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Le grandi manovre della Juve, il centrocampista dell'Inter, il mistero della panchina del Milan...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
22.05.2014 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 46854 volte
© foto di Federico De Luca

L'incontro con Conte non c'è stato ma questo non cambia il succo. Il rapporto con la Juve non è in discussione, nonostante il contratto sia rimasto con la stessa scadenza. Il rinnovo non dipenderà dalla campagna acquisti che farà la Juventus o comunque non dipenderà solo da quello. E' un discorso più ampio, di crescita a 360 gradi della Juventus. Tutti i settori, nessuno escluso. Per il momento non è previsto alcun incontro per rinnovare. Se ne parlerà, sicuramente. Senza fretta. Ora è più utile cominciare a concentrarsi sul mercato. Come è successo con l'Udinese, uno degli interlocutori più gettonati in questi ultimi anni.
Ci sono almeno 3 giocatori di proprietà dell'Udinese che piacciono (eccome) alla Juventus. Pereyra è quello tecnicamente più facile da prendere. Non perché costi poco, ma perché è tutto dell'Udinese. "Basta" presentare l'offerta giusta. Con gli altri due la situazione è molto più complicata: eh sì perché Candreva e Cuadrado sono in comproprietà con Fiorentina e Lazio (due società di un certo livello), hanno fatto una straordinaria stagione entrambi e hanno anche altri pretendenti, ricchi e famosi, almeno tanto quanto la Juventus! Ecco perché con l'Udinese i rapporti saranno sempre più intensi. Senza contare che bisogna ancora parlare delle comproprietà che Juve e Udinese hanno insieme (Pasquato e Isla) e di sinergie future: certi affarri non si chiudono in una giornata... Il concetto comunque è che la Juve ha cominciato a muoversi, in maniera piuttosto pesante. Su Drogba che a parametro zero è sempre un buon boccone nonostante la carta d'identita (i rapporti non si sono mai interrotti). E su Morata: il giocatore piace tantissimo e potrebbe andar bene anche la soluzione prestito. Ecco che allora il 2 giugno potrebbe essere un buon giorno per trovare accordo con il Real. E i big? Con calma, almeno lì. Anche perché poi bisognerà vedere cosa succederà con i big in squadra (Pogba, Vidal e anche Llorente che a quanto pare è cercato dal Barca).
E poi c'è il disocorso Immobile (altra fonte di guadagno per i bianconeri) che dalla Nazionale di fatto ha quasi salutato sentendosi orgoglioso di quello che ha fatto e dell'interesse di una squadra importante come il Dortmund. Ieri si sono incontrati Juve e Torino. Al Toro 8-9 per la metà (i 18 bonus compresi del Dortmund) non bastano. Preferisce riscattarlo e poi si vedrà. Quindi tutto aperto...
Mazzarri, come avevamo previsto, ha spiegato il suo punto di vista e ha messo sul tavolo le priorità per il mercato: un centrocampista davanti alla difesa in grado di poterlo proteggere bene e anche permettergli di passare alla difesa a 4. Uno come De Rossi, (giusto per fare un paragone) o come Luiz Gustavo. Che però costa 33 milioni di euro (clausola) e il Wolfsburg non ha intenzione proprio di cederlo. Un nome in più per il centrocampo nerazzurro (oltre ai soliti Obi Mikel, Nilton e Behrami) è Xhaka. Svizzero, nazionale come Behrami, ne hanno parlato in un incontro con Ausilio i suoi procuratori senza però approfondire la situazione. Ma è un giocatore che interessa molto e se ne riparlerà sicuramente, anche perché il costo sarebbe decisamente inferiore. Un altro centrocampista seguitissimo in tutta Italia è Sturaro del Genoa. Napoli, Roma e anche la Juventus che è rimasta impressionata dalla sua partita contro Pogba.
La situazione più strana è invece quella del Milan. Di fatto Seedorf è stato completamente esautorato durante la sua esperienza rossonera. Paga non certo i risultati ma i rapporti non certo idilliaci con spogliatoio e società: in sei mesi è praticamente finito il suo credito. Ora il paradosso è che potrebbe anche rimanere. Generalmente si dice che quando c'è confusione l'allenatore in bilico è più saldo. In questi momento, sembra pazzesco, l'idea che fa sorridere Galliani (magari un sorriso di malinconia) è quella di Ancelotti. A dirla così non ci credi: per i soldi, per la storia, per il prestigio, per le prospettive. Ma nel mercato la logica non esiste e spesso è successo che i miracoli si sono avverati. Sono i due estremi di una situazione di difficilissima da interpretare e da leggere. Donadoni non è stato (ancora?) contattato, Spalletti sembra uscito di scena, Montella rimane alla Fiorentina, Prandelli rimarrà in Nazionale (anche se ancora non ha firmato il suo contratto), Inzaghi parlerà con Galliani ma sembra che il Milan voglia andare su un allenatore già rodato. Ecco che i due più improbabili scalano posizioni, almeno ora. Senza dimenticare una data: il 25 maggio, ovvero le elezioni, fino ad allora Berlusconi ha da fare...
A proposito di allenatori, l'incontro fra Udinese e Delneri non è andato molto bene, non c'è ancora accordo economico. Quindi rimangono in lizza Maran, Di Francesco e si aggiugne il nome di Andrea Stramaccioni, che a Udine potrebbe ritrovare l'ambiente giusto per dimostrare il suo valore. Corini-Chievo si vedranno domani, mentre a Cagliari sarà deciso tutto dalla nuova proprietà che ancora non si sa se sia quella americana o quella italiana, è ancora asta, con Cellino a Miami.
Alla Roma è l'allenatore (ancora!!!) a dettare la linea: Garcia a l'Equipe blocca tutto, non vendiamo Benatia. Così come (questo lo aggiungiamo noi) non si vende Strootman. In partenza invece Ljajic, nel caso in cui il Liverpool volesse fare sul serio.
Abate piace ancora al Psg, Radu interessa a Tottenham e Fiorentina, Mauri potrebbe rinnovare nelle prossime ore, Costa andrà via dalla Samp, per la difesa del Toro spunta un nome nuovo: Zakarya Bergdich, 25 anni, marocchino del Valladolid.


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