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La Giovane Italia
Editoriale

Milan, Andre "Salva" il sogno Champions. Un record dopo 5 anni. Juve d'acciaio, dentro e fuori. Che caos in basso: Sassuolo, Chievo e Cagliari le delusioni. Rivoluzione in C: Gravina blocca i ripescaggi e prepara la sorpresa

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
12.03.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 28236 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

E' lo sport più bello proprio perché riesce a regalare emozioni o delusioni così grandi. Da poco è finita Genoa-Milan. Una partita che, alla vigilia, non si poteva neanche giocare. Invece campo perfetto e partita con finale a sorpresa. Non avrebbe meritato il Milan di vincere. Il pareggio sarebbe stato giusto. E, invece, Gattuso inizia a scrivere qualche paginetta di storia. Nulla di che, certo, ma almeno i paragoni con il passato iniziano ad avere un conforto numerico. Era da 5 anni esatti che il Milan non vinceva 4 partite consecutive senza subire gol. A Genova il colpo di testa di Andre Silva salva il sogno di partecipare alla prossima Champions. Segna l'uomo più discusso del mercato di Mirabelli. In Italia vogliamo tutto e subito. Anche io. Ma nel calcio non è così. Il calcio è un'azienda atipica dove un pallone, dentro o fuori, può cambiare le sorti aziendali o può rimandare i programmi dei dirigenti. Andrè Silva non sarà un campione ma non sarà neanche l'imbranato che tutti hanno dipinto. In Europa si è fatto valere e, in Italia, dovrà studiare ancora un bel po'. Sta di fatto che ha segnato un gol di testa da attaccante vero e pesantissimo, in un momento della stagione così delicato. Il Milan ha la faccia di Gattuso. Quello che non molla mai, quello che lotta e non si abbatte. Rino, dopo il gol, ha dato il 5 al quarto uomo Abbattista ma non è proprio il massimo, infatti, gliel'ha fatto notare il fischietto senza fischietto e poi gli ha stretto la mano. Gattuso è così. Poco a che vedere con un calcio finto in un mondo di finti. Come se dare il 5 al quarto uomo significasse corromperlo. Perché Rino ha cambiato il Milan? E come? Semplice. Al Milan servivano lavoro e normalità. Gattuso ha portato tutto questo, oltre, ad una organizzazione tattica importante. Oggi ognuno sa cosa deve fare nel Milan. A volte lo fa meglio, altre peggio. Ma tutti sanno come muoversi. Con Roma e Lazio il miglior Milan, con il Genoa cinico e fortunato, con l'Arsenal pauroso e impacciato. Certamente l'esame di inglese non è andato bene e, forse, bisognerà ripresentarsi a settembre con tanto di compiti da fare durante l'estate. Ha pareggiato la Lazio, perso la Sampdoria. Il Milan difficilmente arriverà tra le prime 4 ma già solo parlarne a marzo, per come si era messa, è una vittoria.
La Juventus è, invece, lanciatissima. In Champions non ha fatto un figurone ma passare il turno, giocando 20 minuti su 180, ti fa capire la reale forza di questa squadra. Allegri ha il campionato in pugno, ha i favori del pronostico nella finale di Coppa Italia con il Milan e servirà un miracolo per centrare il triplete. Sarà dura ma se il Milan sogna di entrare tra le prime 4, se il Napoli sogna lo scudetto è giusto che la Juve sogni il triplete. Beh, non mi fate aggiungere che il Benevento sogna la salvezza perché mi sembrerebbe eccessivo. Per come si è messa la classifica. I bianconeri hanno tutto per arrivare fino in fondo e se manca lo spettacolo poco importa. Ci sarà un circo a Torino per andare avanti trapezisti e animali. Qui conta solo vincere. E Allegri questo particolare l'ha capito da quando allenava il Sassuolo in serie C.
Non ho nominato a caso il Sassuolo. La bassa classifica ci sta entusiasmando più della corsa scudetto. Tranne il Benevento, le ultime vittorie di Verona, Crotone e Spal (non ieri ma nelle settimane precedenti) hanno creato un caos assurdo. il Sassuolo corre quanto me quando gioco a calcetto con gli amici: zero! Il Cagliari non è cinico ed è pure sfortunato. Il Chievo rischia seriamente, dopo assurde sessioni di mercato portate avanti da Romairone che, come Direttore, aveva puntato al massimo a risicate salvezze in serie B e, invece, grazie a Giuntoli prende anche lo stipendio in serie A. Sì, perché la vera notizia è che Campedelli paga Romairone e non viceversa. Cambiare allenatore non è servito. Brava la Spal a dare, giustamente, fiducia a Semplici. Il Sassuolo ha confermato che i danni erano stati fatti dal Direttore e il Cagliari con Lopez non ha cambiato marcia. Bene, facciamo delle riflessioni. Cari Presidenti, più che cambiare gli allenatori durante l'anno, iniziate ad esonerare coloro che vi fanno buttare i soldi: i Direttori Sportivi. Il Chievo ha messo in crisi Maran con il non lavoro di Romairone, il Sassuolo ha fatto pagare a Bucchi evidenti colpe di Angelozzi che voleva andare avanti con l'ossatura di Di Francesco senza Di Francesco in panchina. Il Cagliari paga l'addio di Capozucca e questi sono i risultati. Staremo a vedere ma, ora come ora, tutto può ancora succedere.
In chiusura uno sguardo al futuro. Chi lotta per non retrocedere dalla C alla D pensa: vabbè tanto anche se scendo con tutte quelle che falliranno sarò ripescato. Quelle che in D non arriveranno prime, pensano: vado a fare i play off e poi chiedo il ripescaggio. In D, invece, siamo all'assurdità: si lotta per fare i play off ma anche se li vinci stai bello e beato a casa tua. Come tutti gli anni, perché poi devi mettere 350.000 a fondo perduto, oltre l'scrizione per partecipare al campionato di serie C. Quest'anno, forse, neanche quello. Perché, stando alle indiscrezioni, Gravina ha deciso di bloccare i ripescaggi ma vorrebbe comunque tornare a 60. Come farà? Sinceramente non lo sappiamo ma un uccellino ci ha raccontato che i ripescaggi non ci saranno e, in C, saranno ammesse 7 squadre B con licenze di serie A. Ovvero 7 club di A potranno fare le seconde squadre per partecipare alla Lega Pro. Già dal prossimo anno? Nella testa di Gravina sì. Rivoluzione immediata e più spazio alle società facoltose per evitare casi come Vicenza, Modena ed Arezzo. Gravina ha idee, anche belle. Deve, però, passare ai fatti altrimenti anche lui sarà etichettato come quello delle parole al vento. La C ha bisogno di riforme e di equilibrio economico. In basso, invece, c'è bisogno di una ristrutturazione dei campionati di serie D per evitare che i campionati siano già finiti a febbraio per 15 squadre su 18. In tutto ciò non abbiamo un Presidente Federale. E non lo avremo per i prossimi 18 mesi. Stavo cercando l'emoticon delle lacrime. Non capisco. La parte testuale di Tuttomercatoweb non le prevede. Ci attrezzeremo per restare in questa valle di lacrime.


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