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Editoriale

La Juve è come Jeeg Robot... Milan, applausi a Montella! De Boer, il duro che parla con i fatti

28.09.2016 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 33768 volte
© foto di Federico De Luca

Il ritornello lo conosciamo a memoria: la Juventus è una corazzata, forte di una rosa infinita, completamente tappezzata di titolari. Eppure, si sa, nel calcio di oggi, la componente fortuna è determinante. Gli infortuni sono una spada di Damocle con la quale tutti, prima o poi, devono fare i conti. Lo sanno bene in quel di Roma, ci stanno facendo i conti, da qualche tempo a questa parte, a casa Juventus. Rugani e Asamoah sono due gravi perdite per una squadra che fa del turnover programmato e ostinato il proprio marchio di fabbrica. In attesa di riavere Marchisio e Benatia, il buon Allegri sta cominciando a fare gli scongiuri del caso. La corazzata sta perdendo i pezzi, è necessario "invertire la rotta" e tornare a navigare in acque baciate dalla dea bendata. Tuttavia, fossi in Max, non ne farei un dramma. La Juventus mi ricorda Jeeg Robot. Lo potevano smantellare ma, alla fine, Miwa sapeva sempre "ricomporlo", lanciandogli i componenti. La Juventus ha una riserva di componenti infinita. L'importante è che non si rovini la testa, il cuore pulsante della squadra. Restare concentrati e continuare a dominare tutto e tutti deve essere l'unico imperativo, a prescindere da chi va in campo e chi resta fermo in infermeria. Il Napoli, così come l'Inter, non ha intenzione di alzare bandiera bianca prima del previsto. Bello per lo spettacolo e pure per la Juventus, obbligata a fare sul serio per meritarsi il primo posto in testa alla classifica.
Giusto soffermarsi sul Napoli. Ad oggi, non ci sono dubbi, la squadra di Sarri è quella che offre il calcio più spettacolare in tutto il territorio italiano. Tutto è oliato alla perfezione, tranne Sarri. Maestro, la prego: basta lamentarsi o chiedere ad altri di lamentarsi al posto suo. E, altro consiglio, si ricordi che DeLa le ha comprato tanti giocatori, non solo Zielinski... Troppi nuovi ancora in panchina, è necessario metterli in campo per capire se sono o meno da Napoli... Per il resto, solo una quantità immensa di complimenti per un gioco tanto divertente quanto funzionale. La Juve dovrà lottare per avere la meglio su questo Napoli...
Non posso non soffermarmi sulle milanesi. Da entrambe giungono segnali incoraggianti. Sto sbavando per il Milan di Montella. Vero, qualità vicino allo zero, talenti purissimi pochi, fuoriclasse forse neppure uno ma che determinazione!!! Tanti, tantissimi italiani, molti, moltissimi giovani, tutti decisi a far capire che possono valere una maglia prestigiosa come quella del Diavolo. Speriamo che sia di buon auspicio anche per le questioni societarie. Il closing resta un mistero e, nel calcio, i misteri non portano mai a nulla di buono...
Argomento Inter. Mi sbagliavo: De Boer non è uno precipitato da Marte senza idee... L'olandese ha le palle... In poco più di un mese chiede di interloquire in italiano, in poco più di un mese stravolge le regole di casa Inter: mette al palo Kondogbia, alza, di molto, il baricentro della squadra e fa di Icardi il perfetto modello del capitano che tutti vorrebbero... Bravo De Boer e, a questo punto, complimenti alla società che l'ha scelto. Magari non arriverà a centrare la Champions ma, signori, era dai tempi di Mourinho che non si notava a San Siro uno in grado di dire quello che pensa senza filtri... o mi sbaglio?
Chiudo con il mio personale ricordo di Totti, fresco quarantenne. Euro 2000, Francesco, contro l'Olanda, si presenta sul dischetto del rigore dopo aver confidato ai compagni di Nazionale che farà il cucchiaio. Lo pensa e lo fa, così come vuole la legge non scritta dei geni. Ricordo che restai a ripensare a quel gesto tecnico per diversi minuti, mi era sembrato qualcosa di magico. A distanza di anni, rivedendolo, lo posso confermare: solo Francesco poteva farlo e, infatti, l'ha fatto!!! Un mito, bello poterlo vedere ancora in campo...


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