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Editoriale

La Juve dei record nasce dalla programmazione, ora servono le gemme. Respira Seedorf, ma serve comunque continuare a riflettere. L'Inter continua nella ricerca dei talenti per il futuro e la Roma non punta solo al nuovo stadio

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
27.03.2014 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 30461 volte
© foto di Federico De Luca

Questa Juve è diventata quello che voleva essere. Uno schiacciasassi, una macchina da formula uno. Una squadra che, ora, ha soltanto bisogno di ritocchi per giocarsela alla pari con le grandi del calcio europeo. Il progetto juventino era proprio questo. Diventare una solida realtà in Italia, costruire negli anni un impianto solidissimo per poi impreziosirlo durante il mercato con delle gemme.

In questi tre anni sono state buttate le fondamenta: la famiglia Agnelli sapeva che avrebbe dovuto spendere per riscattare i due settimi posti consecutivi. Un piano affidato a Marotta, Paratici e Conte a cui è stato dato un piano industriale che loro avrebbero dovuto rendere vincente. La Juve ha vinto subito e ha continuato a farlo. Nel frattempo ha costruito lo stadio, oltre alla squadra. Ogni anno la Juventus ha migliorato l'anno precedente e continuerà a farlo. Con una, piccola, certezza in più: è vero i grandissimi giocatori in Italia non vengono, al momento. Ma magari alla Juve dei record sì. E' vero anche che per competere con il PSG o con il Real Madrid sul mercato ci vorrebbero i soldi degli arabi. Ma la competenza (sul campo e sul mercato) può colmare (in parte il gap) e la Juve ora può investire un piccolo/grande capitale anche su uno/due giocatori. Quelli che ti fanno fare un ulteriore salto di qualità. Il Nani della situazione, tanto per capirci. Avendo contemporaneamente la forza di non lasciar andare i suoi campioni (anche se la vicenda Pogba si sta scaldando ogni giorno di più). Aspettiamoci dunque che le manovre sotterranee di queste settimane portino a dei grandi obiettivi bianconeri.

Intanto il Milan di Seedorf, che era atteso dal doppio esame in trasferta, respira. Siamo lontani da una definizione completa della crisi, ma i risultati aiutano sempre. Tra Galliani e Seedorf in questi ultimi giorni c'è stato un fondamentale confronto. Anche se poi la lettura (ad incontro finito) è stata quasi opposta, la presenza di Galliani in maniera totale nei quattro giorni di trasferta è stata importante. Non va lui in campo, chiaro, ma quando la società si dimostra compatta aiuta nel lavoro anche l'allenatore. Il Milan però ora deve approfittare di questo momento di relativa tranquillità per iniziare a lavorare per la prossima stagione. Necessariamente. Soprattutto dal punto di vista societario: chi insieme a Galliani, quali giocatori tenere, su chi puntare e con quali soldi. 4 domande fondamentali da cui ripartirà il Milan per la prossima stagione, ma non solo. Ne va anche della rapidità del processo di crescita.

Un po' quello che sta facendo l'Inter. Thohir ha un occhio al campo e uno alla prossima stagione. Gli obiettivi sono chiari, qualcuno è stato portato a casa. Le linee guida sono chiare e ben esposte dal presidente indonesiano in ogni sua uscita pubblica. Europa da riconquistare, giovani da crescere, marchio da esportare. Allargare i confini per tornare grandi. Gli obiettivi sono noti: e sono i nomi in attacco (naturalmente) a far sognare. Morata, Dzeko, Torres e Eto'o (che dei quattro obiettivamente è il più lontano anche se forse più romantico).

Anche la Fiorentina comincia a lavorare per il prossimo anno: confermato da Daniele Pradé il nome di Jack Bonaventura come possibile rinforzo per il centrocampo. Non solo arriverà anche un difensore. Perché il sogno è quello di conquistare la terza piazza. E considerato che quest'anno, nonostante le assenze prolungate di Rossi e Gomez, che dovevano essere i supertitolari in avanti, la Fiorentina ci ha provato lo stesso perché non tenere alta l'asticella?

Bisognerà fare i conti, nuovamente, anche con Napoli e Roma. Due progetti diversi: a Napoli pensano soprattutto a giocatori già affermati per far crescere ulteriormente un gruppo che forse durante questa stagione ha mancato un po' di personalità. Non tanto negli scontri diretti, quando soprattutto in quelle partite contro le "piccole". A Roma continua al linea verde: Sabatini ha dimostrato di avere un fiuto pazzesco. E uno dei temi sarà il rinnovo di Garcia.

Insomma nonostante il turno infrasettimanale, nonostante i fari spenti, il mercato si muove. Tutto sommato il nuovo anno sta quasi per iniziare!"


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