VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Serie A 2017/18: chi vincerà la classifica cannonieri?
  Edin Dzeko
  Ciro Immobile
  Paulo Dybala
  Dries Mertens
  Mauro Icardi
  Cyril Thereau
  Fabio Quagliarella
  Andrea Belotti
  José Callejon
  Luis Alberto
  Adem Ljajic
  Alejandro Gomez
  Lorenzo Insigne
  André Silva
  Nikola Kalinic
  Duvan Zapata
  Leonardo Pavoletti
  Gonzalo Higuain
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Le rivoluzioni che partono da lontano

12.03.2015 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 27615 volte
© foto di Federico De Luca

Generalmente se un movimento calcistico funziona si vede dalle fondamenta. E abbiamo sempre detto che la difficoltà più grande del calcio italiano è quella della mancanza di progettualità. Di non aver saputo costruire partendo dal basso.
Purtroppo questo tipo di sensazione è confermata anche dagli studi di analisti che hanno scandagliato i campionati europei (e il nostro "settore giovanile") per capire dove potrebbe funzionare meglio.
Non so se vi ricordate le parole che suscitarono molto scandalo da parte di Arrigo Sacchi sull'utilizzo di stranieri in Primavera. Al di là della connotazione razzistica (che sinceramente io non vedo) della frase dell'ex allenatore del Milan, in molti hanno voluto subito sottolineare come la considerazione non fosse veritiera.
Dati alla mano soltanto meno del 20% degli atleti da Primavera è straniero: anzi per la precisione il 18% di cui il 10% comunitario, 8% extra), ma naturalmente ci sono estremi da una parte e dall'altra. Ad esempio utilizzano molti ragazzi non italiani Inter, Juventus, Modena e Udinese. E soprattutto nei calciatori di 20 anni (quindi quelli più vicini al passaggio in prima squadra) la percentuale di stranieri raggiunge una cifra importante: quasi il 40% sul totale dei calciatori utilizzati.
E se analizziamo il minutaggio dei giocatori utilizzati troviamo che all'Inter e all'Udinese gli stranieri hanno un minutaggio superiore agli italiani. E che in almeno 10 società (Catania, Chievo, Fiorentina, Verona, Lazio, Modena, Parma, Sampdoria, Vicenza ed Entella) il minutaggio dei giocatori stranieri supera il muro dei 4000 minuti.
Quindi la considerazione di Sacchi era tutt'altro che avulsa dalla realtà. Con questo non significa che sia sbagliato utilizzare gli stranieri. Non possiamo certo meravigliarci se nell'Inter (che da sempre ha un anima molto internazionale) o nell'Udinese (che da sempre cerca giovani calciatori in giro per tutto il mondo grazie al suo scouting) ci siano molti stranieri. Né tantomeno questo può essere considerato un (mal)costume tutto italiano. Perché analizzando i dati della Youth League si nota come tuttosommato anche a livello internazionale ci siano le stesse percentuali 83% di calciatori autoctoni, 17% di stranieri. E mano mano che si avanza nella competizione le percentuali variano in favore degli "stranieri".
Quindi un modello non esiste, anzi. Il modello dovrebbe essere rappresentato dall'utilità del settore giovanile.
Un importante settore giovanile produce giocatori da prima squadra. E quindi produce reddito. Secondo il CIES, studio di osservazione calcistica svizzero, la serie A è l'ultima dei cinque maggiori campionati a incassare soldi dai prodotti del settore giovanile. 114 milioni (i trasferimenti dal luglio 2012 per i giocatori dai 15 ai 21 anni siano stati almeno per tre stagioni in una società) su 1.072 movimentati. Vale a dire l'11%, soltanto.
Pensate che il primo posto lo ha la Ligue1 (292 mln), seguita dalla Liga (276 mln), poi la Premier (227 mln) e poi la Bundes (163 mln).
Vale a dire che in Francia (dove ci sono i centri federali che aiutano nel crescere i giocatori) al di là del PSG (fenomeno nato soltanto in queste ultime stagioni) esiste un movimento che permette al sistema calcio di avere una base solida.
Ma quello che fa più impressione è che nella lista delle 20 squadre più "prolifiche" non ci siano che due italiane soltanto e che non siano big ma Genoa (15) e Atalanta (17). Il Genoa ha accresciuto negli anni la capacità di individuare talenti e soprattutto poi rilanciarli (Boakye, El Shaarawy, Cofie, Lazarevic e Sturaro, per un totale di 24,5 milioni). L'Atalanta da sempre ha una grande tradizione e le cessioni di Bonaventura, Colombi, Consigli, Gabbiadini e Olausson hanno fruttato 23 milioni e mezzo.
Ci sono invece, eccome, alcuni appartenenti alla grande aristocrazia del calcio internazionale: ci sono Bayern Monaco (31 milioni) e Borussia Dortmund (43,5), ci sono Real (43) e Barcellona (38,8), ci sono Manchester United (28,7) e Psg (25,2) che evidentemente non solo riescono a tirar fuori dai loro settori giovanili giocatori da prima squadra per sé stessi ma anche per gli altri. Esempi? Da Goetze a Callejon, da Morata a Dos Santos, da Krkic a Kroos, da Welbeck a Sakho.
Ecco perché bisogna essere accorti nelle ristrutturazioni di un sistema. Studiare bene anche le conseguenze e soprattutto la situazione attuale per portare dei correttivi che possano essere di aiuto per il calcio italiano e per le sue società. Rendersi conto di essere diventati un paese (calcisticamente parlando) diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati.
I numeri servono per sfatare luoghi comuni. E per fare riflessioni. Non danno soluzioni. Ma non riflettere neanche porterebbe solo a trovare soluzioni miopi. Soluzioni dell'oggi: una toppa per una buca. E anche qui, spesso potrebbe non bastare.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
I cinque motivi della crisi Milan. Napoli e Inter giocano per la Juve. Benevento, svegliati che è un incubo. Giulini alla Cellino ma con una differenza... 23.10 - Dalla vittoria dello scudetto estivo al buio profondo del 21 ottobre. Il Milan aveva fatto un'impresa: conquistare in un mese la fiducia dei tifosi rossoneri che avevano riempito, di nuovo, con orgoglio San Siro. E' durato il tempo di una preghiera. Se si spendono 220 milioni di euro...
Telegram

EditorialeDI: Andrea Losapio

Serie A a 18 squadre, che assurdità. La Juventus ha qualche piccolo problema, il Milan decisamente di più. Europa, qualcosa è cambiato. Ed è merito di Lazio e Atalanta 22.10 - C'è un momento per parlare di calcio giocato e un altro di politica del pallone. Credere che il secondo sia più importante del primo è, certamente, presunzione. Ma pensare che uno non influenzi direttamente l'altro è, davvero, un errore pacchiano. Abbiamo provato, nelle ultime settimane,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Montella: sarto no, stilista sì. Dzeko: il mercato invece dorme. Sarri: attenti alle "facce..." 21.10 - No, Montella non è Lizzola. Nè, per la verità ha fatto discorsi da Lizzola. Chi era intanto costui? Si tratta del sarto che era bravissimo, secondo i racconti di Silvio Berlusconi, a fare i vestiti con la stoffa che aveva. Invece, in quel Marzo 2000, il Milan di Helveg e Bierhoff...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Ancelotti tra Juve e Milan, ma prima i mondiali con l’Italia? Inter, Ramires il centrocampista low cost. Il ritorno su Vidal. Milan su Kakà, quanti dubbi. E mister Li deve rifinanziare il debito 20.10 - Ancelotti se la rideva l’altra sera a Stamford Bridge, divertito da Chelsea-Roma, senza dubbio una gara emozionante. Rideva anche perché nonostante l’esonero del Bayern, è sempre corteggiato da tantissime squadre. Giustamente aggiungo io. Dell’interesse del Milan sappiamo da tempo,...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Roma che sorpresa, Juve di misura: ecco cosa ci regala la due giorni di Champions. E le risposte del Milan 19.10 - Chiusa la due giorni di Champions e possiamo vedere anche il bicchiere mezzo pieno. La sconfitta del Napoli era probabilmente pronosticabile, come la vittoria della Juve. Il pareggio della Roma è prestigiosissimo sia per come è arrivato sia per il risultato in sé. Del Napoli si è...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Juve come Tony Montana… Icardi, sms a Sampaoli! Mourinho, il futuro non è in Italia. La Svezia? Il “biscotto” ci motiva… 18.10 - Alla fine ce la giocheremo con la Svezia. Per nostra grazia, Re Zlatan ha deciso di non indossare più la casacca della nazionale e, altra fortuna, è ancora alle prese con i postumi dell’infortunio. Personalmente, Grecia a parte, la considero un’avversaria decisamente “alla nostra...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Inter: goduria da derby, ma occhio al tranello! Milan: quel che sarà di Montella. Juve: ricordatevi dello “schema Allegri”. Napoli: l’evoluzione di Sarri (in campo e fuori) 17.10 - Ciao. In questo momento è in onda il mondeinait Verona-Benevento, ma non è che dobbiamo storcere il naso. Abbiamo assistito al derby di Milano, a Roma-Napoli, a Juve-Lazio e comunque poteva andare peggio: poteva esserci Verona-Benevento con la nebbia. Oppure Verona-Benevento con speaker...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Allarme Juve. Simone, prenota il posto di Max. Che goduria questo Napoli. Torino, così in Europa non ci vai... 16.10 - Il paradosso del calcio è sempre lo stesso. Molte favole nascono dalla coincidenza, poi c'è quello bravo che le sfrutta (Simone detto Inzaghino perché in campo dei due era il più scarso, anzi, il meno forte) e chi invece sale sul treno sbagliato nel momento sbagliato (vedi Seedorf,...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

La moda delle clausole e i giocatori che trattano l'addio (al momento del rinnovo...) prima dei club: così il calciomercato sta cambiando le sue regole e i suoi codici. Donnarumma come Higuain e Neymar: Raiola non ha cambiato idea 15.10 - Non viviamo certamente nel miglior periodo storico possibile. Se ci pensate, a guardarle per un attimo con un occhio quanto possibile esterno, le relazioni umane sono giunte oggi a un livello quantomeno buffo. Tendente al preoccupante. Tutto si svolge tramite il medium dei social,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva, turbolenze e derby. Juve: giri di valzer sulla VAR. Sarri: facile essere belli? 14.10 - Montella non vuole più essere "usato" per detrarre qualcosa ad Andrè Silva. E dal momento che il giocatore sta raggiungendo livelli di rendimento molto importanti, non ci sarà più la sponda del tecnico rossonero. Chi vorrà storcere il naso su Andrè Silva, dopo 9 gol in 10 partite...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.