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Editoriale

Merdeka e le Cayman, passi - Huarong e le Vergini, alt! Romagnoli out e Caldara in - Rincon: maquillage perfetto

07.01.2017 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 16101 volte

Dalle altre parti sono diventati bravi. Quando, qualche mese fa, il Corriere della Sera scoprì che le azioni Inter di Thohir erano in pegno alla finanziaria Merdeka, senza centralino telefonico e senza uffici, una sorta di società virtuale online alle Isole Cayman, tutto venne tacitato in due giorni. Tutto rientrato, senza congetture, senza retropensieri. Le Isole Cayman sono state trasformate in men che non si dica in un paradiso. Lo stesso dicasi per le ultime decisioni del governo cinese riguardanti le spese folli nel calcio. I 30 milioni per Gabigol e simili non centrano nulla in tutto questo, anzi a pensarci bene Suning in fondo non è nemmeno cinese. Gli unici problemi in questo caso li avrà, naturalmente, il Milan, siamo nella normalità più assoluta. Da questa parte, invece, la presenza di Huarong, 348esima compagnia al mondo (Suning è 980esima...) fra i gruppi della cordata Sino Europe destinata ad acquisire il Milan, è stata oscurata dalle Isole Vergini. Basta cambiare il nome alle isole, trasbordare da George Town a Saint Thomas, e le verginelle, dopo aver creato alle Cayman il paradiso, trasformano con una bacchetta magica l'arcipelago caraibico delle Vergini in un inferno fiscale nel quale provare a cuocere a fuoco lento Silvio Berlusconi, il suo Milan e soprattutto il suo futuro. Perfino uno degli avvocati che hanno curato l'operazione Suning-Inter sale in cattedra, naturalmente dall'alto della sua imparzialità, sulla opacità, è diventata la nuova parola d'ordine trita e ritrita di bocca in bocca, dell'intera operazione della cessione del Milan. Opacità che è stata riprodotta dal vitro dei media e che viene gentilmente servita al banco come gomma da masticare per ragionamenti che vorrebbero anche, in cuor loro magari, essere super partes. Non siamo vittime e non siamo affette da vittimismo mediatico. Ma sappiamo perfettamente che tutto è mediatico in questo Paese, dove si passa da un giorno all'altro dai 100 milioni su cui deve indagare la Procura ad una love story a cielo aperto. Al tirar delle somme, Merdeka e prestiti al Club a tassi molto alti, Kia e Gabigol, vanno bene, tutto liscio e tutto cristallino. Nessuno sposta gli occupanti del primo banco, quelli che vengono coccolati dalla maestra alla minima occasione. Dall'altra parte, Huarong e 200 milioni cash versati, buon senso, giovani, italiani e mercati condotti in perfetto stile Fair Play Finanziario (vi ricorda qualcosa?) anche a costo di non andare incontro ai legittimi sogni dei tifosi, restano in castigo. Dietro la lavagna della diffidenza e della perplessità.

Non sono dalle altre parti sono diventati bravi. Ma anche dalle altre parti ancora, ma lì forse lo sono sempre stati. Un anno e mezzo fa l'acquisto di Romagnoli, da parte del Milan, a 25 milioni di euro, era stato dileggiato e compatito: ma come si fa a strapagare così tanto una riserva della Roma, ma sono in stato confusionale?! Un anno e mezzo dopo un paio di giovani bergamaschi con la metà delle presenze in Serie A di Romagnoli, vengono pagati anche di più. Ma, in questo caso, sono colpi di mercato. Come noto i colpi di sole si prendono solo a Forte dei Marmi...Fa niente se oggi Romagnoli è titolare della Nazionale, gli abbassano i voti quando gioca, e accade spesso, da 7,5. Fa niente, assolutamente. Del resto avevano anche cercato di far passare che l'offerta estiva di 40 milioni da parte del Chelsea non era vera. Ma sul Milan, nota terra di nessuno, si può. Si prova anche, con una spregiudicatezza perfettamente organica al contesto, per amicizia naturalmente, un nobile sentimento in fondo, ad oscurare la crescita costante nel tempo di Giacomo Bonaventura. Il problema nasce invece quando sono le altre parti, quelle di quelli bravi, ad entrare in conflitto fra loro, allora sì che ci si diverte. Caldara e Gagliardini vengono pagati uguale. Ma da una delle de parti viene sferrato l'attacco, Gagliardini viene pagato più di Neymar e Pogba. E dall'altra parte che a quel punto, rispondono legittimamente: ma anche Caldara è stato pagato più di Neymar e Pogba. In attesa che venga chiarito e superato il busillis, non è male nemmeno il caso Rincon. E' diventato El General, una sorta di Profeta del calcio destinato a cambiare la Juventus fin dal primo passo del suo arrivo alla clinica Fornaca. E i tifosi ne risentono, ci credono. Proprio nei giorni scorsi, in una trasmissione tv, una mail di un sostenitore bianconero ci arrivava, eccome se ci arrivava, a sostenere che Rincon può far meglio anche di Vidal. Con tutto il rispetto di Rincon, che è un ottimo giocatore, stiamo pur sempre parlando di un giocatore che se l'avessero preso quelli cattivi, ci sarebbe stata la stessa sollevazione vista per Kucka. E i colleghi di Calcio e Finanza (è solo una battuta, massimo rispetto e massimo apprezzamento, sia ben chiaro) non avrebbero avuto tempo di reperire il documento delle Isole Vergini, perchè sarebbero stati impegnatissimi pancia a terra e ricostruire l'albero genealogico di Preziosi e Galliani. Non è sangue amaro, è semplice disincanto. Vediamo tutto e osserviamo tutto. E proviamo a raccontarlo, con un sorriso appena accennato ma tutto sommato divertito. Perchè è davvero tutto molto divertente.

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