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Kulusevski è una mosca bianca nel mercato delle procure pagate. Proibizionismo non è soluzione, ma contratti come con i club

Kulusevski è una mosca bianca nel mercato delle procure pagate. Proibizionismo non è soluzione, ma contratti come con i clubTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Lorenzo Di Benedetto
domenica 02 agosto 2020 11:05Editoriale
di Andrea Losapio

Il campionato si concluderà stasera, mai come stavolta si potrà dire "finalmente". Il più lungo di sempre, da agosto ad agosto, con in mezzo una pandemia. Tutti gli allenatori e i calciatori hanno ripetuto come una macchinetta: "Questo non è calcio". Sarebbe bello comprendere quale sia il vero problema. Non c'è il pubblico? Non c'è tempo per recuperare? Non ci sono gli allenamenti? È una situazione straordinaria e come tale va accettata, sperando non ricapiti mai più. Ma è evidente qual è il motivo per queste ultime settimane: i soldi sono più importanti del resto.

A questo punto, visto che questo non è calcio ma solo business, parliamo di soldi. L'AIACS sta cercando di regolamentare meglio la figura professionale dell'agente, con dei limiti e con delle regole. Ci sono già, è bene dirlo, ma spesso vengono disattese, disilluse o semplicemente aggirate. Non si potrebbe pagare la procura di un calciatore, eppure capita molto spesso, ultimamente sta quasi diventando una moda. Come succede? Sui giovani è molto semplice, anche per minorenni: l'agente va dalla famiglia e offre dei soldi (o dei regali) per far sì che possa firmare con lui.

Prima dei diciotto anni i calciatori possono firmare solamente triennali. Quindi c'è spesso la possibilità di rinnovare e, per i più promettenti, ci possono essere commissioni e percentuali. Con i maggiorenni tutto questo si amplifica, enormemente. C'è chi spende centinaia di migliaia di euro e in due anni - le procure non durano di più - deve rientrare dell'investimento fatto, con un rinnovo o con un trasferimento. Questa è una condizione praticamente continua perché ogni due anni c'è la necessità di rinnovare la procura e se la compri rischi che il tuo giocatore possa chiedere a un altro di rappresentarlo, perché come prende i soldi una volta può farlo una seconda.

Dall'altro lato è vero è che nella carriera di un calciatore due stagioni sono lunghissime e bastano (e avanzano) per buttare all'aria tutti gli sforzi. E finire nelle grinfie di un cattivo agente - o che non ti segue fino in fondo - rischia di diventare un grossissimo problema. Per questo ci sono pure alcune penali. Come fare a togliere questi problemi? Paradossalmente sarebbe intelligente poterle comprare, con dei veri contratti. C'è la squadra che ti acquista, ma anche il procuratore, con contratti, fatture e soldi. E tu calciatore devi essere interessato abbastanza per capire se la scelta è quella giusta o meno. Un caso pratico: se un agente Y vuole comprare un calciatore X, può fare una contrattazione. La trattativa si sviluppa su un milione di euro? Devi avere la possibilità di metterlo sotto contratto pluriennale, quattro o cinque stagioni. Perché troppo spesso i procuratori, pur bravi, vengono cambiati come i calzini, dietro pagamento, tanto fra due anni ci penseremo. Ci può essere anche una penale di uscita, ma deve essere messa nero su bianco, con interessi: e se pagata il prossimo procuratore che lo prende deve riconoscere una percentuale (il 20%? il 30?) per il lavoro fatto da quello precedente. Così un calciatore avrebbe tutto l'interesse a scegliere il miglior procuratore, che magari non è quello che ne ha tantissimi e deve reggere i propri interessi.

Anche perché quando c'è l'odore dei soldi, tutti quanti i procuratori più grossi si gettano a capofitto. Una situazione incredibilmente originale è capitata a gennaio. Perché Stefano Sem è il procuratore di Dejan Kulusevski. Quante volte le cronache parlano di lui? Capita fra noi addetti ai lavori, ma sui giornali ci finiscono altri. È un ragazzo giovane, è andato in Svezia e lo ha portato all'Atalanta, per novantamila euro. Lo ha seguito per quattro anni, fino a questa grandiosa stagione. Ovviamente prima di gennaio tutti quanti gli agenti hanno cercato di scipparglielo, subodorando la commissione altissima. Invece Kulusevski, seriamente, è rimasto con lui per riconoscenza. Chapeau, ma quasi sempre i calciatori non sono così.

Ed è anche normale, soprattutto da giovani. Quando magari tuo padre ha un mutuo e arriva qualcuno che gli permette di estinguerlo in una unica soluzione. Meglio un uovo oggi o la gallina domani? Umanamente è difficile biasimare chi può mettersi a posto economicamente per una vita, quando magari suo figlio non farà il professionista, perché dietro l'angolo potrebbe esserci un infortunio che lo toglie di mezzo. Perché non regolarizzare? Esisteranno e ci saranno anche procuratori virtuosi, come ci sono ora che si tengono i giocatori solo grazie alla propria nomea, al proprio lavoro. Poi ci sarebbe da parlare anche dei motivi per cui gli agenti che hanno i mandati dalle società sono sempre gli stessi, ma questo è un altro vaso di Pandora.

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