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Editoriale

Marotta e Paratici, ha ragione Agnelli: serve un altro Higuain. Napoli, adesso o mai più. Sabatini: trattative diverse (e non va bene) rispetto a quanto annunciato

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
23.07.2017 10:02 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 116659 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

Lucida follia. Un anno fa, quando la Juventus annunciò l'acquisto di Gonzalo Higuain dal Napoli grazie al pagamento della clausola da 90 milioni di euro, commentai così il trasferimento del Pipita. Un'operazione economicamente folle per i bianconeri per un calciatore all'alba dei 30 anni, ma esattamente quello che serviva perché una squadra fortissima come quella bianconera si rinforza così: solo con i top player.
Una lucida follia che deve accompagnare anche questa finestra di calciomercato dei bianconeri, che ad oggi hanno completato il reparto avanzato con Douglas Costa e Bernardeschi, ma hanno perso un leader carismatico oltre che il difensore più forte in rosa: Leonardo Bonucci. Ed è andato via anche Dani Alves, sostituito con De Sciglio.
Questa Juventus è più forte di quella di un anno fa? Chissà. E' sicuramente più completa in attacco, soprattutto in virtù del 4-2-3-1. Ma se al posto di Cuadrado e Mandzukic inserisci Bernardeschi e Douglas Costa la squadra non cambia volto. Un anno fa, invece, con l'inserimento di Higuain i bianconeri sicuramente si rinforzarono. Si poteva discutere del prezzo, di come s'è sviluppata la trattativa, ma non del miglioramento netto dell'undici titolare grazie al nuovo innesto.
Un dettaglio che ha messo all'ordine del giorno anche Andrea Agnelli, che parla poco ma quando lo fa non manca di mettere bene in luce il suo punto di vista. Anche sul calciomercato: "Nuovi investimenti alla Higuain? Non invertiremo la rotta", ha dichiarato un paio di settimane fa.
Parole che dovranno recepire bene anche in società, perché se in difesa puoi pensare di sostituire Bonucci con Rugani e, al massimo tra un anno, con l'interessantissimo Caldara, a centrocampo serve il colpaccio. L'acquisto da 100 milioni, in questo reparto, non può aspettare.
Matic, N'Zonzi e Matuidi sono in tutti e tre i casi ottimi calciatori, all'altezza dei titolari Khedira e Pjanic. Ma la domanda da farsi è un'altra: cambiano il volto della Juve? La risposta, a mio modesto avviso, è negativa. Servono giocatori come Rakitic, Kroos, Verratti, Modric o Thiago Alcántara. Semplice a dirsi, molto meno a farsi, ci mancherebbe. Ma ormai con una Juve che per fatturato è tra le primissime in Europa anche queste non sono più operazioni impossibili: sia in termini economici che di appeal. E poi non ne servono due o tre, ma uno solo. Un solo grandissimo acquisto, proprio come fatto con Higuain un anno fa.

Se la Juventus non dovesse riuscire a mettere il colpo da 90, il campionato rischierebbe - solo e soltanto per la prossima stagione - di entrare in una congiuntura storica molto particolare. Perché da un lato ci sarebbe una squadra come quella bianconera che è reduce da sei Scudetti consecutivi, che ha perso il suo leader carismatico e, seppur con una panchina di maggiore spessore, non avrebbe sostanzialmente migliorato il suo undici titolare. Mentre dall'altro un Milan che, per come si sta muovendo e quanto sta investendo, è destinato ad aprire presto un ciclo di vittorie, ma adesso avrà il compito di amalgamare una rosa nuova di zecca. Un rodaggio che non durerà a lungo, al massimo qualche mese, ma che potrebbe comunque portare a perdere qualche punto di troppo per strada. Soprattutto se l'obiettivo è lo Scudetto.
Chi, allora, potrebbe inserirsi nel mezzo? Il Napoli, molto più della Roma che anche questa estate ha cambiato tanto, troppo. Condivisibile la strategia della società partenopea che ha deciso di non cambiare nulla rispetto a un ultimo girone di ritorno pressoché perfetto. I rinnovi di contratto di Insigne e Mertens hanno dato serenità e stabilità a un gruppo consapevole dei suoi mezzi come mai in passato. La squadra non avrà bisogno di quel rodaggio che lo scorso autunno, a causa del terribile 'combo' addio di Higuain/infortunio di Milik, ha portato a qualche sconfitta di troppo. Ha titolari e riserve all'altezza in tutti i reparti e deve sfruttare questa particolare annata per dare l'assalto a uno Scudetto che in qualsiasi altra stagione sarebbe quasi impossibile da raggiungere.

Nel discorso Scudetto non ho citato l'Inter. Non è un caso. Ho condiviso al 100% le parole rilasciate nella conferenza stampa di Riscone dal nuovo dirigente nerazzurro Walter Sabatini. "Il Milan - ha detto - non è il nostro modello da seguire. A questa squadra servono pochi innesti, ma di primissimo spessore. Giocatori come Nainggolan o Vidal".
Tutto giusto: ma allora perché impostare anche questa sessione di calciomercato sulla quantità? Sono già arrivati Skriniar e Borja Valero, arriveranno Dalbert e Vecino, mentre in attacco per sostituire Perisic potrebbero arrivare due calciatori: Keita e Schick.
Ottimi giovani e buoni calciatori, ma dei Nainggolan o dei Vidal non c'è traccia. Quali sono i volti nuovi (oltre a mister Spalletti) in grado di tenere alta l'asticella dell'attenzione quando la barca inizierà a sbandare? Chi, dal punto di vista caratteriale oltre che tecnico, permetterebbe a questa squadra di fare il salto di qualità tra i volti nuovi? Queste le domande per un Walter Sabatini che, da navigato dirigente e profondo conoscitore di calcio qual è, sa bene che il problema sussiste. E ha un mese abbondante di tempo per invertire la rotta.


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