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Editoriale

La fortuna di Suning passa dai risultati deludenti, la Juve non ne ha bisogno. De Laurentiis pensa a un'innovazione ogni tre minuti, Pallotta e Monchi al prossimo tecnico

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
23.04.2017 00:00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 53447 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

L'Atalanta è a un passo dall'Europa, l'Inter un bel po' meno. Da una parte ci sono nerazzurri che vincono e convincono - a parte ieri, partita brutta nonostante i cinque gol - dall'altra una squadra che vorrebbe diventare grande senza passare dalla necessaria anticamera. L'Inter attuale ricorda un po' la Juventus pre Antonio Conte, con allenatori buoni ma un'assenza societaria che andava riparata. Suning ha bisogno di tempo per capire il calcio italiano, la necessità di crescere subito ed esponenzialmente non si può scontrare che in investimenti che porteranno il fair play finanziario in secondo piano: detta in soldoni, se Suning vuole può far diventare l'Inter come Manchester City o Paris Saint Germain in un anno (considerato quello in essere di anticamera) ma necessiterebbe di sponsorizzazioni di livello molto alto. La fortuna, se si può considerare tale, è in una stagione da dimenticare o quasi. Mancini, de Boer, Pioli: tre tecnici che l'anno prossimo porterebbero l'Inter in Europa oggi difficilmente la centreranno. Di fatto è un esercizio semplice: se Pioli fosse arrivato in Champions League probabilmente si sarebbe meritato la riconferma. Quello che servirebbe è un allenatore di livello assoluto, come Simeone (o Jardim? o Conte?) per ripulire e ripartire. Non necessariamente stravolgere la rosa, ma comportamenti e gestione di un gruppo che anche quest'anno ha navigato in mezzo a crisi tecniche.

La Juventus, beh, non ne ha bisogno. Ottima partita con il Barcellona, avrebbe potuto anche vincere - Messi ha sbagliato qualche gol di troppo, come lato della stessa medaglia - ma pescando il Monaco c'è meno hype che in una sfida con il Real Madrid. Non sarà facile, anzi. I biancorossi sono il miglior attacco d'Europa ma prendono troppi gol: per la Juve potrebbe essere una condizione perfetta, vista la solidità difensiva dimostrata sin dai gironi. Poi il campionato è già vinto, la Coppa Italia un'appendine che può far solo migliorare una stagione comunque più che positiva, ma senza stravolgerla.

Facendo un passo indietro, sia di argomento che temporale, prima di Suning c'era Thohir: non mi sorprenderebbe se il Milan cinese fosse un'operazione come quella fatta dall'indonesiano con l'Inter, prima di cederla. Trovare un partner intenzionato a spendere milioni e milioni di euro per ritornare una potenza mondiale e, nel frattempo, risanare conti, bilanci e portare avanti idee. Anche in questo senso l'hedge fund Elliot potrebbe essere soddisfatto: in 18 mesi sapremo molto di più. Impossibile però credere che la rivoluzione sia indolore: ci sarà bisogno di tempo anche per il Milan, nonostante i tanti nomi circolanti.

Chi rimane ben saldo al timone è De Laurentiis, che ogni giorno pensa all'introduzione di una nuova regola. Volendo fare una battuta, sembra quasi che cerchi cose nuove per non far venire a noia il prodotto calcio, in un momento che sarà decisivo per tutte le società, verso i diritti televisivi del triennio 2018-2021. Il nostro calcio è troppo legato a tutto ciò, continuare a modificarlo aiuta che non cali l'attenzione. Ma dopo un po' tutto sembra uguale a se stesso. Troppo. Un po' come certi cinepanettoni... Anche Pallotta è saldo, bisognerà capire come finirà davvero con lo stadio, ma l'impressione è che la Roma abbia perso qualche occasione di poter vincere qualcosa in questi anni, soprattutto dovessero tornare le milanesi, oltre al rafforzamento eventuale con il Napoli. Monchi ed Emery sarebbero una coppia perfetta ma... da decrescita felice, un po' come il Siviglia degli anni passati.


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