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La Giovane Italia
Editoriale

La vittoria di Allegri e la sconfitta di Spalletti. Cancelo, rimpianto nerazzurro e clamorosamente sottovalutato in Europa. Agnelli-Zhang segnano la fine della storica rivalità tra Juventus e Inter?

Nato a Firenze nel maggio 1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Conduttore di RMC Sport, è stato speaker di Radio Sportiva oltre che firma per Il Messaggero e per La Nazione.
09.12.2018 09:46 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 39815 volte

Il tempo dei bilanci di fine anno si avvicina ma è chiaro che tracciare una linea su quel che è stato di questo 2018 non sia complicato. La gara di due sere fa di Torino ne è la chiara fotografia: il coraggio non basta, la Juventus prepara Capodanno da febbraio mentre le altre sono ancora a domandarsi se andare al cenone con gli amici, vivere una serata d'intimità o celebrarlo in piazza. In bianconero è tutto programmato, viaggia tutto su binari predefiniti. Progettualità semplice, chiara e milionaria. L'Inter ha giocato una partita di cuore, sostanza e volontà. Poi Luciano Spalletti ha sbagliato quel cambio, giustificandolo pure come scelta tecnica: fuori Matteo Politano e dentro Borja Valero, certamente più compassato e meno dinamico, geometrie che in quel momento non servivano visto che l'Inter stava vivendo un secondo tempo di sofferenza e sarebbero state ben più necessarie la corsa e il brio di Keità Balde Diao piuttosto che l'ingresso dell'ex viola. Massimiliano Allegri, dall'altra parte, non sbaglia un colpo. Dopo pochi istanti ha capito che Politano, proprio lui, era in grande spolvero, ben più di Ivan Perisic. Ha messo lì un terzino di maggior copertura come Mattia De Sciglio, lasciando poi Joao Cancelo a strozzare dall'altra parte le falcate di un incerto Kwadwo Asamoah. Allegri è il miglior stratega della Serie A, adesso. Non servono magie e profeti, per vincere i titoli. I maestri insegnano, è vero, ma poi le scuole e le classifiche le presiedono spesso gli altri.

Sempre a proposito dell'incrocio che c'è stato tra Juventus e Inter, impossibile non soffermarsi su Joao Cancelo. Improvvidamente, e guardando più ai propri confini che altrove, ESPN ha stilato la classifica dei migliori terzini destri del 2018. Il portoghese non rientra neanche nei primi dieci quando, per rendimento, colpi e classe, di fatto ora ha uno status da Stella. C'è Joshua Kimmich sul podio che al Bayern s'alterna tra terzino e mediano. C'è Kylie Walker che gioca nella difesa a tre. C'è Juanfran decimo e ci sono addirittura due del PSG, Thomas Meunier e Dani Alves. Questo per dire che le classifiche, dal Pallone d'Oro in poi, sono ben più che soggettive. D'oggettivo c'è che i conti della Juventus sorridono davanti a un acquisto che ha già raddoppiato il suo valore, davanti a un terzino decisivo in entrambe le fasi, davanti a un Joao Cancelo che è rimpianto 'necessario' per le casse dell'Inter e soddisfazione duplice per la Juventus.

Uno scontro e una sfida infinita, sì. Derby d'Italia è la fotografia dell'incontro per il trono del Belpaese, o di quel che ne resta. Però i veleni di Calciopoli, le scorie degli ultimi anni, restano soprattutto nelle vene dei tifosi. Che ancora, da entrambe le parti, soprattutto nerazzurra, non si rendono conto che Suning e Steven Zhang hanno ben altre intenzioni. E Andrea Agnelli pure. Giovani rampolli di due importanti dinastie imprenditoriali, hanno idee affini su quel che sarà del calcio italiano e soprattutto internazionale. Che sia l'inizio della fine di una storica inimicizia, inaspritasi fin troppo fuori dai campi da gioco? Agnelli e Zhang si sentono spesso. Addirittura, il numero uno della Vecchia Signora arrivò a candidare Massimo Moratti per guidare la FIGC. Viaggiano a braccetto per un calcio moderno, hanno lo stesso pensiero sulle nuove Coppe, sulla riforma del pallone fuori dai confini. E' tempo di bilanci di fine anno, tra poco. Ma dal 2019, tra Juventus e Inter, potrebbe iniziare una storia diversa.


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