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Editoriale

Lapadula: all'Empoli via Juventus. Darmian: da Manchester a Barcellona. Pogba: il tutor deve essere Evra. Milan: advisor decisivo

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
18.06.2016 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 36513 volte

Quante ipotesi sul futuro di Lapadula. Trattative, abboccamenti, ipotesi, idee. Dal Napoli al Genoa, dal Milan al Sassuolo, dall'immancabile Inter alla Roma. Ma pensiamo che alla fine sarà Empoli. Perché la Juventus ha ormai fatto tutto o quasi. A Torino hanno già disegnato per il bomber del Pescara una traiettoria in tutto e per tutto simile a quella di Zaza. Dalla Serie B al vivaio di una squadra che gioca bene a calcio e poi si vedrà. Perché Empoli e non Sassuolo. Perché il rapporto con il Sassuolo è ormai collaudato e la Juventus vuole allargare i suoi orizzonti, anche e soprattutto dalle parti di Empoli dove squadre come il Milan hanno amicizie e rapporti consolidati. Il nuovo tecnico empolese, Martusciello, è felicissimo di Lapadula e per lui sono pronte le chiavi della squadra consentendo a Maccarone di fare il padre nobile senza sfiancarsi ogni domenica.

Nonostante l'Europeo iniziato senza la prova scoppiettante che fece ai Mondiali due anni fa contro l'Inghilterra, per Matteo Darmian si stagliano all'orizzonte interessanti prospettive per il futuro. Dalle parti di Barcellona intravvedono in Matteo un piccolo Rakitic e questo potrebbe portare ad un trasferimento importante, nonostante il Manchester United non abbia mai messo ufficialmente il giocatore veneto sul mercato. A Barcellona però la stima crescente che il Club catalano nutre nei confronti di Ariedo Braida e il rafforzamento della posizione del dirigente friulano derivante dal recente prolungamento di contratto, giocano a favore di Matteo. Ai tempi del Milan e del Settore Giovanile rossonero, Braida si è sempre dichiarato in maniera convinta un sincero estimatore di Darmian.

Nella Juventus, Patrice Evra ha una funzione precisa oltre quella di allenarsi, giocare e farsi trovare sempre pronto. Il compito attribuitogli dallo Staff e dal Club è quello di occuparsi di Paul Pogba. Quella di tutor è una definizione spicciola, mediatica, che Raiola giustamente non gradirà. Ma il concetto è verosimile, fare gruppo con Paul, consigliarlo, stargli vicino il più possibile per assecondarne la crescita, per indirizzarlo verso atteggiamenti umani e professionali acconci. Questo accade nella Juventus. Nella Nazionale francese probabilmente non è la stessa cosa e i risultati si vedono. Pogba si lascia andare, non riesce ad essere feroce e continuo, in campo e fuori, lo stile ogni tanto è in libera uscita. Deschamps dovrebbe curare di più questi dettagli e fare in modo che la squadra si occupi di più e meglio del giovane talento, senza lasciarlo a sé stesso.

Incontri pubblici e privati. Incontri formali e informali. Incontri ufficiali e ufficiosi. E' stata molto intensa la settimana di Galatioto, Gancikoff e Landolphi a Milano. Non è stato solo un lavoro di carte bollate quello degli advisor statunitensi. I loro giorni milanesi sono stati molto utili anche fuori dagli uffici degli incontri istituzionali. Si sono portati molto avanti per capire il momento psicologico e umano del Milan, per monitorare l'essenza del Club alla luce dello storico, del pregresso, ma anche del quotidiano, dell'oggi. Pur comprendendo che ci siano delle ironie sui tempi, derivanti dal caso Mr Bee, la "farsa" è tutt'altro che una farsa. Mai il Milan era stato in stand by così tanto e in maniera così intensa e reale durante una trattativa per quote societarie. Non stiamo vendendo facili certezze o pronostici superficiali. Pensiamo però che la settimana rossonera degli advisor non sia stata vissuta in una torre d'avorio, ma si sia calata appieno nella realtà milanista per consentire poi ai propri rappresentati di avere una idea precisa su tutto quello che ci sarebbe eventualmente da sviluppare rispetto al Milan di oggi. Deciderà, sempre e comunque, dopo il sacrosanto riposo post-operatorio, il presidente Berlusconi. Ma sia che salti sia che vada a compimento, la vicenda cino-americana-rossonera è seria e significativa.


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