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La Giovane Italia
Editoriale

La Juventus ha presentato l’offerta per Icardi! Tutti i dettagli: 8.5 milioni di € all’anno, ma bonus ricchissimi. Davvero all’Inter conviene cedere? E a che prezzo? Guardiola ha declinato una prima volta la Juve

01.05.2019 20:33 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 174688 volte

L’offerta è arrivata. Tra Juventus e Icardi non ci sono solo contatti, promesse, dichiarazioni o molto prosaicamente “pagherò”.
La Juve ha fatto pervenire a Icardi una offerta precisa e circostanziata: 8.5 milioni di € netti a stagione, più una serie di bonus molto ricchi legati a rendimento di squadra e personale.
Bonus nell’ordine di circa 3 milioni di €, tra i più ricchi possibili, e per una durata contrattuale che dovrebbe essere di 5 anni.
Dunque la Juventus muove gli obici: fino ad oggi l’unica offerta vera e concreta sul piatto per Icardi era stata del Napoli, poco più alta peraltro visto che era di 9 milioni di € più 3 di bonus. Una offerta che però non aveva ricevuto il feedback desiderato. Oltre al Napoli, i contatti tenuti con Real Madrid, Atletico e PSG, a cui ancora non erano e non sono seguite offerte. Nel caso del Real Madrid, una linea aperta che si vedrà se avrà ulteriori sviluppi; nel caso di Atletico e PSG invece, un corteggiamento già declinato.
L’offerta della Juventus invece rischia di cambiare tutto: perché è la destinazione possibile che sin dall’inizio è stata evidentemente ritenuta più gradita a tutte le parti in causa, tanto il giocatore quanto il club (tranne che ai tifosi nerazzurri…). Un’offerta estremamente vicina alla volontà salariale di Icardi all’Inter, che nelle trattative per il rinnovo avrebbe probabilmente chiuso proprio sui 9 milioni. Una proposta di contratto che farebbe di Icardi il secondo giocatore più pagato in Italia ma alla pari di Higuain, che a giugno tornerà per percepire gli 8.5 milioni di € di stipendio aumentati dopo il prestito al Milan.
Adesso l’Inter dovrà decidere cosa fare (e prendere una decisione nell’organigramma internazionale sembra proprio l’atto più difficile): perché dal punto di vista morale, la questione di incedibilità alla Juventus è stata risolta da tempo senza alcun problema. Inoltre l’Inter ha un’esigenza di incassare circa 40 milioni entro il 30 giugno per assolvere all’ultimo step del financial fair-play (scadenza che fa imbestialire la dirigenza, quando vede invece il totale laissez-faire concesso dall’Uefa al Milan).
La valutazione dell’ex capitano è stata già abbattuta da tutta la telenovela, considerando che i 120 milioni di € spesi per esempio dal Barcellona per Coutinho avrebbero potuto benissimo fissare a 160 milioni il cartellino di Icardi (guarda caso, il prezzo della clausola originaria nel contratto, poi depennato per fare spazio all’attuale prezzo di 110 milioni in cambio di una mancata concessione del bonus-capocannoniere).
Certo l’Inter dovrebbe provare almeno a vendere l’argentino per un prezzo maggiore del passaggio di Higuain alla Juventus, per evitare di perdere completamente la faccia.
Ma il punto è che Marotta è ancora consapevole che la cessione alla Juventus gli rimarrebbe attaccata come uno stigma pronto a essere sfruttato non appena le cose possano andare male, e dunque da lì l’esigenza di non svendere più di quanto non si sia già fatto negli atti.
Ma l’idea Dybala è stata già declinata dall’interessato; l’opzione Higuain paventata dalla Juventus è stata già respinta al mittente; cosicché è vera l’ipotesi Kean, fatta per ora soltanto dall’Inter, e certo a cui dovrebbe essere data la giusta valutazione, che non potrebbe mai essere oltre i 25 milioni di €. E a quel punto la credibilità della dirigenza sarebbe quella di farsi aggiungere almeno altri 75 milioni di conguaglio, e non i 30 milioni che Paratici eventualmente affiancherebbe (ammesso e assolutamente non concesso che lasci andare Kean).
Ciò che importa al momento è che da qualche giorno sul tavolo di Icardi c’è anche l’offerta della Juventus, precisa e diretta.

Preciso e diretto era stato anche Agnelli nel confermare Allegri nel post-Ajax. Ora, non è chiaro quanto fosse solo scena, e quanto davvero ci sia intenzione di continuare. Tutti aspettiamo il vertice dei prossimi giorni.
Escono ipotesi suggestive nel frattempo, su tutte quella di Guardiola.
A inizio marzo diedi la notizia delle minacciate dimissioni di Allegri, a cavallo delle due partite con l’Atletico. In quel frangente Agnelli, per premunirsi qualora non fosse riuscito a far recedere Max dalle sue intenzioni, contattò tre allenatori: Zidane per primo, che scelse in pochi giorni il Real Madrid; poi Guardiola, che ringraziò e declinò; e infine Deschamps, che ringraziò e declinò, e rinviò a dopo Euro2020 eventualmente.
Certo, dopo c’è stato il disastro con l’Ajax, e anche il City è andato a sbattere in Champions. Ma Guardiola vive in connubio con Begiristain e Soriano al City, e dalla proprietà emira non è mai stato messo in discussione. Al momento non risultano cambi di idea da parte di Guardiola, poi per carità, tutto è possibile nel calciomercato.
Quando la settimana scorsa mi chiesero su MCSport Network quale nome disponibile fosse adatto per la Juventus, risposi: “A disposizione non ce ne sono (togliendo Conte, la cui situazione personale con Agnelli è strana). Al massimo, Andrea Agnelli dovrebbe andare a provare qualcosa di impossibile, così come fece con Cristiano Ronaldo”.
Tuttavia, Guardiola o non Guardiola, se non c’è più fiducia totale in Allegri, a questo punto che senso ha continuare con lui?


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