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Marotta fra Icardi e Conte. Dopo il rinnovo l’attaccante sul mercato. Il caso Wanda, basta. Mourinho non torna all’Inter, va al Real. Conte dopo Natale si tratta. Milan, Leonardo vuole Kouame. Koulibaly, addio al Napoli

Marotta fra Icardi e Conte. Dopo il rinnovo l’attaccante sul mercato. Il caso Wanda, basta. Mourinho non torna all’Inter, va al Real. Conte dopo Natale si tratta. Milan, Leonardo vuole Kouame. Koulibaly, addio al NapoliTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 21 dicembre 2018 00:00Editoriale
di Enzo Bucchioni

Marotta ha trovato subito due belle situazioni con le quali confrontarsi e sulle quali lavorare, vale a dire il rinnovo di Icardi e il problema panchina.

Inutile raccontare del fastidio che c’è in società per le uscite di Wanda Nara, moglie e procuratore di Icardi. Il fastidio è anche e soprattutto della proprietà cinese che ama il basso profilo e non ha mai gradito la sovraesposizione mediatica della signora Icardi, compresa la partecipazione fissa a Tiki Taka. Figuriamoci Marotta uno che arriva da un pianeta, la Juventus, dove certe cose non solo non sarebbero mai successe, ma non possono neppure essere pensate o ipotizzate.

Come uscirne fuori? Marotta ha le idee chiare. Rinnovare il contratto di Icardi è una priorità, l’Inter lo vuole fare e lo farà. Ma il futuro resta incerto, al momento del rinnovo Marotta ha intenzione di chiedere delle condizioni, compreso un diverso atteggiamento mediatico della signora Wanda. L’Inter avrebbe una gran voglia di bloccare da subito questa sovraesposizione, ma visto che non lo può fare (Wanda non è un tesserato, ovvio) si cercherà un accordo in base al quale la signora Nara si impegnerà a non parlare pubblicamente di cose di Inter e dintorni se non in accordo con la società. Mi sembra una strada legittima e condivisibile. Se l’Inter vuole crescere, se si vuole strutturare a tutti i livelli come una grandissima società, al pari delle top d’Europa, certe situazioni molto naif sono inammissibili e inaccettabili. Credo che anche Icardi non avrà difficoltà a capire l’imbarazzo nel quale è finita la dirigenza interista dopo le dichiarazioni della moglie e quanto possa nuocere all’Inter, ma anche a se stesso. Ma si sta analizzando anche l’ipotesi B, vale a dire la cessione di Icardi dopo il rinnovo del contratto. Forse è più facile vendere Icardi, fare una grande plusvalenza e reinvestire che far cambiare idee e abitudini a Wanda Nara che sotto i riflettori c’è cresciuta e vuol continuare a restare. Il rinnovo di Icardi terrà banco per un po’, aspettiamocelo. Collegato al futuro dell’argentino c’è anche il futuro della panchina interista. Spalletti sa di essere con le spalle al muro, presto gli presenteranno il conto. E si sa anche che l’idea di prendere un allenatore vincente, più carismatico, sta crescendo nella testa dei dirigenti.

Il nuovo allenatore nerazzurro però non sarà Mourinho. So, come sa lui, che migliaia di tifosi interisti lo avrebbero ripreso a gloria, ma tutti sappiamo anche che calcisticamente sarebbe un gravissimo errore. Marotta è il primo a rendersene conto. Le operazioni nostalgia non funzionano. Sono passati otto anni, calcisticamente sono una vita. Mou è un allenatore mentale, ha fatto la sua fortuna con l’energia, la capacità aggregante, il carisma, l’essere istrione. Il mondo Mou oggi è molto meno intenso, tutto si è edulcorato. E certe magie sono irripetibili. Lo stesso Mou sa che non si deve tornare dove hai fatto il massimo, potresti fare soltanto peggio. E così Mou tornerà al Real dove, invece, ha lasciato molto di incompiuto. In Spagna trovò l’opposizione di diversi leader nello spogliatoio, a cominciare da Ronaldo. Non fu una storia esaltante come Mou avrebbe voluto. Ci torna per quello, per dimostrare e completare il lavoro, magari vincendo la Champions. Ora Ronaldo non c’è più, c’è una squadra da rifondare, potrà farsi prendere da Florentino Perez i giocatori che lui ritiene più vicini al suo calcio. C’è anche chi parla, in Spagna, di un arrivo immediato. Solari non fa impazzire, ma questo sembra più complicato. Comunque tifosi interisti pazzi di Mou scordatevelo, ma è meglio così.

Il discorso Conte è invece da tenere molto vivo. Come vi abbiamo già detto, Conte non prende squadre in corsa (salvo pressioni o eventi clamorosi) e l’ha già fatto sapere. Però l’idea di tornare in Italia per sfidare la Juve gli piace molto. L’uomo che ha riportato lo scudetto a Torino potrebbe essere lo stesso che glielo porta via dopo nove anni. Grandi storie e grandi stimoli. Il discorso sarà affrontato dopo le feste, per fare delle strategie l’Inter vuole sapere da Conte i piani di lavoro, i giocatori da mercato, gli intoccabili, quelli cedibili. A cominciare da Icardi. La lista di Marotta è già piena di nomi, da Chiesa a Barella, da Modric a Toni Kroos, che piace forse più del croato. E Icardi, guarda caso, al Real è sempre piaciuto. Ma Conte potrebbe chiedere anche Morata, ai margini nel Chelsea.

Panchina bollente pure al Milan. Gattuso piace per certe cose, molto meno per altre. Se non avesse dalla sua la squadra, probabilmente sarebbe già saltato. Ma non ci sono a portata di mano alternative possibili e credibili e allora si cerca di rimettere in moto una squadra in difficoltà. Come? Con il mercato. Paquetà è fatta, ma non basta. Leonardo sta mettendo in piedi un giro con il Genoa per avere subito Kouame. Preziosi chiede 40 milioni, ma resiste, vorrebbe rinviare tutto a giugno. Il Milan vorrebbe mettere sul piatto Bertolacci e Borini, a Prandelli piace anche il suo pupillo Montolivo, ma il centrocampista preferisce liberarsi a parametro a giugno. Sempre in piedi anche la trattativa per Fabregas.

Il Napoli, invece, a gennaio non dovrebbe fare grandi cose se non piazzare uno fra Rog e Diawara per farli giocare di più. A luglio invece partirà Koulibaly, le parole di Adl sono state chiare e vanno interpretare. Koulibaly è oggi uno dei tre migliori difensori al mondo, se non il migliore, si possono strappare anche 120 milioni e forse più con i quali rilanciare il Napoli. Storie già viste con Lavezzi, Cavani e Higuain, in piccolo con Jorginho l’estate scorsa, del resto uno come Adl che non mette denaro proprio, al momento giusto queste operazioni è obbligato a farle.

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