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La Giovane Italia
Editoriale

Mercato 2018 finito: Promossi & Bocciati

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
20.08.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 25848 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Mercato finito. Poche parole e molti fatti. Alcuni colpi rimasti in canna, altri esplosi clamorosamente durante questa estate bellissima. La differenza l'hanno fatta le grandi. Unica delusione gli affari mancati all'ultimo giorno dove si poteva fare qualcosa di più. Ecco promossi e bocciati di una sessione più intensa che lunga.

PROMOSSI

FABIO PARATICI
Questa sessione l'ha consacrato, di fatto, il miglior Direttore Sportivo italiano. Alla Juventus, nel cuore di Agnelli, scavalca anche il suo maestro Beppe Marotta, quest'ultimo sempre più politico che direttore sportivo. Paratici vede i giocatori, fa le trattative e decide le strategie. Giovane ed italiano. Ormai ha in mano il potere e lo sta gestendo bene. La consacrazione gli è stata data il giorno della presentazione di Cristiano Ronaldo. Parla poco o nulla ma lavora tantissimo. La moglie per avere notizie del marito, in estate, deve accendere la televisione per capire se ha cenato e se torna a casa questa notte. Dietro le operazioni del Milan c'era lui. Deus ex machina della strategia Bonucci-Caldara-Higuain.

CLAUDIO MARCHISIO
E' arrivato bambino, se ne è andato signore. Ha fatto la scelta più giusta perché è inutile restare in un posto se non sei più considerato. Anche se quel posto è casa tua. Su Marchisio, Marotta ha sbagliato, perché l'ultimo giorno di mercato il Principino avrebbe meritato due parole ufficiali. Claudio si conferma ragazzo con sani principi e da calciatore può sparare ancora qualche cartuccia. Consiglio: resta in Italia. Andare all'Estero sarebbe confermare che, ormai, la benzina è finita. Resterà nel cuore dei tifosi bianconeri perché si può essere anche leader stando in silenzio per una vita.

PIERO AUSILIO
Il miglior mercato da quando è alla guida della prima squadra dell'Inter. Ovviamente, poi, dovrà essere il campo ad emettere i giudizi più importanti ma parlare prima è per pochi, parlare dopo è per tutti e sarebbe troppo facile. Non ha speso tanto, anzi, ha acquistato ottimi calciatori a parametro zero e ha chiuso colpi importanti senza svenarsi. Ha tentato il colpaccio ma non c'è riuscito. Questa squadra è avanti a Napoli, Milan e Roma. Dietro ancora alla Juve. Tocca a Spalletti, adesso, far girare la giostra come deve. I gettoni li ha.

SASSUOLO CALCIO
Mercato di un'intelligenza sottile che va spiegato. La coppia Rossi-De Zerbi ha funzionato alla grande, sotto la regia di Carnevali. Il Sassuolo ha fatto cassa pesante con le cessioni e ha speso il giusto, senza spandere, su calciatori mirati che in Italia pochi conoscevano. Qualche scommessa e qualche rilancio. Un club come Sassuolo deve operare così. Potrà togliersi delle grandi soddisfazioni. De Zerbi è uno degli allenatori più innovativi del nostro calcio. Un malato che vede 300 partite a settimane e conosce anche i calciatori di serie D. Alla lunga chi studia vince. Va lasciato lavorare in pace. I risultati si vedranno. Unico dubbio il doppio regista: se giocherà con i due registi, Sensi e Magnanelli, rischierà di perdere sostanza e palloni in mezzo al campo. Ottima gestione di Berardi nel pre campionato.

ORESTE VIGORITO
Il Presidente del Benevento costruisce sempre grandi squadre ma, questa volta, si è superato. Bucchi sente questo gruppo suo e il potenziale che gli ha messo a disposizione il Presidente è di notevole importanza. Squadra coperta in ogni ruolo e organico completo. Insieme al Verona ha costruito una corazzata. Subito dietro Perugia e Salernitana. Obiettivo serie A. Questa volta per restarci.

BOCCIATI

MINO RAIOLA
Sono mesi che ci fa un pippone con Donnarumma. Fa la guerra a Mirabelli, la perde poi la vince perché Mirabelli salta e, in un'intera estate, non porta uno straccio di proposta per il portiere del Milan. Propone Kean, fa confusione e non risolve il problema, lascia Balotelli con il cerino in mano... C'era una volta il Re del mercato che sistemava tutto e tutti. Da valore aggiunto è diventato un guaio per i suoi assistiti. Ha fatto troppo il personaggio e ha pensato più ai suoi conti correnti che alle carriere dei suoi ragazzi. Il risultato è stato quello di questa sessione estiva di mercato. Non ne indovina mezza e, ormai, inizia a perde colpi. Mino, Mino...

RICCARDO MONTOLIVO
Nella vita i soldi sono, quasi, tutto ma la dignità viene prima di ogni cosa. Leggere sopra il giudizio su Marchisio e cambiare anche le virgole per Montolivo. Lo scorso anno gli hanno tolto la fascia, quest'anno il posto e quasi l'armadietto a Milanello. Va bene che guadagni 3,5 milioni di euro a stagione. Va bene che il contratto non te lo sei fatto da solo (ma neanche chi c'è ora al Milan) ma se non rientri più nei piani di società e staff tecnico tanto vale trattare sulla buonuscita e salutare tutti. Nello spogliatoio è l'unico corpo estraneo. Ha deciso di smettere in anticipo. Non è mai stato un fenomeno ma, sicuramente, avrebbe dovuto togliere il disturbo in questa sessione di mercato.

AURELIO DE LAURENTIIS
Se vuoi competere per lo scudetto, se vuoi migliorare la posizione dell'anno precedente e se vuoi far sognare i tifosi oltre i bilanci devi rinforzare la squadra e adeguarti anche in base agli avversari. Il rapporto tra De Laurentiis e i napoletani è ormai ai titoli di coda. Lo scorso gennaio, con lo scudetto alla portata, non ha investito quando c'era da investire. Quest'anno si presenta con il jolly Ancelotti ma non prende rinforzi di prima fascia. La vittoria di Roma fa ben sperare ma il campionato è lungo e per puntare al titolo, forse, siamo più lontani di tre mesi fa. Napoli da prime 4 posizioni, non da primato. Peccato perché bastava poco per restare in scia della Juve, come lo scorso anno. Adesso, almeno sulla carta, il gap è aumentato nuovamente. Il risparmio non è mai guadagno.

GIAN PIERO GASPERINI
Grande allenatore, pessimo comunicatore. Anche sotto il punto di vista gestionale lascia molto a desiderare nel rapporto con i calciatori. Le dichiarazioni contro la società erano di fatto contro Sartori, con il quale non si parla da due anni. Un allenatore non può dire pubblicamente che il mercato fatto dal Direttore non è stato idoneo e soddisfacente. Una società forte, come dovrebbe essere quella dei Percassi, lo avrebbe multato. Dovrebbe fare solo l'allenatore, cosa che gli riesce benissimo, ma non dovrebbe intromettersi in campi di competenza altrui. E' come se Sartori domani gli dicesse la formazione da schierare in campo. Certe cose devono restare in società o nello spogliatoio. Gasperini ha cannato tutto. Chieda scusa.

... Chi ha deciso date e orari del Mercato
Vogliamo imitare gli spagnoli con le squadre B, facciamo un progetto e nasce morto prima di vedere la luce. Vogliamo imitare gli inglesi con la chiusura anticipata del mercato ma ci dimentichiamo che in Inghilterra conoscono il calendario della prossima stagione non appena finisce quella in corso. Noi siamo italiani: abbiamo il TFN, il Tar e il collegio di Garanzia del Coni. Abbiamo una data per i calendari e la cambiamo 3 volte, abbiamo una data per i campionati e non sappiamo se è quella giusta. Abbiamo un format e non sappiamo se il numero di squadre è quello finale. Facciamo una cosa. Nel bene e nel male restiamo italiani e non copiamo più nulla. Anche perché ci vuole una certa competenza e abilità anche nel copiare.


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Pronti per gennaio: il Milan più attivo ecco i primi nomi. E poi attenzione: parametri zero pazzeschi! 15.11 - Il mercato si avvicina alla velocità della luce. Sarà più corto del previsto, visto che chiuderà il 18 gennaio, ma non per questo sarà meno intenso. Se dovessimo sbilanciarci potremmo dire che per il Milan potrebbe essere una sessione di primo livello. Nel senso che a gennaio Elliot,...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Allegri cosa dici?! Hai cambiato idea rispetto a quando eri al Milan, e proprio prima di una partita con la Juve… Ibrahimovic in rossonero è possibile: ecco a che punto è la trattativa. Juventus su De Gea e James? C’è questo retroscena 14.11 - Massimilano Allegri è già l’allenatore che ha vinto più Panchine d’Oro nella storia, 4. Anche se ovviamente i suoi obiettivi sono altri. Il primo e ovvio è vincere la Champions (Allegri è anche il primo allenatore italiano a perdere entrambe le prime due finali di Champions a cui...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

C’è solo una cosa bella della Sosta per la Nazionale. No, non è vero, non c’è. Tra l’altro sarà la 2323esima quest’anno. Si sono moltiplicate. O forse è solo un’impressione. 13.11 - Juve: la panchina d’oro, i cervelli di ghisa. Inter: le scelte di Spalletti (e un segreto…). Milan: il (troppo) rigore di Higuain. Arbitri: l’esempio di IrraQuando c’è la Sosta per la Nazionale a nessuno frega nulla di qualunque cosa, si fa finta di appassionarsi a temi come “Balotelli...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Milan, no a Ibra. Napoli, un salto nel fango. Spal, l'unica società che ha sfruttato il triplo salto. Liverani, oro di Lecce. Gravina, ecco il primo colpo: Brunelli dalla Lega 12.11 - Arriva la sosta, nel momento meno opportuno, e come sempre si tornerà a parlare di calciomercato. La Juventus cerca un centrocampista, l'Inter in teoria è a posto così, la Roma necessita di almeno due tasselli, mentre il Napoli potrebbe aver bisogno di un vice Milik che, a gennaio,...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

En plein probabile, chi l'avrebbe mai detto: la Serie A è di nuovo la casa dei grandi difensori. De Laurentiis aveva ragione: Ancelotti vale un top player. Calo Juventus? Non c'è da fidarsi 11.11 - Kalidou Koulibaly, Milan Skriniar e Kostas Manolas. Poi la difesa della Juventus che può andare ad Harvard per dare lezioni sulla fase difensiva. Sono loro il miglior spot di una Serie A che quest'anno in Champions ha buone possibilità di portare tutte le squadre almeno agli ottavi...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

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