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La Giovane Italia
Editoriale

La Juve aspetta Pochettino. Lui dice: Posso lasciare il Tottenham. Deschamps non convince. Ecco perche’ Allegri non restera’. Anche il Barcellona pensa a Conte, ma l’Inter non trema. Marotta ha in mano Barella

10.05.2019 22:08 di Enzo Bucchioni   articolo letto 81854 volte
© foto di Federico De Luca

La Juventus sa benissimo che sarebbe un errore tenere Allegri e dall’altra parte Allegri sa benissimo che sarebbe un errore restare alla Juventus. Questa è l’unica cosa certa di una telenovela (Resta? Non resta?) destinata a durare ancora qualche giorno, fino a quando Agnelli non avrà trovato una soluzione convincente.

E’ anche logico che la Juve smentisca l’addio del tecnico (come ha fatto ieri) fino a quando non troverà un sostituto e continui a tenere in caldo Allegri che ha il contratto, perché quel sostituto potrebbe anche non trovarlo. Il colpo di scena sarebbe che Allegri vada al Psg, ma evidentemente anche lui non è convinto fino in fondo.

Un sottile gioco di scacchi e di valutazioni.

L’ultima idea di Agnelli, inseguita da diversi giorni, ancora prima che il Tottenham raggiungesse la finale di Champions e della quale vi avevamo già accennato è Pochettino. L’allenatore argentino piace molto e ha un ingaggio alla portata dei bianconeri. Non ha mai detto no, ha sempre preso tempo. E’ probabile che questa vicenda si trascini fino al due di giugno, il giorno dopo la finale di Champions League. Ma ieri Pochettino ha spiazzato tutti, è stato molto chiaro dicendo “Potrei andar via anche con la Champions”. Forse anche lui ha capito che al Tottenham non potrà fare di più. E’ finito un ciclo.

Le sue idee stanno dunque per combaciare con quelle della Juventus? Possibile, probabile.

Agnelli aveva cominciato pensando a Zidane, poi il Real lo ha ripreso offrendo il doppio di quello che proponevano i bianconeri. Deschamps è sempre stato sotto i riflettori, ma da troppo allena la nazionale francese, i dubbi nel riportarlo in un club con altre pressioni, tensioni e ritmi ci sono sempre stati. Conte è stata ed è un’idea proposta ad Agnelli dai suoi collaboratori, ma il presidente non ha mai dato l’ok per trattare. La ferita del 2013, la litigata che ha portato alle dimissioni a ritiro già iniziato, probabilmente non è ancora rimarginata del tutto.

Agnelli è da un po’ che gira attorno a un allenatore straniero, vuole una Juve con una mentalità diversa, più internazionale, di sicuro ha pensato anche a Klopp ancora più difficile da raggiungere. Di Pochettino si era parlato anche l’anno scorso quando la Juve eliminò il Tottenham, ma la squadra londinese comunque impressionò.

Continuo a pensare che alla fine potrebbe esserci anche una sorpresa, un nome che non pensiamo.

Che ci sarebbe stato il divorzio, e chi mi segue lo sa, comunque lo sostengo dalla sera dopo l’eliminazione con l’Ajax. E’ calcisticamente fin troppo evidente che un ciclo straordinario sta finendo, difficile ritrovare energie e motivazioni per ripartire, sia per Allegri che per la Juve. Allegri potrebbe restare se cambiassero 5-6 giocatori base, la rosa fosse rinnovata profondamente. Ma non sarà così e allora tanto vale cambiare allenatore. Anche la Juve non può ricominciare la stagione chiedendo ancora ad Allegri che ha già mancato per cinque anni l’obiettivo di vincere la coppa bastarda, come l’ha chiamata lui.

Vi abbiamo sempre detto che si tratta di aspettare le combinazioni giuste che fino ad oggi non sono arrivate. E, guarda caso, il famoso incontro fra Agnelli e Allegri annunciato tante volte non c’è ancora stato.

Potrebbe anche finire che né la Juve né Allegri trovino la soluzioni ideale, proseguire assieme sarebbe comunque un errore. I matrimoni di opportunità e convenienza non hanno mai funzionato e, ricordiamolo, non è neppure possibile ricominciare una stagione con un allenatore in scadenza nel 2020.

Situazione non simpatica, naturalmente, con la gran parte dei tifosi bianconeri che ormai si aspetta delle novità, anche per mettere a tacere tutta quella gran massa che contesta l’allenatore anche quando vince.

E’ davvero chiusa la strada che porta a Conte? Per quello che so io sì, ma nel calcio quello che va bene in questo momento, fra un attimo non vale più. Conte era intrigato da Roma e dalla Roma e ve lo abbiamo riferito tempo fa. Gli sarebbe piaciuta un’esperienza nella capitale, ma i programmi non gli sono sembrati giusti per provare a vincere. Ecco allora la virata verso l’Inter che lo corteggiava almeno da gennaio. L’intesa c’è, subordinata alla conquista della Champions League, anche Zhang ha dato l’ok. Si cerca di negare e depistare soltanto per dare a Spalletti e alla squadra un minimo di tranquillità per centrare la Champions.

Ma attenzione. Dalla Spagna rimbalzano voci di un interessamento del Barcellona. La clamorosa eliminazione con il Liverpool ha messo in discussione la panchina di Valverde e fra i nomi che circolano c’è anche quello di Conte anche se un allenatore italiano nel mondo Barca non ha mai avuto grande appeal.

L’Inter si sentirebbe in una botte di ferro e se questa incertezza sulle panchine blocca un po’ tutte le trattative, Marotta s’è messo avanti portando a casa Barella uno che ha tutte le caratteristiche piacciono proprio a Conte. Guarda caso.


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