HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
"Messi venga in Italia". CR7 lancia la sfida, credete sia possibile?
  E' solo una provocazione, Messi chiuderà al Barcellona
  In caso di addio, andrà da Guardiola
  Perché non 'con' CR7? La Juve dovrebbe pensarci
  Superato il FFP, può essere il regalo di Elliott al Milan
  Suning può provarci: Messi all'Inter contro CR7 alla Juve
  Messi come Diego. Perché non chiudere al Napoli?
  Andrà al PSG se lasceranno Mbappé o Neymar

La Giovane Italia
Editoriale

Marotta e un addio non da Juventus. Paratici, l'allievo che supera il maestro. Campionato già finito o mai iniziato? FIGC, svolta vicina: ecco perché Gravina è la scelta migliore...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
01.10.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 44465 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

L'addio improvviso di Marotta nasconde cose che probabilmente, anzi sicuramente, non sono state dette. E' nello stile Juventus che resti tutto tra le quattro mura del club. La Juventus è esempio di gestione manageriale, organizzazione e affidabilità. Ciò non toglie che non possiamo farci delle domande, in quanto siamo fessi ma non del tutto. Innanzitutto la Juve ha commesso il grande errore, anni fa, di affidare la carica di Amministratore Delegato a Beppe Marotta. Il Direttore è un grande Direttore ma nasce e muore Direttore Sportivo. Vuoi promuoverlo? Fagli fare il Direttore Generale, ma l'Amministratore Delegato di un club deve avere caratteristiche diverse. Figuriamoci se poi il club è anche quotato in borsa. Perché si sono lasciati ad inizio campionato e non alla fine dello scorso con uno scudetto sul petto? Si è rotto qualcosa ma soprattutto c'è stato uno scontro tra Agnelli e Marotta che ha fatto saltare i piani di convivenza per, almeno, un'altra stagione. E qui nasce il problema di perdere, a settembre, il tuo Amministratore Delegato. Sembrava chiaro che, ormai, l'uomo di Agnelli non fosse più Marotta ma il suo allievo Paratici. Il Direttore Sportivo oggi comanda tutto all'interno del club bianconero; ha dimostrato con fatti e gavetta di meritare la Juventus. Marotta, in questi anni di Juve, ha lavorato benissimo e ha vinto, ma non ha seminato per il futuro. Quando arrivi nei piani alti devi farti gli amici per quando poi torni tra i comuni mortali. Marotta ha avuto un po' troppo la puzza sotto il naso e sarebbe dovuto scendere prima dal piedistallo. Si è voluto infilare in questioni politiche che non gli appartengono ed evidentemente è andato oltre le sue competenze. Squadre B, mercato con chiusura anticipata e tante altre belle storie. Se sei il Direttore della Juventus devi pensare alla Juventus e non alle organizzazioni parallele. Questo è il difetto che possiamo riconoscere al Marotta juventino. Poi ci sono solo grandi pregi e grandi applausi. Ha indovinato quasi tutte le sue scelte, ha trovato le ceneri della Juventus e l'ha riportata nell'Olimpo del calcio mondiale. Cosa gli vuoi dire? Nulla. Anzi, c'è di più. Se Agnelli ha vinto la sua scommessa con il cugino John molto merito è proprio di Beppone. Non è un addio da Juventus, scrivevamo nel titolo. Sono strane le tempistiche e la velocità con la quale si sono detti addio. Un'intervista dopo Juventus-Napoli, senza dare tante spiegazioni. Ci sfugge il rapporto attuale Marotta-Paratici: un po' come padre e figlio, ma oggi il figlio cammina da solo, anzi corre e il papà ha perso il controllo sul ragazzo. Paratici si è fatto le ossa con la sua bravura ma, allo stesso tempo, ha rubato i trucchi del mestiere ad una vecchia volpe come Marotta. Si sono dati tanto a vicenda. Ora è giusto che le strade si separino. La Juve punta tutto su Paratici e la sua squadra capitanata da Cherubini. C'è Nedved ma lui è uomo ombra di Agnelli.
In tutto questo caos, forse, la Juventus ha già chiuso il campionato. Probabilmente non è mai partito. Va sotto, rimonta, vince, domina, non perde un punto... Che barba, che noia, che noia, che barba... Non ce n'è per nessuno. La Juventus vincerà ancora lo scudetto e il gap rispetto alle altre è aumentato. Non ci voleva un mago per dirlo, ma abbiamo avuto l'ennesima conferma. Si risveglia, invece, la Roma. Un derby vinto può essere la svolta della stagione. Vedremo se la squadra di Di Francesco è guarita, se aveva bisogno solo di tempo, oppure tornerà quella di Bologna. Abbiamo bisogno di altre due controprove prima di dare dei giudizi. Una cosa è certa: quest'anno si gioca solo per un posizionamento in Champions League. Più che Marotta, alla Juventus bisognerebbe togliere 4-5 titolari. E' una battuta. Se non fa ridere non ridete ma non prendetela male.
Corsa alla Presidenza Federale. Finalmente si vota. La data X si avvicina. Il Commissario Montalbano torna a fare il cinema e, forse, è la volta buona che diamo il calcio ai politici del pallone. Settimane fa avevamo esortato un patto Gravina-Sibilia. Bene, ci hanno ascoltati e finalmente le varie componenti si presenteranno con un unico nome e con massima compattezza alle urne. Gravina Presidente, Sibilia Vice Presidente e l'altro Vice Presidente sarà scelto dalla Lega serie A (difficile che sia un uomo di Lotito). Complimenti a Cosimo Sibilia, Presidente LND, che ha anteposto al suo interesse quello del calcio italiano. L'accordo siglato è perfetto per tutti e porta alla Presidenza della Figc l'unico dirigente uscito bene da questa folle estate italiana. Gravina è competente, professionista, manager e persona seria. Nome migliore non poteva uscire per la Presidenza di Via Allegri. Se Gravina lavorerà male saremo i primi a massacrarlo, mediaticamente, ma parte con ottime credenziali. Fare e non rinviare.
Da dove bisogna ripartire?
- Rivisitare da subito i format dei campionati: 18 in A, 20 in B, due gironi in C e fare una serie D élite e una serie D di seconda fascia come da progetto (sul tavolo) della LND.
- Rivedere il progetto squadre B. Così non serve a nulla se non a Marotta. Adesso non c'è più e possiamo abolire questo strazio.
- Riportare il mercato alla chiusura del 31 agosto e 31 gennaio. Da subito! Già da questa sessione invernale.
- Lavorare con Governo per abolizione o almeno rivisitazione della Legge Melandri
- Più agevolazioni per stadi e centri sportivi e più procedure semplici per andare allo stadio.
- Più spazio alle nazionali Giovanili italiane che stanno facendo molto bene ma che il mondo ignora. Eppure c'è un'Italia che funziona. Quella giovanile. Quella che non funziona è la Nazionale maggiore.
- Il calcio femminile è solo uno specchietto per far vedere che siamo interessati alle donne ma così non serve a nulla. Progetto politico e non tecnico. A chi serve?
- Lavorare con AIC per dare un futuro ai calciatori. A fine carriera sono semplici disoccupati con il conto pieno. Non sempre. Rivedere le regole degli Under perché così i giovani non si aiutano, si ammazzano. Hanno una scadenza e a 22-23 anni hanno già smesso di giocare se non sono da grandi palcoscenici.
- Ripristino delle comproprietà regolamentate
- Abolizione di obbligo della fideiussione per una compravendita tra club italiani. Fideiussione non prevista se i club italiani comprano da club esteri.
Buon lavoro Gravina, non vorremmo essere nei suoi panni. Sicuramente tiferemo per Lei.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Juve-Inter, la differenza tra il gioco e la vittoria. Roma, non c'è nulla. Napoli, devi farcela. Bigon e la meritocrazia: misteri del calcio 10.12 - La differenza tra la Juventus e l'Italia non sta solo nella classifica. Sarebbe riduttivo per una squadra che a dicembre, in campionato, ha vinto tutte le partite e pareggiata una. Se il calcio fosse un'equazione, allora, avremmo risolto molti problemi e ci saremmo messi l'anima in...

Editoriale DI: Marco Conterio

La vittoria di Allegri e la sconfitta di Spalletti. Cancelo, rimpianto nerazzurro e clamorosamente sottovalutato in Europa. Agnelli-Zhang segnano la fine della storica rivalità tra Juventus e Inter? 09.12 - Il tempo dei bilanci di fine anno si avvicina ma è chiaro che tracciare una linea su quel che è stato di questo 2018 non sia complicato. La gara di due sere fa di Torino ne è la chiara fotografia: il coraggio non basta, la Juventus prepara Capodanno da febbraio mentre le altre sono...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Napoli e Giuntoli il matrimonio va avanti, si lavora ancora per Zielinski. Milan, per Cahill c’è l’ok del Chelsea ma resta l’ostacolo ingaggio. La Juventus ripensa a Isco. Roma anche Weigl nella lista di Monchi. Fiorentina su Sansone 08.12 - Meno di un mese e il mercato sarà di nuovo aperto. E allora parto subito con il Napoli e con Cristiano Giuntoli. Un matrimonio destinato a durare ancora a lungo. Con De Laurentiis il feeling è forte e le parti sono vicine a prolungare il rapporto per continuare un ciclo che si è aperto...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Marotta sfida la Juventus. Duello a tutto mercato per Barella, Chiesa, Milinkovic Savic, Martial e non solo: il sogno è Dybala nerazzurro. Spalletti, i segreti per fermare Allegri. Un Ronaldo dall’altra parte vent’anni dopo il rigore contestato 07.12 - Marotta non è ancora un dirigente dell’Inter, almeno in via ufficiale. Per opportunità sarà presentato soltanto giovedì prossimo, dopo la sfida di questa sera con la Juve, il suo passato ancora vivo e caldo. Tutto sommato la scelta di Suning è condivisibile, nel calcio ci sono già...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Vince sempre il più ricco? E come si fa a batterlo? 07.12 - Spesso si fanno discorsi relativi al fatturato e alla capacità di spesa. È evidente che se hai più soldi sei avvantaggiato: diciamo che come minimo puoi permetterti più errori. Ma da qualche tempo a questa parte, soprattutto in Italia, sembra quasi si sia innestato un circolo virtuoso...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Derby d’Italia: ma davvero l’Inter pensa di avere qualche speranza? La Juve allo Stadium prepara una vittoria dal sapore spietato. Quello che deve temere la Juventus è su Isco: Paratici sta lavorando, ma la situazione è complicata 05.12 - Era dal 2010 che non si giocava un derby d’Italia al venerdì, occasione che può essere di buon auspicio per entrambe: perché era l’ultimo anno in cui un’italiana vinse la Champions, e quell’italiana fu l’Inter - e il derby si anticipò appunto prima della semifinale Inter-Barcellona. Ma...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incredibile "fame" bianconera e un solo dubbio. Inter: su Spalletti bisogna darsi una regolata. Milan: altalena Gattuso, da "inadatto" a "mister modello". Tutte le rogne del Var... 04.12 - Il problema del Var che fa incazzare tutti come delle bestie (giustamente) è un non-problema, nel senso che non dipende mica dal Var. Prendersela col Var è come prendersela col semaforo che “questo rosso dura troppo! Maledetto!”. Oh, mica lo decide lui. Ecco, qui la questione...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

La Juventus non ammazza il campionato ma tutto il sistema. L'inutilità del Var. Milan, serve la svolta a gennaio. Serie B e C, quando le decisioni? 03.12 - Non è un discorso di essere tifosi della Juventus oppure no. Quelli che leggerete sono solo complimenti verso la società, i tifosi, la squadra, Allegri, i magazzinieri, la segreteria, l'ufficio stampa e l'autista della Juventus. Però il problema non è la Juve, il vero problema è che...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

Dai mecenati al FFP, dai crac alla noia. Così non va: come ripensare la Serie A? O si vara la Superlega o si cambiano le regole, guardando a modelli molto diversi come quello NBA 02.12 - È appena iniziato il mese di dicembre, non siamo ancora al giro di boa della Serie A e tra gli italiani che vivono di pane e pallone ci sono due correnti di pensiero. Ci sono coloro che considerano il discorso Scudetto già concluso, chi dice che raggiungere una Juventus che finora...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Di Francesco merita ancora fiducia, a gennaio 2 acquisti. L’Inter si inserisce nella corsa a Tonali, per Gabigol spunta l’ipotesi Premier. Milan per la difesa uno tra Christensen e Cahill. Fabregas più di un’idea ma costi alti 01.12 - Di Francesco e il futuro. Un futuro ancora giallorosso. Merita fiducia anche se la sconfitta con il Real ha fatto riemergere i soliti problemi, soprattutto la mancanza di continuità. La partita di martedì sera va analizzata bene. Il primo tempo è stato molto buono. Casomai è inspiegabile...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
-->