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Cristiano Ronaldo alla Juve: ora chi andrà via?
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Editoriale

Juventus-Napoli, solo un crollo verticale può salvare la A dalla monotonia. Roma può diventare come Londra, ma dipenderà dallo stadio. Che bella la lotta salvezza

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
22.04.2018 00:00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 22220 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Questa sera andrà in scena la madre di tutte le partite. Almeno per una fetta, consistente anzichenò, del nostro calcio. Perché tutti coloro che non tifano Juventus proveranno a vedere, finalmente, la speranza di avere una nuova regina del calcio italiano. Il Napoli incarna Davide contro Golia, letteralmente, per una questione di fatturati, di Higuain e anche di palmares, sia personale che per il proprio allenatore. Bisogna però intendersi, è solo una questione sportiva: dal punto di vista dell'imprenditorialità la Juventus può vincere ancora dieci Scudetti di fila, a meno che l'Inter, con Suning, non possa riuscire ad arrivare a un fatturato tale da impensierire. Nell'ultimo anno 320 milioni, senza Champions. Arrivando quarta probabilmente potrebbe arrivare ben oltre i 450, con una differenza livellata rispetto alla Juventus che girerà sopra i 500 nell'annata a venire. Tornando alla sfida di oggi, bisogna davvero credere che solo un crollo verticale dei bianconeri, attesi poi da Inter e Roma, potrebbe far esplodere di gioia la metà dell'Italia che non li tifa. Rimanendo ben ancorati al mondo reale, però, sarà la banda Allegri a esultare.

L'Inter potrebbe, la Roma non ci arriverà. Perché i giallorossi avranno sì circa 120 milioni di euro dalla Champions, alla fine di quest'annata, ma questo non servirà per arrivare a pareggiare il fatturato della Juventus, distante molto più che i circa 120 (escluse plusvalenze) dei nerazzurri, ma almeno potrà operare quasi serenamente sul mercato. Cosa cambierebbe drasticamente le cose? In primis che la Roma diventi un club mondiale, per merchandising e fama, cosa che attualmente non è. E poi che arrivi questo benedetto stadio. C'è una drastica differenza fra Juventus e Roma: i bianconeri saranno sempre sotto dimensionati con l'impianto e dovranno offrire a prezzi indecenti le partite clou. Invece Roma ha un bacino di 8 milioni di persone solo nella sua provincia da cui attingere. Se lo stadio fosse nuovo, confortevole e a prezzi popolari, si può pensare che i giallorossi possano riempirlo praticamente sempre, come le grandi d'Europa. E, magari, invece di pagare solo il biglietto si potrebbe pensare anche a consumare all'interno. Certo, il progetto è ambizioso (e costa troppo, 1.6 miliardi di euro, decurtato alla metà ma senza un ponte fondamentale per la viabilità) e non sarà semplice portarlo a termine. Roma può diventare legittimamente come un club di Londra, ma dipenderà molto dallo stadio.

Quest'anno è tutto divertente, dalla lotta Champions all'Europa League, finendo per la salvezza. Fuori gioco il Benevento, quasi l'Hellas Verona, forse il Crotone: ecco, i pitagorici hanno fermato la Juventus e ora possono dire la propria a Udine. Vincendo ci sarebbe un fine di campionato davvero infuocato anche dietro, con più divertimento per tutti e nessuna partita in "infradito", come capita da troppi anni a questa parte.


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