po' meno. Il primo è Paulo Dybala, ma non c'è niente di straordinario, nè di clamoroso, nella fase calante di un campione. Trattatsi di fase, di momento. Allegri lo ha spronato e non è servito. Adesso l'ha lasciato fuori e ai campioni non piace mai. " Paulo Dybala è un ragazzo di 23 anni che ha avuto una crescita esponenziale, ma ora non si sta esprimendo al meglio. Pian piano dovrà riprendere la condizione fisica. Deve essere sereno, non deve dimostrare niente. Ho fatto giocare chi stava meglio", ha spiegato Allegri nel post gara. Stona un po' con la linea e con la filosofia del tecnico, per il quale "i grandi giocano anche quando non al top, come Messi", ma non è solo spirito di conservazione del fisico ma pure monito al talento di non sentirsi appagato. Non è un caso, solo sana gestione, seppur opinabile vista la posta in palio.

L'altro caso è semmai più eclatante. Alex Sandro è stato bacchettato già alla vigilia della gara ma lì c'è il mercato, al di là delle smentite di rito, a condizionare evidentemente la stagione del giocatore. In breve: Alex Sandro è stato oggetto di offerte faraoniche in estate da parte del Chelsea, soprattutto. La Juventus ha fatto muro, poi gli ha proposto un rinnovo che non ha accettato, poi ha alzato la posta, conscia del valore del ragazzo, arrivando alle cifre proposte dai londinesi. La risposta? "No, grazie". Alex Sandro ha detto no al rinnovo con la Juventus e prepara l'addio. In estate, almeno ogni indizio porta a questo e sussurri inglesi dicono che il Manchester United stia lavorando da tempo per regalarlo a Josè Mourinho.

Chiosa su Mauro Icardi. Non è stata la sua miglior partita contro la Juventus, è evidente. Però, globalmente, sta subendo una maturazione incredibile, degna dei grandi campioni. La controprova, assoluta, arriverà prima al Mondiale (neanche un folle come Sampaoli potrebbe pensare di non portare Icardi e Higuain, insieme) e poi in Champions. In Spagna, c'è chi giura che il Real Madrid è pronto a coprirlo di ponti d'oro pur di averlo con sè dopo la Russia. Lui sta bene in Italia e ha sposato il progetto nerazzurro. Però a Perez si resiste male. Farlo, per Icardi, vorrebbe dire entrare definitivamente nei cuori di tutti, nessuno escluso, i tifosi nerazzurri.


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