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Editoriale

Ma Buffon non era finito? Sarri, è ora di crescere... Icardi, troppa gente intorno!

19.10.2016 10.29 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 30992 volte
© foto di Federico De Luca

Gigi Buffon è tornato Superman. Per l'ennesima volta, il miglior portiere della storia del calcio italiano e, probabilmente, del mondo ha risposto sul campo a chi aveva cominciato a mettere in dubbio i suoi super poteri. Qualche errore pareva aver umanizzato il numero uno della Juventus. Poi, in quel di Lione, ecco tre prodezze assurde: la prima sul calcio di rigore di Lacazette, la seconda, leggendaria, di riflesso su Fekir, poi, per chiudere, un altro intervento prodigioso su Tolisso. Ma come, non era finito? No, signori, non è finita... Buffon è ancora Superman. Certo, un rigore parato (tra l'altro non la specialità della casa del portierone bianconero) non deve essere esaltato più del dovuto, così come i miracoli successivi. Perché? Semplice perché, nella sua lunga carriera, di miracoli, il buon Buffon, ne ha fatti a centinaia. Sapete perché? Semplicemente perché stiamo parlando di un giocatore unico, inimitabile, eterno... Ben tornato Gigi!!! La tua saga non è ancora al capolinea. Per fortuna, voglio aggiungere...
Mi sento in dovere anche di soffermarmi su un caso diametralmente opposto ma che sta facendo discutere tutti, ma proprio tutti, da giorni: Maurito Icardi. Ho intervistato il bomber argentino due volte. In entrambe le occasioni mi sono ritrovato di fronte un ragazzo per bene, con una passione viscerale per il calcio, quasi timido. Ricordo l'ultima intervista, alla Pinetina. Wanda era già presente nella sua vita e lui parlava di lei con raggiante felicità. Da quel giorno è trascorso del tempo ma non credo che il ragazzo sia cambiato. Ho sempre avuto la convinzione che, anche sforzandosi, non sia possibile modificare o stravolgere il proprio io. Quindi, secondo il mio modesto parere, Icardi era e resta un ragazzo semplice, un buono, forse un po' ingenuo ma comunque di grande umanità. Il suo problema è che, troppo spesso, non dà il giusto peso alle questioni extra campo, delegando ad altri... Lui vorrebbe pensare solo a giocare a pallone, quello che gli riesce meglio ma, la sua vita è anche altro. Purtroppo, quando c'è da decidere su questioni che poco hanno a che fare con il pallone, Icardi non è il bomber chirurgico che siamo soliti vedere in azione. Si lascia trasportare dal vento e, alcune volte, si perde... Wanda lo conosce meglio di chiunque altro, è il suo compagno di vita. Normale che Maurito le dia ascolto. Lo facciamo tutti noi con le nostre fidanzate/moglie, non è vero? Lo fa anche Icardi... Ecco, non sempre è la scelta migliore. Pensate a quante volte vi siete fatti convincere dalla vostra partner a vedere quel film che poco vi ispirava. Scommetto che, all'uscita del cinema, avreste voluto strozzarla... Caro Icardi, siamo onesti: decidere di pubblicare un'autobiografia a 23 anni mi è sembrata una notevole forzatura. Capisco se avessi, in questi 23 anni di vita, scoperto un pianeta simile alla Terra, o restando in ambito calcistico, vinto un paio di volte il Pallone d'Oro e qualche Champions... Ma, a conti fatti, la tua carriera è agli inizi... Ecco, meglio pensare a giocare a pallone e cominciare ad aver meno distrazioni e persone attorno...
Chiudo con una preoccupazione: Sarri Potter. La bacchetta magica, forse, è stata smarrita. Spalletti, con un paio di buone intuizioni tattiche, ha messo a nudo i limiti di un tecnico che pare tanto geniale quanto cocciuto. Dei nuovi arrivati, pochi hanno visto il campo e nessuno, di fatto, con continuità (a parte Milik, purtroppo finito ai box). Sarri è in grado di far giocare la sua squadra magnificamente ma il timore è che conosca solo un credo calcistico, senza opzioni alternative. Spero, vivamente, di sbagliarmi. Il Napoli è uno spettacolo, non posso accettare che un grande maestro di calcio come Sarri non capisca che è giunto il momento di rischiare qualcosa di diverso, magari qualche uomo nuovo. Per tenere acceso e intrigante questo campionato, serve il miglior Napoli e un Sarri che sappia diventare camaleontico. Il calcio si evolve sempre, tocca anche agli allenatori farlo, di continuo... Ciò che era vincente ieri, penso a Mourinho (mi pare in evidente difficoltà a Manchester), non è detto che lo sai oggi e lo sarà anche domani...


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