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Editoriale

La sindrome Arsenal che può colpire il Napoli, la Juve non può ridursi all'ultimo per Witsel. L'Italia è dietro quattro anni alla Germania, ma la Champions ci aiuterà. I cinesi sbagliano bonifico, farsa Palermo, che bel Sassuolo (sul campo)

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
04.09.2016 00:00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 88325 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Nel nostro lavoro capita di sbagliare, soprattutto prendendo per oro colato le notizie di altri giornali che puoi ritenere affidabili, perché le penne prestigiose solitamente non si espongono se non hanno più che un paio di pezze d'appoggio. Così devo chiedere scusa ai napoletani per l'uscita su Reina, perché la notizia che volesse forzare il contratto con il Napoli sembrava davvero un po' forzata. Un contatto a dire la verità c'è stato, ma era ben prima di quanto scritto e comunque la valutazione del portiere era quella di voler rimanere in azzurro. Poi, siccome la ruota gira e tutti sbagliano, Cavani non era a Napoli nonostante la fuga di notizie di una settimana fa, con più di un cronista che giurava su qualsiasi cosa di caro di averne la certezza assoluta. Ciò non sminuisce gli errori altrui ma dimostra come il lavoro da giornalista sia tutt'altro che semplice.

Finito il cappello iniziale, meglio rimanere proprio sul Napoli. Calciomercato buonissimo per vari motivi, grande forza in mezzo alla difesa ma fragilità più o meno manifesta nei terzini - a meno che Maksimovic non possa giocare lì - poi da centrocampo in su c'è grande varietà e qualità. Gabbiadini forse non è centravanti centrale da tridente, il fatto che anche Milik sia sinistro non aiuta di certo, ma la possibilità di scegliere fra titolari e riserve in maniera quasi identica significa poter dare qualche grattacapo in più alla Juventus, nonostante la perdita di Higuain. Non è automatico, però... c'è un però. Il Napoli sembra assomigliare tanto all'Arsenal di Wenger, più che altro per la motivazione che vuole il presidente pronto a reinvestire i soldi di Higuain per avere prossime plusvalenze (Rog, Diawara, lo stesso Zielinski). Ciò non aiuta a migliorare sensibilmente la squadra in questo momento. Il vincere così sembra sempre secondario rispetto alla prospettiva, senza pensare che se è vero che la gallina domani può essere meglio di un uovo oggi, è pacifico pure che la Juventus possa comprarsi gallina e uovo insieme sia oggi che domani. Il rischio è che De Laurentiis diventi un Gazidis per quel che riguarda il bilancio del club, andando sempre in positivo ma spendendo poi in maniera azzardata: per intenderci, l'Arsenal è praticamente sempre qualificato in Champions League, ma poi varia dal secondo al quarto posto. Nelle intenzioni il Napoli ha smesso meglio anche dell'Inter, piena di doppioni e con un sacco di alternative, ma i cavalli si vedono all'arrivo.

Nella scorsa finestra di calciomercato Italia, Germania e Spagna hanno speso più o meno una cifra simile (100 milioni in più, 100 in meno) per i trasferimenti. C'è un però: in Bundes e Liga le grandi non hanno venduto i propri gioielli come da noi. Questo fa capire che abbiamo un problema ancora economico, soprattutto nei confronti dei tedeschi. Perché in questa stagione, Bayern a parte, il Borussia Dortmund si è permesso spese folli, andando a prendersi Schurrle o Gotze, Mor o Bartra, il Wolfsburg Bruma o Gerhardt, lo Schalke Embolo e Stambouli, poi il Leverkusen, il Moenchengladbach... insomma, fra quattro anni le italiane potranno ritornare a fare così, con un Bayern Monaco (la Juve) che comunque disterà molto dalle altre ma forse più umano. Il ritorno alle quattro squadre in Champions porterà altri soldi freschi nella Serie A. Nel calciomercato meraviglioso che ha condotto la Juventus c'è un problema: Witsel. Pur essendo un ottimo giocatore non può essere inseguito fino alle 23 dell'ultimo giorno di mercato per poi non essere preso. Un errore marchiano che discende dai tempi di Iturbe, passando da Draxler la scorsa stagione, arrivando all'Hernanes poi rimasto. Se a gennaio verrà coperto il buco non ci saranno grossi problemi, a patto di essere ancora nell'Europa che più conta.

Pensieri in libertà: i cinesi che sbagliano bonifico forse porteranno il Milan ancora in alto, ma essere costretti a soffiare Mati Fernandez all'ultimo giorno perché hai speso oltre sette milioni per Sosa è il quadro perfetto rossonero. Montella comunque farà bene. Il Palermo continua nella sua farsa con gli allenatori, Ballardini forse fa male a dimettersi ma dimostra che tiene più alla propria faccia che ai soldi, non è una cosa da tutti: e Zamparini dovrebbe capire che non si salva sempre per il rotto della cuffia. Il Sassuolo fa divertire sul campo, un po' meno con la posta elettronica (un peccato, davvero), la Lazio dovrà crescere. Infine, la Fiorentina: i Della Valle nell'ultima sessione di mercato hanno tappato una falla economica di una certa grandezza, hanno forse fatto bene. Sarebbe bello capire, se non fosse andato via Alonso, cosa ne sarebbe stato della società viola. Perché non riuscire a chiudere Marco Sportiello, checché ne dica Corvino (e fa francamente sorridere sostenere come non l'abbiano mai cercato, quando è lapalissiano il contrario) per una questione di settecentomila euro di differenza, dopo avere ceduto anche Mati per qualcosina in più, è una mossa particolare, diciamo così. La viola ha tante scommesse, qualcuna la vincerà, altre verranno perse. Il ridimensionamento è però chiaro, al di là della permanenza dei grossi calibri.


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