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Editoriale

Milan, ecco i piani di Fassone e dei cinesi. Subito grandi, non solo Musacchio, Kessie e Rodriguez. Kalinic si può. Inter, Sabatini-Ausilio decidono su Spalletti

19.05.2017 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 36219 volte
Milan, ecco i piani di Fassone e dei cinesi. Subito grandi, non solo Musacchio, Kessie e Rodriguez. Kalinic si può. Inter, Sabatini-Ausilio decidono su Spalletti

Chissà dove saranno adesso quelli che vagavano per la Cina suonando ai campanelli con scritto mister Li per poi annunciare in Italia: non risponde nessuno, non esiste. Pensando che la Cina sia come Abbiategrasso.

Chissà dove saranno le vedove di Galliani, delle cravatte gialle e dei parametri zero…

Il nuovo Milan è nato, esiste. Mister Li Yonghong non sarà Bill Gates, ma è un manager con un patrimonio personale non da poco (500 milioni) e una solida esperienza. Forse in questo affare si è allargato un po’, ma ha tempo per rimediare. Intanto ha presentato un curriculum all’assemblea alla faccia di quelli che per anni si sono fatti chiamare dottore senza laurea

Ma quello che più conta sono le idee, al punto che la relazione di Fassone ha messo d’accordo anche la minoranza rossonera di solito rumorosa.

Il passivo c’è (75 milioni), ma i conti saranno risistemati e la squadra costruita per tornare subito grande. Del resto questa è una strada obbligata. Se mister Li vuol rivendere quote e attrarre investitori sul Milan, deve immediatamente valorizzare società e squadre riportandola ai vertici.

Montella resta, ora è ufficiale. Dal mercato sono già arrivati Kessie strappato alla Roma (gran colpo) e Musacchio, tanto per dare una ritoccata a centrocampo e difesa. Ricardo Rodriguez è vicino e la corte a Kalinic è partita. C’è la forte volontà di rinnovare il contratto di Donnarumma con una cifra equa per l’età del ragazzo (4 milioni) e clausola rescissoria oltre i cento milioni da valutare con Raiola. Fassone è ottimista. Della squadra base di oggi resteranno Bonaventura, Suso, Romagnoli, Abate e pochi altri. Locatelli forse andrà in prestito a maturare. Di sicuro lasceranno De Sciglio (Juve?) e Bacca. Su Deloufeu sono nati dei dubbi. Sarà mica un giocatore da dieci partite l’anno?

A occhio, i cinesi dell’Inter sono più indietro. L’anno è stato devastante, spero abbiano capito di organizzare prima la società e poi fare il resto. Le spaccature nello spogliatoio hanno dilaniato ambizioni e obiettivi e tutti a guardare. Se Sabatini e Ausilio riusciranno a trovare un modus operando funzionale il passo avanti sarà evidente. Intanto c’è da scegliere l’allenatore. Oggi Sabatini dovrebbe materializzarsi a Milano per un vertice. Ha senso inseguire ancora Conte e pensare a Sarri che resta di sicuro a Napoli? La mia risposta è no e forse l’hanno capito. Ma dopo i rifiuti di Simeone e Pochettino, i desideri sono rimasti pochi. Luis Enrique pensa davvero all’anno sabbatico, non si convince. O c’è un’intuizione forte o resta in ballo Spalletti che però non convince caratterialmente. Lo Spalletti romano ha dato un’impressione di non giusto equilibrio nella gestione del fuoricampo che alla fine ha inciso sul campo. E’ anche vero che a Milano non c’è Totti, ma nello spogliatoio dell’Inter potrebbe scoprirne di nuovi, magari meno bravi calcisticamente, ma caratterialmente più difficili da gestire senza una società dura.

Intanto, però, la vera bomba arriva da Parigi. Di Maria è nel mirino anche della Juventus, ma Ausilio ha fatto grandi passi avanti. Il Psg vuole 60 milioni, la controfferta è stata Perisic. Per ora non basta, ma la pista è buona. La cosa più complicata, al momento, sembra quella di convincere il giocatore che vuole giocare la Champions, ma l’unica cosa che non manca a Suning sono i soldi

Il problema dell’allenatore ce l’ha anche la Roma e mi sembra normale che Monchi guardi a chi conosce meglio. Paulo Sousa è molto più di un’idea. Il contatto c’è stato. Ma nella testa di Monchi il grande colpo sarebbe strappare Valverde all’Athletic Bilbao. L’allenatore spagnolo piace anche al Barcellona, una concorrenza complicata. Forse il Psg riprova un altro anno con Emery e anche questa pista è in stand-by.

Passo a Napoli e ribadisco ancora una volta che è inutile andare a scavare su tutte le frasi di Sarri e De Laurentiis per metterli contro. Sono già contro. Punto. Troppo diversi per amarsi, ma Sarri e la squadra hanno fatto un patto che va oltre il presidente. Oltre tutto. Hanno deciso di rimanere in blocco per continuare nella costruzione di questa grandissima, divertente macchina da calcio e provare l’anno prossimo (terza stagione assieme) a vincere qualcosa. Dopo Insigne anche Mertens ha detto ok. Nuovo contratto fino al 2020, 4 milioni l’anno e clausola da trenta milioni. Ora sotto con il rinnovo di Ghoulam. Sul mercato innesti in difesa e a centrocampo con giocatori carismatici, se di esperienza meglio.


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