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SONDAGGIO
Mercato stellare per il Milan: i rossoneri sono da Scudetto?
  Sì, a patto che arrivi un grande attaccante
  No, la Juventus resta sempre più forte
  No, ha davanti comunque sempre Roma e Napoli
  Sì, già così è da Scudetto

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Editoriale

L'Inter è "brutta"? Mancini ha un'idea (Ma a gennaio...). Dallo stile Juve, allo stile Allegri: con una novità! Milan e l'idea di Mihajlovic sul futuro di Balo. Napoli: operazione "salto sul carro"

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
22.09.2015 20:38 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 167364 volte
© foto di Federico De Luca

Visto che ci sono parecchie questioni pallonare da trattare, io col vostro permesso partirei da Miss Italia, eletta domenica notte dopo estenuante diretta tv. Eravamo dalle parti di Jesolo. Mi pare.
C'era la Ventura, non Giampiero, Simona. Non partecipava, conduceva. Indossava un vestito modello "pesca a strascico" che avrebbe trasformato in "Sconsolata" persino Gisele. Un evidente scherzo del sarto, non si spiega altrimenti. A un certo punto la Simo esclama: "Potrei partecipare a Milf Italia!". È stato in effetti il momento più "alto" della serata. Per il resto l'ex signora Bettarini (e così abbiamo trovato anche l'aggancio con il calcio. Ehm...) se l'è cavata alla grande, anche se non è stato affatto semplice, circondata com'era da figaccione di 20 anni, fornite di culi marmorei e sorrisi a 76 denti (in realtà molto simili a paresi). Un po' come inserire uno qualunque di noi in una squadra di calcio a 5 con Messi, Ronaldo, Ibra e Jonathan: ovvio che rischiamo la figura di merda (soprattutto al cospetto del Divino).
C'era la giuria di qualità: Bastianich parlava delle concorrenti come se fossero supplì o polli arrosti. "Tu molto carina, ma prossima volta due minuti in più in forno per avere maggiore croccantezza". "Tu molto buona, così tanto che chiederei pure doggy bag". "Tu manchi di sale". Cose così.
Con Amendola era tutto un "ammazza", "daje", "anvedi", un allusione ai bei tempi che furono quando si suppone che bomber Claudio alle miss "je dava" de tacco e de punta. E pure de collo. Ora si limita a fare il buon padre di famiglia, il "Cesarone bonaccione", il manzo con la pistola ormai scarica. Poi lo osservi bene e ti rendi conto che Claudione nostro ha ancora l'occhio assassino del giovane Mario Marchetti, già sventrapapere a tradimento in "Vacanze di Natale" (1983, regia di Carlo Vanzina, il primo e unico per come la vedo io).
Quindi c'era Luxuria, persona dall'indiscutibile intelligenza e se vogliamo un filo troppo concentrata a far passare il messaggio che "siamo tutti uguali": maschi; femmine; maschemmine; femmaschi; femmine che vogliono essere maschi ma pensano come femmine; maschi che vogliono essere maschi ma si vestono da femmine; femmine che vogliono essere femmine ma non fanno la ceretta e sembrano Lucio Dalla. Eccetera eccetera. Ecco, Luxy, anche per noialtri "sono tutti uguali" ma se proprio dobbiamo scegliere andiamo sul classico: 20 anni, chiappa soda, sorriso a 76 denti simile a paresi.
>>> Quindi le miss. Ogni volta si cerca di farle passare per quelle che "non sono solo belle ma hanno anche qualcosa da dire". E allora organizzano le classiche "domande della giuria". Giurato: "In che anno ti sarebbe piaciuto nascere, bella de zio?". Potenziale miss: "Milleottocentosettordici". Giurato: "Ma, bella de zio, il milleottocentosettordici non esiste, dì bene l'anno giusto appapà". Potenziale miss in loop da "risposta imparata a memoria e quindi non modificabile, con aggiunta di tempi verbali a caso": "Vorrei che io nascetti in milleottocentosettordici per far si che la pace nel mondo prevaricasse i bombardamenti. E i migranti. E il caro benza. E comunque stamattina avessi fatto il tatuaggio con scritto "Tsipras dovrebbe vincere" con sotto i quadratini con su scritto "sì" e "no" da barrare a seconda di come andaque. Mi pareva giusto farlo perché Italia-Grecia una razza una fazza". Giurato: "Sedatela!". Miss: "Come "se" datela! Se serve, io la do, sia chiaro". E via andare.
Vabbè poi c'era Ferrero, ma il pres vuol talmente far ridere a tutti i costi che ormai non fa più neanche ridere. Come il sottoscritto del resto.

Parliamo di calcio. Meglio.
L'Inter vince la quarta di fila e succede qualcosa di curioso: giornali e giornalisti (mica tutti, per carità, ma qualcuno anche molto valido sì) vogliono far passare il concetto che "così non va, l'Inter è brutta, cattiva e soprattutto culona". Poi leggi la pagella di Handanovic: "Praticamente mai impegnato, giornata di assoluto riposo". No, c'è qualcosa che non va. È vero, il calcio "alla Sacchi" è un'altra cosa e il Chievo, gol di Icardi a parte, non ha rischiato quasi nulla. Però è anche vero che forse non si deve dar troppa importanza a quelli che "non basta vincere, bisogna anche convincere". E perché mai? Chi ha detto che per compiere miracoli è necessario impostare azioni con 342 passaggi di fila? La Juve di Conte - una squadra meravigliosa - era maestra di opportunismo e di "1-0"; l'Inter di Mou aveva cuore e grinta ma quanto a "bellezza" non faceva certo brillare gli occhi. Mancini ha scelto scientemente di affidarsi a un centrocampo muscolare, a un 11 "alto e pesante", difficilmente prenderà le distanze dalla squadra vista fino ad ora e non si capisce neppure perché dovrebbe farlo: vince mantenendo maggior possesso palla rispetto agli avversari, non prende gol, al limite concretizza molto poco rispetto a quanto produce. Per essere una squadra "mal costruita" e "destinata a non combinare nulla" (concetti espressi da più parti al termine del precampionato) non c'è male davvero.
Capitolo Melo. Sapete bene che chi scrive non solo aveva avuto garanzie sul non arrivo del brasiliano, ma ne avrebbe volentieri fatto a meno bollandolo come "un capriccio di Mancini". Dopo due sole presenze e qualche dichiarazione "cazzuta", il ragazzo ha conquistato molti tra gli iscritti al club degli scettici. Non tutti evidentemente. Ieri su qualche giornale il brasiliano è stato descritto come se non fosse un giocatore, semmai una sorta di macellaio prestato al calcio. C'è chi gli ha dato 4.5 in pagella definendolo "inadeguato". Ecco, scusate, ma questo pare francamente un eccesso. Giocatori irruenti come Melo ce ne sono stati e ce ne saranno sempre, ma per nessuno dei precedenti è partita la "campagna di moralizzazione contro il calcio violento". Non bastano due partite per capire se il "capriccio" di Mancini si è già trasformato in un colpo vincente, ma bastano per capire che il suo "se non volete il contatto andate a giocare a tennis" è andato di traverso a parecchi colleghi. Per fortuna le partite si giocano solo in campo. Forse.

Postilla su Fassone. All'ex dirigente nerazzurro è stato rimproverato un mercato chiuso con una decina di milioni di euro di rosso. "Un miracolo" dice il tifoso, che s'è visto ribaltare la squadra nel tempo in cui si consuma un Calippo a Ferragosto, un "errore inaccettabile" invece per chi guarda ai conti e al fair play. "Sarebbe bastata una cessione di medio livello a gennaio per mettere a posto le cose" fanno sapere fonti vicine all'interessato, ma evidentemente c'è chi ha scelto di non avere pazienza nell'ottica di un'immediata "riorganizzazione straniera".

Capitolo Juve. Anche attorno al mondo bianconero c'è chi storce il naso: "Sì, la Signora ha battuto il Genoa però...". Però cosa? Vi manca Tevez? Con tutto il rispetto andate in Argentina. Avete nostalgia di Pirlo? Un bel diretto per New York e il gioco è fatto. Senza Vidal non sapete stare? Tutti all'Oktoberfest così vi prendete una bella sbronza (vengo pure io nel caso). La Juve al momento è questa: meno possibilità di risolvere le partite con i "singoli", più necessità di affidarsi al collettivo. E, giocoforza, far girare un motore nuovo è obiettivo assai più complicato rispetto al dare la palla a Pirlo e dirlgi "Oh, Andrea, tira bene la punizione e fai gol, mi raccomando".
La Juve almeno in questa prima parte della stagione farà fatica (colpa del l'infermiera soprattutto), ma a differenza di altre squadre può fare affidamento su un vero fuoriclasse: il suo allenatore. Il successo di Manchester è un capolavoro tattico firmato Allegri, il tecnico che prima del successo inglese qualcuno aveva iniziato a punzecchiare al grido di "beh, Allegri alla fine ha sfruttato il lavoro di Conte, diciamolo" o "il secondo anno di Allegri è sempre un flop". Lui - oggi come ai tempi del Milan quando molti, sottoscritto compreso, gli davano del pirla - è rimasto in silenzio e ha ricominciato a fare "fatti". Una discreta lezione di stile.

Quindi il Milan, di scena stasera nell'anticipo di Udine. Il Diavolo pare avere ingranato: il centrocampo ha trovato il suo equilibrio, Berlusconi è soddisfatto, Mihajlovic molto sicuro del fatto suo. La squadra sembra in effetti aver assorbito il carattere del suo allenatore, cosa affatto scontata fino a un paio di settimane fa. Molti ora gradirebbero vedere in campo un Milan più coraggioso, magari a tre punte con il trio Balotelli-Luiz Adriano-Bacca schierato contemporaneamente. Difficilmente Mihajlovic cadrà in tentazione: è vero, il tecnico ha dato ordine e motivazioni ai suoi, ma è il primo a sapere che il suo organico - in particolare a centrocampo - non ha la completezza e il tasso tecnico delle squadre che lottano per i primi tre posti del campionato. Sinisa dovrà compiere una vera e propria impresa sportiva, viceversa sarà massacrato ben oltre i suoi demeriti.
>>> Intanto un pettinatissimo Balo -mezzo Instagram - tiene a farci sapere che "è pronto per l'allenamento". Non che ci sia niente di male, ma siamo convinti che anche Bonaventura fosse "pronto per l'allenamento" e però non ha avuto necessità di comunicarlo al mondo. Più fatti e meno foto, solo così Mario riconquisterà i suoi tifosi.

Chiusura sul Napoli, reduce dal "5 di qua e 5 di là". Non starò a dire: "Io da sempre sono sul carro pro-Sarri e pro-Allan" perché 1) Probabilmente settimana scorsa ho scritto "Sarri brutto e cattivo". 2) Così come non si doveva dire "Sarri schifo" prima, non è il caso di scrivere "Sarri nuovo Ferguson" ora. 3) Chi scrive resta convinto che in ogni caso De Laurentiis abbia perso un'occasione all'ultimo mercato, quella di completare una rosa già fortissima con un difensore all'altezza (certo se poi vinci 5-0 tutte le partite del difensore puoi pure fregartene). 4) Don Pietro SavasSarri sa che gli voglio molto bene e che può evitare di farmi bere il bicchiere di piscio al grido di "Bevilo! Tutto! Famme capi' se me pozz' fida' e te!".

Chiudiamo qui. Io e quella bella figliuola di Romina Minadeo vi aspettiamo mercoledì dopo il turno di campionato a "Incroci pericolosi" (ore 00.00 su Sportitalia: Marzullo, trema). La Minadeo ha promesso che se questo editoriale farà più di cento like tenterà la spaccata in diretta come Lisa Fusco a "Mezzogiorno Italiano". Nel caso ribattezzeremo la trasmissione "Mezzanotte con spaccata". L'occasione, converrete, è succulenta... (Twitter: @FBiasin).


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