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Editoriale

Mazzarri, stai diventando indifendibile. Ausilio blocca Sinisa. Juve, cresci con Allegri e Conte pensi alla Nazionale. Pillole di B e Lega Pro...

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983 è Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb. Vive e lavora a Milano dal 2004. mcriscitiello@sportitalia.com Twitter: MCriscitiello
03.11.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 41119 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

La situazione dell'Inter è talmente delicata e di difficile lettura che saremmo solo dei presuntuosi se volessimo dettare la linea da seguire per superare la crisi. Andiamo per tappe, perché quello che più lascia perplessi dopo Parma non è tanto aver perso un'altra partita e neanche aver perso male contro l'ultima in classifica, ma la reazione di Mazzarri. Quando le telecamere di Sky inquadravano, in panchina, il tecnico dell'Inter era un pianto greco. Da uno come Walter ti aspetti urla e bestemmie in cinese per la squadra che non ti ascolta. Pensi, adesso si mette a fare un altro balletto con Frustalupi per dare indicazioni ai calciatori ed invece non batteva ciglio. Nessuna reazione dalla panchina come non c'è stata nessuna reazione della squadra. Ha dato un segnale di resa e, se volete, tutto questo è più preoccupante della sconfitta e della prestazione stessa. Mazzarri ha delle attenuanti: a) l'assenza di una società, nonostante il buon Ausilio da solo il Direttore non può far miracoli. Perché Thohir non c'è e Fassone non determina nulla. b) gli infortunii. c) i calciatori sono modesti e, se anche quei pochi di valore che hai in organico non fanno la differenza, come Handanovic e Palacio allora si fa davvero dura. Il tifoso dell'Inter ha il palato fine, perché l'abbonato a San Siro volente o nolente sono almeno 20 anni che vede passare grandi campioni con la maglia nerazzurra. Il tifoso interista non sarà un allenatore professionista ma inizia ad essere un intenditore e, quando vede giocare la squadra di Mazzarri, gli piange il cuore. Ora Walter deve reagire. Quello che non ha fatto a Parma e che non ha fatto nelle ultime settimane. E' allarmante che uno di carattere non si adiri e non appenda al muro i suoi calciatori. La sensazione è che Mazzarri non creda più nel suo gruppo. Intervenire oggi servirebbe a poco. La squadra non può far miracoli e, sulla piazza, non ci sono allenatori fenomeni. Ausilio, però, una cosa potrebbe farla. Piero si metta in macchina per Genova e chiuda un accordo in dieci minuti, per i prossimi due anni, con Sinisa Mihajlovic. Ha trasformato la Sampdoria, se l'è caricata sulle spalle e la sta rendendo grande con calciatori buoni ma, sicuramente, non superiori a quelli che oggi indossano la maglia dell'Inter. Sinisa è stato chiaro sia con Osti che con Ferrero: voglio vincere e fare bene quest'anno per poi spiccare il volo. Ha carattere e coraggio, quando ha lanciato alla squadra un segnale tangibile parlando da sempre di voler raggiungere la parte sinistra della classifica.
La Juventus perde colpi ma, per fortuna di Allegri, non corre nessuno. La Roma, unica avversaria temibile, in 3 giorni perde immediatamente il terreno recuperato il mercoledì prima. I giallorossi non hanno ancora la mentalità per reggere tutto il campionato e, anche se questa Juve non è imbattibile, non riescono a tenere il passo; bisogna superare la sindrome del braccino del tennista. Se la Roma fosse stata davvero da scudetto a Napoli avrebbe vinto; invece non ha retto e la Juve ad Empoli si è ripresa il trono. Allegri sta incontrando le stesse difficoltà che incontrava Conte in Europa e, in Italia, accusa dei colpi a vuoto che nel campionato post-Mondiale bisogna mettere in preventivo. Quello che forse ha fatto Conte, quando è fuggito al terzo giorno di ritiro. Chi fugge non può mai essere considerato né affidabile né attendibile. Che Conte sia bravo lo dimostra il campo, è un martello ma dalla scorsa estate farà fatica a conquistare la fiducia di tutti gli italiani. Quando prepara il prossimo Europeo, Conte deve considerare che dovrà migliorare l'ultimo risultato europeo azzurro. Prandelli ci lasciò in finale, il paragonale con il Mondiale, eventualmente, andrebbe fatto tra 4 anni non tra 2 con la competizione francese. Conte deve pensare meno alla Juventus e agli juventini, consiglio amicale, e di più a dare equilibrio ad una Nazionale che avrebbe bisogno del suo CT anche fuori dal campo. Tavecchio ha, come Conte, due anni a disposizione per dare una sterzata al nostro calcio. I presupposti, per Carletto, sono poco confortanti. E' arrivato e si è presentato con una frase razzista, è finito sotto inchiesta, ha perso gran parte del budget del Coni e non riesce a trovare mezza medicina che guarisca anche un solo male del nostro sistema. In politica ci lamentiamo di Renzi. Ok, ma solo chi non fa non sbaglia. Se Tavecchio sta adottando questa politica finiremo, tra due anni, nell'anonimato più assoluto. Il tempo stringe e gli anni passano; Tavecchio dovrebbe saperlo. Macalli, in Lega Pro, nonostante l'età e le complessità negli anni ha fatto numerose riforme che hanno portato la serie C ad essere il primo campionato ad aver rivoluzionato il numero di squadre e i gironi e ad aver inventato i play off e play out, poi copiati anche da categorie superiori. A proposito: la pillola settimanale di serie B e Lega Pro. Il Crotone ha sbagliato tutto il mercato estivo e, dopo un'annata, come quella scorsa da una Proprietà seria come quella dei Vrenna ci si aspettava di più. Oggi il Crotone sembra confuso e senza idee. Il Bari sembrava rinato ma è morto nuovamente; Mangia ha le sue responsabilità ma Paparesta dovrebbe intervenire da proprietario leader per cercare di invertire la rotta. Complimenti alla Pro Vercelli, non per il campo ma per quello che fa fuori dal campo: pagamenti puntuali e società seria. Ad avercene. Male la Ternana, occhio Attilio ti stanno preparando il "piattino". Chiamami che ti spiego a che gioco stanno giocando. Il Cittadella non merita commenti, tanto la squadra si vedrà in primavera (come sempre). A Marchetti non serve né il mercato estivo né quello invernale, lui in Primavera fiorisce come le fresie. Bravo, bravissimo il mio amico Rastelli ad Avellino come Stellone a Frosinone. Il Latina preoccupa seriamente. Non c'è mezza idea di gioco. In Lega Pro frena il Bassano ma Asta ha tutto per arrivare fino in fondo. Grande Proprietà e squadra completa, un po' meno in difesa. Il primato può essere consolidato nel tempo. Macalli dovrebbe intervenire a Monza e fare chiarezza per evitare di falsare il campionato e i conti correnti dei tesserati in Brianza. Ulizio dovrebbe dimettersi e salvare, almeno, un pizzico di orgoglio rimasto. Anche perché da Monza a Busto il passo è breve... Nel girone C sembra l'anno giusto per il Benevento e, se vogliamo dirla tutta, Vigorito merita la serie B. Per convinzione, investimenti e determinazione. Di Somma e Brini sono complementari, ognuno fa il proprio mestiere e insieme possono far diventare grande il Benevento. A questa proprietà, che in passato ha sbagliato molto se non tutto, starebbe stretta anche la serie B.
Buona settimana.


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