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Le coincidenze della Juve, i problemi dell’Inter. La Champions, ancora una volta, non regala certezze

Le coincidenze della Juve, i problemi dell’Inter. La Champions, ancora una volta, non regala certezzeTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 05 novembre 2020 08:00Editoriale
di Luca Marchetti

E’ sempre la Champions a sparigliare le carte. A dire la verità stavolta era difficile, anche perché le nerazzurre del martedì dovevano fare una mezza impresa. E non è riuscita a nessuna delle due. Curiosamente si ritroveranno di fronte il prossimo fine settimana. Gasperini e Conte sono certamente insoddisfatti dei risultati. Ma se da una parte Conte elogia lo spirito e sottolinea come i suoi giocatori abbiano l’atteggiamento giusto ma non siano poi fortunati a portare a casa il risultato, Gasperini ha puntato sulla corsa: non corriamo più come prima, ha detto a fine partita. Incontrare il Liverpool mette a nudo tutti i difetti, ma a noi piace essere ottimisti. Lo spazio per migliorare ancora c’è, anche per andare avanti in Europa.
L’Atalanta la scorsa Champions non aveva fatto ancora un punto. Ora ne ha 4 anche se è vero che deve andare a fare lo scontro diretto ad Amsterdam. L’Inter ha il ritorno con il Real, e poi la possibilità di giocarsi tutto con le altre due (Shakhtar e Moenchegladbach) alla pari.
Quello che però preoccupa, più i tifosi dell’Inter che quelli dell’Atalanta, per il momento, è la mancanza di equilibrio e continuità. Lo abbiamo detto spesso in queste settimane che la stagione è anomala. Per l’Inter a maggior ragione visto che di fatto non è andata in vacanza (giocando la finale di Europa League), si gioca ogni tre giorni, Conte ha cambiato l’atteggiamento della squadra, magari non c’è stato ancora tempo per far capire bene ai nuovi i concetti di gioco. Gli attaccanti poco lucidi e i difensori poco attenti. Tutto deve girare meglio. Ma il cambiamento deve accadere in fretta, visto che il tempo comincia a stringere. A metà cammino in Champions e con un po’ di ritardo in campionato non vale più il mal comune mezzo gaudio. Ora l’Inter deve guardarsi dentro e deve capire come poter risolvere le sue amnesie. Altrimenti anche in una stagione difficile per tutti rischia di diventare una mission impossibile anche questa. Provarci e risolvere i problemi non significa vincere subito o vincere a tutti i costi, ma trovare continuità. Per arrivare a fare gli straordinari, come sta facendo il Milan, ci vuole “semplicemente” questo.
La Champions per le squadre del mercoledi invece ha avuto un significato più roseo. La Lazio (al netto della vicenda dei tamponi) ha pareggiato all’ultimo rimanendo avanti al Brugge, rimanendo in seconda posizione e soprattutto rimanendo imbattuta, con due partite su tre da giocare in casa, soprattutto l’ultima lo scontro diretto. Quindi il gol di Caicedo è più pesante di quanto si possa immaginare. La Juventus ha ritrovato certezze, in una sera in cui si sono ritrovati contemporaneamente Morata e Dybala. Discuteremo a lungo sulla coesistenza del tridente, ma Pirlo sta trovando la sua strada facendo esperimenti in campo. Certo l’avversario non era imprescindibile, ma ultimamente la Juventus aveva avuto difficoltà (almeno di risultato) anche con squadre certamente inferiori. Il passaggio del turno, ormai, non dovrebbe essere in discussione. Ed è curioso che nella sera in cui la Juventus piazza la seconda vittoria consecutiva, allo stesso orario ci sia in campo anche la Juve B. Pirlo si sarebbe dovuto sedere lì, iniziare lì la sua avventura con la panchina bianconera sotto al sedere. Ha iniziato più in alto, ma stasera c’erano con lui in panchina almeno 3 giocatori provenienti proprio dalla Juve B, fra i quali Frabotta che ha già assaggiato quanto Pirlo lo stimi. E’ diventato lui il simbolo della convivenza fra i due mondi. Quella continuità di progetto che la Juve sta inseguendo da anni. E di cui Morata ai tempo del Real è stato simbolo. Anche lui prodotto di una squadra B ora si è preso in mano la Juve. Senza che nessuno alzi la bandierina

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