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La Giovane Italia
Editoriale

L'umiltà di CR7 e una rosa pazzesca: il buongiorno della Juve. Il bilancio del mercato: la rinascita di Milano. De Laurentiis stecca, Ancelotti no. E' stata l'estate dei grandi agenti e intermediari

Nato a Firenze il 5.5.85, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Voce di RMC Sport, è stato conduttore per Radio Sportiva. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione.
19.08.2018 09:28 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 78316 volte

L'antipasto del campionato, ripartito sotto i riflettori quando forse era lecito aspettarsi una più sensibile e umana commozione da parte delle alte sfere del nostro pallone, è stato quel che ci aspettavamo. Il Chievo che alza le sue Maginot, la Juventus ancora sulle gambe, Cristiano Ronaldo che è eroe patinato ma calciatore di umile sacrificio e semplicità. Una rosa talmente profonda da avere modi e metodi anche per scardinare le più strette delle maglie avversarie. Gli occhi erano tutti sull'abbronzato fuoriclasse portoghese ma questa Vecchia Signora è molto di più. E' l'abbagliante macchina da guerra dei primi minuti, la stanca e forse vittima di eccessiva sicumera fuoriserie ancora fuori giri vista poco dopo. E' una squadra che nelle alternative ha altrettanti campioni, che proprio quando il gong è dietro l'angolo, rintocca il suono decisivo.

Il capolavoro di Marotta e Paratici Questa Juventus è frutto di un lavoro e di un progetto lungo anni, e merito massimo va dato ad Andrea Agnelli, che dai tempi in cui si è insediato ha dimostrato che il peso del cognome che porta è stato ben sorretto e sopportato da idee e altrettanti contanti. Però la storia dimostra che spesso questi non bastano, serve di più. Serve una dirigenza stabile, che con Giuseppe Marotta e Fabio Paratici è stata capace non solo del capolavoro portoghese, ma anche di prendere giocatori come Joao Cancelo, Emre Can, di riprendere Leonardo Bonucci, di trattenere Miralem Pjanic e Paulo Dybala. La marcia che ha in più a Juventus è stata ben visibile pure nell'ultimo mercato e non è un caso se ogni griglia di partenza, e pure di pagelle e pagelloni, la mette stabile al primo posto.

Inter, slalom quasi perfetto Poi c'è l'Inter. Perché in un acrobatico slalom tra i paletti del Fair Play Finanziario, è stata capace di un mercato intelligente. Di rinforzare la rosa di Luciano Spalletti e di darle pure profondità e rinforzi. Icardi non è CR7, Perisic, Keita, Politano e Candreva non sono Dybala, Mandzukic, Cuadrado e Douglas Costa. Però sprizza qualità da ogni poro e ha peccato forse solo di superbia, mal confrontandosi con l'universo Real, che è dimensione a se stante nel calcio internazionale, certa di prendere Luka Modric. Ha per questo mollato l'osso Arturo Vidal ed è andata dritta per dritta sul croato. Avrebbe meritato, con lui, un voto altrettanto alto quanto la Juventus perché sarebbe stata la somma del mercato a fare il totale di un risultato splendido. Ma la sensazione d'amaro in bocca che molti tifosi hanno, mal si confà con quel che di buono, buonissimo, ha fatto Piero Ausilio in questa estate.

Leonardo: un mercato già promosso Che è stata l'estate pure del Milan. Stelle, stalle, crolli, fallimenti, rinascite. Del doman non v'è certezza, così come dell'uomo al comando che verrà. Però i ritorni dal passato non mancano, da Scaroni che è storicamente uomo vicino a Berlusconi, a Leonardo e Maldini, che di quel Milan hanno fatto la storia. Sembra di rivedere quella società, con una nuova iniezione di capitali esteri e fiducia. Bene, benissimo la nuova dirigenza. Coi rinforzi piazzati, da Higuain a Caldara, da Laxalt a Castillejo, alla fine della fiera il saldo è positivo negli ingaggi e non è certo scontato abbassando l'età e alzando anche contemporaneamente la qualità. Non è da Scudetto, s'intende, perché è una squadra giovane e per certi versi pure inesperta. Però è un progetto che ha una sua precisa direzione tecnica, sta ora a un tecnico con grinta da svendere ma esperienza in panchina da trovare come Gennaro Gattuso, incollare i pezzi di un Milan che pare tornato un quadro fatto e finito.

La giusta strategia della Roma. Quella poco convincente del Napoli E' stata l'estate della rivoluzione Roma. Monchi ha fatto tante scommesse, considerate da tutti certezze per il futuro, piantandone alcune per non far tremare le gambe ai suoi ragazzi nei momenti decisivi. La Roma di oggi non è migliore di quella di ieri. Lo sarà. Poi c'è sempre l'effetto scommessa, che è una montagna russa sulla quale Pallotta e il ds hanno deciso di salire, che potrebbe regalare sorprese inattese, in una direzione o nell'altra, già sotto l'albero di Natale. E' stata l'estate delle conferme di Aurelio De Laurentiis. Il gol di Arkadiusz Milik dimostra che il polacco è stato forse finora sottovalutato ma che, al contempo, chi pensava che Carlo Ancelotti mai avrebbe potuto dir sì agli azzurri per ambizioni e potenzialità economiche, non aveva forse tutti i torti. Ancelotti voleva Benzema, Di Maria, Vidal. Non è un mistero, solo che la realtà è andata in un'altra direzione. Ha e avrà un compito difficile, anche se la qualità c'è tutta ma se l'Inter ha recuperato, se la Roma ha scommesso, se il Milan ha sistemato, il Napoli non si può certo dire che abbia tenuto il passo in questa estate. Tra le grandi è certamente quella che peggio s'è mossa, in questo mercato inspiegabilmente più corto e complicato. Il quid in più, il CR7 delle panchine italiane, Ancelotti, può fare però la differenza come dimostrato dal 2-1 di Roma di ieri sera.

Occhio alle sorprese: Fiorentina, Torino e Piatek Dietro fa ben sperare una Fiorentina giovane e promettente, media età bassa, capitali garantiti per il domani, e quello che per qualità-prezzo è forse il miglior affare di tutta la Serie A come Alban Lafont. Le griglie e i tabelloni sottovalutano il Torino, ma Walter Mazzarri ha una rosa profonda e di qualità. Pochissimi credono nell'exploit ma i giocatori per farlo ci sono, contando che Belotti, Zaza, Iago Falque, Ljajic, non è attacco certo comune, e che ha almeno due alternative di alta qualità anche nelle altre posizioni del campo. Pure il Genoa ha sistemato questioni spinose andando a rinforzarsi con certezze e quello che chi lo ha già ben conosciuto, garantisce sia la rivelazione della Serie A come il polacco Krzysztof Piatek. La Sampdoria, invece, ha fallito diversi obiettivi in questa estate. Sul mercato stavolta il Grifone ha fatto meglio sulla carta, sebbene il Doria abbia messo in cascina un giocatore con infinita voglia di riscatto come Gregoire Defrel e uno ambito da tutti come Jakub Jankto.

L'estate dei dirigenti E' stata un'estate comunque storica, sul mercato. E' stata l'estate dei grandi dirigenti, da Marotta-Paratici a Leonardo, da Ausilio a Monchi. Da Tare che ha confermato con Lotito il crack Milinkovic-Savic. Da Petrachi a Sartori, da Corvino a Perinetti. Protagonisti e capaci di alzare tutti, in direzioni diverse, con capacità economiche l'uno distante dall'altro, la qualità della propria rosa. Anche più in basso, in fondo, con la nuova coppia Accardi-Pecini a Empoli, o con un Frosinone studiato da Giannitti e arricchito in ogni reparto. Oppure il Cagliari di Carli, che in una sola estate ha abbracciato Srna, Klavan, Castro e Maran in panchina.

L'estate dei grandi agenti E' stata poi un'estate dove il mercato ha avuto decine di colpi e dove chi li ha catalizzati, nei nomi e nei milioni, è stata una breve ma importantissima lista di agenti e intermediari. Giovanni Branchini, da sempre all'epicentro del calciomercato mondiale, continua a essere tramite di alcuni dei più grandi affari e se un 7 portoghese è sbarcato a Torino c'è anche il suo mestiere dietro. Intermediari, non solo procuratori. Alessandro Lucci è stato altrettanto centrale nel mercato italiano e ha reso possibile il ritorno di Leonardo Bonucci alla Juventus e il maxi-affare del Milan, impensabile trattativa arrivata invece a compimento con Gonzalo Higuain in rossonero e Mattia Caldara pure. Ha firmato il rinnovo atteso del capitan futuro giallorosso, Alessandro Florenzi, portato Milan Badelj e Joaquin Correa alla Lazio, Mattia Perin per il dopo Buffon alla Juventus. Figure, queste, che tracciano una nuova strada del mercato mondiale e l'Italia ne è di nuovo centro gravitazionale. Gabriele Giuffrida ha intavolato una lunga lista di operazioni per titolari in Serie A: ha mediato la trattativa tra Inter e Roma che ha regalato a Luciano Spalletti il Ninja, Radja Nainggolan. Ha portato al Genoa quella potenziale sorpresa assoluta del campionato come Piatek, intermediario per Andrea Favilli, e col Grifone è stato, direzione Milan, intermediario per Diego Laxalt. Roma e Bologna (dove ha rinnovato Rodrigo Palacio) hanno trovato un dodicesimo d'esperienza e un primo che Bigon cercava per Inzaghi, Antonio Mirante e Lukasz Skorupski.

Un'estate di grandi colpi Giuseppe Riso è l'agente di Mattia Caldara (Milan), intermediario di Sime Vrsaljko (Inter), Bryan Cristante (Roma), Antonio Barreca (Torino), Jakub Jankto (Sampdoria), Andrea Petagna (Spal), per citare alcuni dei prospetti spostati in questa estate. Da Alex Meret a Tiemoue Bakayoko e Kwadwo Asamoah, è stata un'estate importante anche per Federico Pastorello e per Edoardo Crnjar, che ha riportato in Italia un certo Kevin Prince Boateng e, sempre al Sassuolo di Roberto De Zerbi, anche il brasiliano Marlon dal Barcellona. L'agenzia Football Capital, oltre ad Alisson al Liverpool, Francesco Acerbi alla Lazio, ha spostato tanti nomi fuori dai confini nostrani come Cristiano Piccini al Valencia e non solo. Joao Santos è agente invece di Jorginho, dal Napoli al Chelsea. Giuseppe Bozzo ha mosso tra gli altri Rolando Mandragora e Simone Zaza. Giampiero Pocetta ha portato Gregoire Defrel alla Samp come titolare del dopo Duvan Zapata. Roberto Calenda ha riportato in Italia invece Keita Balde Diao. E non è certo finita qui la lista dei grandi protagonisti del dietro le quinte, in un'estate bellissima, per la nostra campagna acquisti.

Da Mendes a Raiola Un mercato che ha avuto anche grandi nomi dall'estero, s'intende. Jorge Mendes per Cristiano Ronaldo e Joao Cancelo, su tutti. Mino Raiola ha invece operato molto in Inghilterra e Olanda, per l'Italia prepara i colpi per il futuro ma in A, a livello di nomi top, ha vissuto un'estate low-profile (ma occhio a Justin Kluivert) in attesa del domani. Fali Ramadani è stato tramite del mercato col Chelsea, sebbene alla fine sia sbarcato solo Maurizio Sarri, ma l'agente di Miralem Pjanic e dei migliori crack dei Balcani promette affari importanti già da gennaio. Hasan Cetinkaya è il nome nuovo, Reza Fazeli una certezza con Emre Can-Juventus, così come Marcelo Simonian che tra le trattative intavolate in questa estate ha regalato alla Roma il top player atteso per la mediana come Javier Pastore.


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