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La Giovane Italia
Editoriale

Marotta e un addio non da Juventus. Paratici, l'allievo che supera il maestro. Campionato già finito o mai iniziato? FIGC, svolta vicina: ecco perché Gravina è la scelta migliore...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
01.10.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 44248 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

L'addio improvviso di Marotta nasconde cose che probabilmente, anzi sicuramente, non sono state dette. E' nello stile Juventus che resti tutto tra le quattro mura del club. La Juventus è esempio di gestione manageriale, organizzazione e affidabilità. Ciò non toglie che non possiamo farci delle domande, in quanto siamo fessi ma non del tutto. Innanzitutto la Juve ha commesso il grande errore, anni fa, di affidare la carica di Amministratore Delegato a Beppe Marotta. Il Direttore è un grande Direttore ma nasce e muore Direttore Sportivo. Vuoi promuoverlo? Fagli fare il Direttore Generale, ma l'Amministratore Delegato di un club deve avere caratteristiche diverse. Figuriamoci se poi il club è anche quotato in borsa. Perché si sono lasciati ad inizio campionato e non alla fine dello scorso con uno scudetto sul petto? Si è rotto qualcosa ma soprattutto c'è stato uno scontro tra Agnelli e Marotta che ha fatto saltare i piani di convivenza per, almeno, un'altra stagione. E qui nasce il problema di perdere, a settembre, il tuo Amministratore Delegato. Sembrava chiaro che, ormai, l'uomo di Agnelli non fosse più Marotta ma il suo allievo Paratici. Il Direttore Sportivo oggi comanda tutto all'interno del club bianconero; ha dimostrato con fatti e gavetta di meritare la Juventus. Marotta, in questi anni di Juve, ha lavorato benissimo e ha vinto, ma non ha seminato per il futuro. Quando arrivi nei piani alti devi farti gli amici per quando poi torni tra i comuni mortali. Marotta ha avuto un po' troppo la puzza sotto il naso e sarebbe dovuto scendere prima dal piedistallo. Si è voluto infilare in questioni politiche che non gli appartengono ed evidentemente è andato oltre le sue competenze. Squadre B, mercato con chiusura anticipata e tante altre belle storie. Se sei il Direttore della Juventus devi pensare alla Juventus e non alle organizzazioni parallele. Questo è il difetto che possiamo riconoscere al Marotta juventino. Poi ci sono solo grandi pregi e grandi applausi. Ha indovinato quasi tutte le sue scelte, ha trovato le ceneri della Juventus e l'ha riportata nell'Olimpo del calcio mondiale. Cosa gli vuoi dire? Nulla. Anzi, c'è di più. Se Agnelli ha vinto la sua scommessa con il cugino John molto merito è proprio di Beppone. Non è un addio da Juventus, scrivevamo nel titolo. Sono strane le tempistiche e la velocità con la quale si sono detti addio. Un'intervista dopo Juventus-Napoli, senza dare tante spiegazioni. Ci sfugge il rapporto attuale Marotta-Paratici: un po' come padre e figlio, ma oggi il figlio cammina da solo, anzi corre e il papà ha perso il controllo sul ragazzo. Paratici si è fatto le ossa con la sua bravura ma, allo stesso tempo, ha rubato i trucchi del mestiere ad una vecchia volpe come Marotta. Si sono dati tanto a vicenda. Ora è giusto che le strade si separino. La Juve punta tutto su Paratici e la sua squadra capitanata da Cherubini. C'è Nedved ma lui è uomo ombra di Agnelli.
In tutto questo caos, forse, la Juventus ha già chiuso il campionato. Probabilmente non è mai partito. Va sotto, rimonta, vince, domina, non perde un punto... Che barba, che noia, che noia, che barba... Non ce n'è per nessuno. La Juventus vincerà ancora lo scudetto e il gap rispetto alle altre è aumentato. Non ci voleva un mago per dirlo, ma abbiamo avuto l'ennesima conferma. Si risveglia, invece, la Roma. Un derby vinto può essere la svolta della stagione. Vedremo se la squadra di Di Francesco è guarita, se aveva bisogno solo di tempo, oppure tornerà quella di Bologna. Abbiamo bisogno di altre due controprove prima di dare dei giudizi. Una cosa è certa: quest'anno si gioca solo per un posizionamento in Champions League. Più che Marotta, alla Juventus bisognerebbe togliere 4-5 titolari. E' una battuta. Se non fa ridere non ridete ma non prendetela male.
Corsa alla Presidenza Federale. Finalmente si vota. La data X si avvicina. Il Commissario Montalbano torna a fare il cinema e, forse, è la volta buona che diamo il calcio ai politici del pallone. Settimane fa avevamo esortato un patto Gravina-Sibilia. Bene, ci hanno ascoltati e finalmente le varie componenti si presenteranno con un unico nome e con massima compattezza alle urne. Gravina Presidente, Sibilia Vice Presidente e l'altro Vice Presidente sarà scelto dalla Lega serie A (difficile che sia un uomo di Lotito). Complimenti a Cosimo Sibilia, Presidente LND, che ha anteposto al suo interesse quello del calcio italiano. L'accordo siglato è perfetto per tutti e porta alla Presidenza della Figc l'unico dirigente uscito bene da questa folle estate italiana. Gravina è competente, professionista, manager e persona seria. Nome migliore non poteva uscire per la Presidenza di Via Allegri. Se Gravina lavorerà male saremo i primi a massacrarlo, mediaticamente, ma parte con ottime credenziali. Fare e non rinviare.
Da dove bisogna ripartire?
- Rivisitare da subito i format dei campionati: 18 in A, 20 in B, due gironi in C e fare una serie D élite e una serie D di seconda fascia come da progetto (sul tavolo) della LND.
- Rivedere il progetto squadre B. Così non serve a nulla se non a Marotta. Adesso non c'è più e possiamo abolire questo strazio.
- Riportare il mercato alla chiusura del 31 agosto e 31 gennaio. Da subito! Già da questa sessione invernale.
- Lavorare con Governo per abolizione o almeno rivisitazione della Legge Melandri
- Più agevolazioni per stadi e centri sportivi e più procedure semplici per andare allo stadio.
- Più spazio alle nazionali Giovanili italiane che stanno facendo molto bene ma che il mondo ignora. Eppure c'è un'Italia che funziona. Quella giovanile. Quella che non funziona è la Nazionale maggiore.
- Il calcio femminile è solo uno specchietto per far vedere che siamo interessati alle donne ma così non serve a nulla. Progetto politico e non tecnico. A chi serve?
- Lavorare con AIC per dare un futuro ai calciatori. A fine carriera sono semplici disoccupati con il conto pieno. Non sempre. Rivedere le regole degli Under perché così i giovani non si aiutano, si ammazzano. Hanno una scadenza e a 22-23 anni hanno già smesso di giocare se non sono da grandi palcoscenici.
- Ripristino delle comproprietà regolamentate
- Abolizione di obbligo della fideiussione per una compravendita tra club italiani. Fideiussione non prevista se i club italiani comprano da club esteri.
Buon lavoro Gravina, non vorremmo essere nei suoi panni. Sicuramente tiferemo per Lei.


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