VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Serie A 2017/18: chi vincerà la classifica cannonieri?
  Edin Dzeko
  Ciro Immobile
  Paulo Dybala
  Dries Mertens
  Mauro Icardi
  Cyril Thereau
  Fabio Quagliarella
  Andrea Belotti
  José Callejon
  Luis Alberto
  Adem Ljajic
  Alejandro Gomez
  Lorenzo Insigne
  André Silva
  Nikola Kalinic
  Duvan Zapata
  Leonardo Pavoletti
  Gonzalo Higuain
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Milan: il gioco del silenzio e i catastrofici "per forza". Inter, attenzione: accade qualcosa di "marziano". Juve: Higuain, guardati alle spalle. Napoli: niente panico (la mossa di Aurelio)

26.09.2017 07:13 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 39529 volte
© foto di Alessio Alaimo

("Ricordati di salvare sempre!", diceva un mio grande maestro).

Stavo scrivendo tutta una puttanata sul Grande Fratello Vip.

("Salva! Salva sempre che poi ti incazzi!").

Era una roba tutta elaborata sul Grande Fratello Vip che forse avrebbe cambiato le sorti dell'umanità. Forse.

("Non devi imparare a scrivere bene! Devi imparare a salvare!").

Ci stavo mettendo dell'impegno, ero molto motivato. Davvero.

("Un giorno ti ricorderai di questo grande insegnamento e penserai "Quanto sono coglione". Succederà").

È successo. Stavo facendo la lavatrice, ho acceso il tostapane, è saltato tutto e addio al pezzo.

("Te l'avevo detto di salvare! E poi lo sanno tutti che lavatrice+tostapane è un mix mortale!").

Ora, cosa fare? Riscrivere tutto? Non c'è tempo. Procedo infine col barzellettone che è da sempre un salvavita.

Dal logopedista.
Professoressa procace: "Allora ragazzi, siete stati bravissimi. Voglio premiare il piu bravo di voi con una notte di sesso sfrenato. Carlo, dimmi: da quale città vieni?".

Carlo: "Pe-pe-pe Perugia!".

Professoressa procace: "Male Carlo, male. E tu Franco?".

Franco: "Mo-Mo-Mo Modena!".

Professoressa procace: "Male Franco! E tu Marcello?".

Marcello: "Ascoli".

Professoressa procace: "Bravo Marcello! Stasera ti aspetto da me".

Marcello come da accordi va dalla prof e i due si divertono tutta la notte.

"Tutum tutum tutum".
"Tutum tutum tutum".
"Tutum tutum tutum".
"Tutum tutum tutum".

Professoressa procace: "Ahhhh Marcello, che meraviglia. Ti sei divertito?".

Marcello: "Pi-pi-pi Piceno!".

Giuro che consegno il tesserino.

QUI INTER
Giochiamo al “Marziano”. Il “Marziano” precipita sulla terra: 1) Inter culona! 2) Che squadra orrenda! 3) Non c’è gioco, non c’è mordente, non c’è niente! 4) Fischi a Candreva, quello vecchio e bollito. 5) Fischi a Dalbert, quello nuovo e impedito. 6) Premio della critica già incassato (nel senso degli insulti). 7) Non durerà! 8) Bisognava comprare il top-player! Suning barbone! 9) Icardi è un mezzo giocatore». 10) Finirà come ai tempi di Mancini.
Il Marziano è una persona seria e si informa: Inter terza in classifica con cinque vittorie, un pareggio, nessuna sconfitta e miglior difesa della serie A. Il Marziano torna a casa dalla moglie: “Oh Marisa, i terrestri sono fuori di melone...”. E la Marisa: “Ma poi Mancini non era arrivato quarto?”.
Ecco, questa troiata serve a semplificare un discorso che potrebbe portare via tempo e spazio e non ci porterebbe a nulla, perché tanto i giudizi cambiano di settimana in settimana.
Dopo il pari di Bologna si diceva “la solita squadra da mezza classifica”, ora si dice “un’Inter fortunata ma a due punti dalla vetta”.. La verità è che l’Inter non è a due punti dalla vetta, semmai ne ha quattro sul quinto posto (ma la Roma ha una partita da recuperare). Poche storie, l’obiettivo è tornare in Champions: resterà tale anche se per miracolo il gioco migliorerà e anche quando arriverà la prima sconfitta (succederà).
Criticare, ribadire cose ovvie (“le prime due sono su un altro pianeta”), soprattutto puntare il dito su questo o quell’altro non cambierà le sorti di una squadra che, intanto ha dimostrato di essere proprio quello, una “squadra”. Fischiare Dalbert perché alle prime due uscite non è parso Roberto Carlos o “usare” la buona prestazione di Karamoh per massacrare Candreva (“non deve giocare più!”) è solo un’illogica e inutile espressione di masochismo. Chiedete al Marziano.

QUI MILAN
Per la logica del “vinci due partite e sei Dio, ne perdi due e ti devi levare dalle balle” siamo alla celebrazione del funerale (sportivo) di Montella.
Chi scrive non ama particolarmente il tecnico rossonero, ma conosce abbastanza la logica del “Colosseo”. Montella è un bravo allenatore, con limiti e pregi come tutti. Diversamente dall’anno scorso, però, quest’anno ha una missione: riportare il Milan in Champions. Lo sa bene e sa bene che ogni punto perso peserà sulle sue spalle come piombo fuso.
Il Milan è in crisi? Non scherziamo. Il Milan ha contattato altri tecnici? Sarebbe folle. Il Milan, semplicemente, è tornato a essere un club che non può accontentarsi di “vedere come va”. Ecco, domenica in campo pareva di osservare una squadra senza identità, succube di un avversario che forse non vale i rossoneri sulla carta, ma ha dimostrato di avere più attributi in campo.
L’abbiamo scritto un paio di settimane fa e ribadiamo: dopo l’estate della giusta e legittima esaltazione non è più il tempo delle chiacchiere, dei motti, dei “raduni a centrocampo” e dei post sui social network. È il momento dei fatti e della bava alla bocca. La “bava alla bocca” non si può pubblicare su facebook, ma ti fa vincere le partite al di là dei moduli, delle “due punte”, di “questo doveva giocare al posto di quell’altro” e di tutte quelle cose che piacciono tanto a noi “criticoni del lunedì”. Mettiamoci l’anima in pace: Montella è più bravo di noi, anche se pensiamo che al posto suo tutto funzionerebbe certamente meglio. Ora però tocca a lui dimostrare di essere più bravo dei colleghi: il “Colosseo” mediatico è viscido e non perdona.

QUI JUVENTUS
Partiamo dalla questione Agnelli, avvincente come un puntatone del Consorzio Nettuno. Cose note, ma che è bene ribadire: tutte le società, chi più chi meno (la Lazio di Lotito no, per dire) hanno rapporti impropri con i tifosi. E questo processo, per non passare alla storia come una farsa, deve essere l'inizio di un ripensamento complessivo del nostro pallone. Altrimenti servirà solo a far litigare le solite fazioni a colpi di tweet, anche stucchevoli. Quanto ai presunti rapporti mafiosi del presidente della Juve con questo e quello non c'è molto da aggiungere: ci ha già pensato il tribunale a cancellare ogni illazione.
Inutile chiosa: il fatto che l'accusa faccia ricorso e la difesa pure, significa che anche questa volta siamo arrivati alla consueta, tipica, straordinaria "soluzione all'italiana" che di facciata scontenta tutti ma in realtà "pace carote patate".
Meglio parlare di Champions. E di Higuain, che per molti è diventato un "problema". La verità è che l'argentino, al momento, ha un solo "problema": il fatto che al suo posto giochi uno che è l'anti-Pipita, si chiama Mandzukic, non ha i suoi "picchi" ma neppure i suoi "momenti no". La cosiddetta "garanzia".
Tutto questo significa che quest'anno Higuain starà a guardare gli altri? Su, non scherziamo.
QUI NAPOLI
Chiudiamo con il Napoli, che un anno dopo rivive il dramma Milik. Stesso periodo, stesso infortunio, ginocchio diverso: un'altra vittima dell'epidemia di legamenti crociati delle ultime stagioni, ma soprattutto un talento che non abbiamo ancora avuto occasione di apprezzare al massimo. Niente panico, però, Sarri già una volta ha saputo rimediare inventando Mertens falso nove, con risultati incredibili. Magari ci riproverà con Callejon, se ci sarà bisogno di dare un po' di respiro al belga, con Ounas alternativa già collaudata sugli esterni (oltre a Giaccherini).
Intanto, non bisognerà avere fretta nel cercare un rimpiazzo per l'attacco come avvenuto l'anno scorso con il comunque ottimo Pavoletti.
Si pubblicizzano nomi senza senso, si comincia a discutere col Chievo per "Inglese a gennaio". Se il Napoli manterrà il ritmo, De Laurentiis farà il suo dovere. Vero auré?

Fine.
È tardi.
È finita la settimana della moda milanese.
Sabato ci siamo trovati a riflettere sula rava e la fava (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).

Ciao.
È sabato.
Domani finisce la settimana della moda a Milano.
Io non me ne intendo, ma grazie alla settimana della moda ho capito alcune cose:
1) I vestiti della settimana della moda non esistono. È tutta una finzione. Li vedi per sette giorni, ma poi non è che vai dal dentista e c’è uno con in testa un orso polare. La settimana della moda è una specie di carnevale ambrosiano con un miglior ufficio stampa.
2) Se parcheggi in seconda fila e prendi la multa sei “tu”, se parcheggi in terza fila e non prendi la multa sei un “driver”, se parcheggi in quarta fila e ti fanno anche l’applauso sei uno della Bartolini.
3) Se in genere ti vesti male ma è la settimana della moda, può essere che in verità tu sia vestito bene e non lo sai. Se in genere ti vesti decentemente ma è la settimana della moda, è probabile che in realtà tu sia vestito male. È un concetto filosofico molto sottile.
4) Prendi delle canzoni che hanno fatto la storia della musica tipo “Basket Case” dei Green Day, rallentale molto, falle cantare da una mezza figona paciarotta e mettici sotto delle arpe. Tutti diranno “questa versione è straordinaria!” anche se non lo pensano.
5) Se vuoi entrare a una festa della settimana della moda ma non hai l’invito, dì al buttafuori che sei vegano. Se non è ancora sufficiente digli che sei della Bartolini (quelli della Bartolini sono molto potenti).
6) Se devi passare in un posto dove c’è casino perché c’è la settimana della moda urla “Oviesse!”: farà subito “effetto Mosè”.
7) Ricordati che le feste più esclusive della settimana della moda sono a casa tua. Da solo. Se esci è già meno esclusivo. Stai a casa tua, sono tutti free drink.
8) Le candele elettriche con la cera finta che infestano certe chiese, sono la cosa più triste in natura (non c’entra con la settimana della moda, ma andava detto).


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
I cinque motivi della crisi Milan. Napoli e Inter giocano per la Juve. Benevento, svegliati che è un incubo. Giulini alla Cellino ma con una differenza... 23.10 - Dalla vittoria dello scudetto estivo al buio profondo del 21 ottobre. Il Milan aveva fatto un'impresa: conquistare in un mese la fiducia dei tifosi rossoneri che avevano riempito, di nuovo, con orgoglio San Siro. E' durato il tempo di una preghiera. Se si spendono 220 milioni di euro...
Telegram

EditorialeDI: Andrea Losapio

Serie A a 18 squadre, che assurdità. La Juventus ha qualche piccolo problema, il Milan decisamente di più. Europa, qualcosa è cambiato. Ed è merito di Lazio e Atalanta 22.10 - C'è un momento per parlare di calcio giocato e un altro di politica del pallone. Credere che il secondo sia più importante del primo è, certamente, presunzione. Ma pensare che uno non influenzi direttamente l'altro è, davvero, un errore pacchiano. Abbiamo provato, nelle ultime settimane,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Montella: sarto no, stilista sì. Dzeko: il mercato invece dorme. Sarri: attenti alle "facce..." 21.10 - No, Montella non è Lizzola. Nè, per la verità ha fatto discorsi da Lizzola. Chi era intanto costui? Si tratta del sarto che era bravissimo, secondo i racconti di Silvio Berlusconi, a fare i vestiti con la stoffa che aveva. Invece, in quel Marzo 2000, il Milan di Helveg e Bierhoff...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Ancelotti tra Juve e Milan, ma prima i mondiali con l’Italia? Inter, Ramires il centrocampista low cost. Il ritorno su Vidal. Milan su Kakà, quanti dubbi. E mister Li deve rifinanziare il debito 20.10 - Ancelotti se la rideva l’altra sera a Stamford Bridge, divertito da Chelsea-Roma, senza dubbio una gara emozionante. Rideva anche perché nonostante l’esonero del Bayern, è sempre corteggiato da tantissime squadre. Giustamente aggiungo io. Dell’interesse del Milan sappiamo da tempo,...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Roma che sorpresa, Juve di misura: ecco cosa ci regala la due giorni di Champions. E le risposte del Milan 19.10 - Chiusa la due giorni di Champions e possiamo vedere anche il bicchiere mezzo pieno. La sconfitta del Napoli era probabilmente pronosticabile, come la vittoria della Juve. Il pareggio della Roma è prestigiosissimo sia per come è arrivato sia per il risultato in sé. Del Napoli si è...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Juve come Tony Montana… Icardi, sms a Sampaoli! Mourinho, il futuro non è in Italia. La Svezia? Il “biscotto” ci motiva… 18.10 - Alla fine ce la giocheremo con la Svezia. Per nostra grazia, Re Zlatan ha deciso di non indossare più la casacca della nazionale e, altra fortuna, è ancora alle prese con i postumi dell’infortunio. Personalmente, Grecia a parte, la considero un’avversaria decisamente “alla nostra...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Inter: goduria da derby, ma occhio al tranello! Milan: quel che sarà di Montella. Juve: ricordatevi dello “schema Allegri”. Napoli: l’evoluzione di Sarri (in campo e fuori) 17.10 - Ciao. In questo momento è in onda il mondeinait Verona-Benevento, ma non è che dobbiamo storcere il naso. Abbiamo assistito al derby di Milano, a Roma-Napoli, a Juve-Lazio e comunque poteva andare peggio: poteva esserci Verona-Benevento con la nebbia. Oppure Verona-Benevento con speaker...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Allarme Juve. Simone, prenota il posto di Max. Che goduria questo Napoli. Torino, così in Europa non ci vai... 16.10 - Il paradosso del calcio è sempre lo stesso. Molte favole nascono dalla coincidenza, poi c'è quello bravo che le sfrutta (Simone detto Inzaghino perché in campo dei due era il più scarso, anzi, il meno forte) e chi invece sale sul treno sbagliato nel momento sbagliato (vedi Seedorf,...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

La moda delle clausole e i giocatori che trattano l'addio (al momento del rinnovo...) prima dei club: così il calciomercato sta cambiando le sue regole e i suoi codici. Donnarumma come Higuain e Neymar: Raiola non ha cambiato idea 15.10 - Non viviamo certamente nel miglior periodo storico possibile. Se ci pensate, a guardarle per un attimo con un occhio quanto possibile esterno, le relazioni umane sono giunte oggi a un livello quantomeno buffo. Tendente al preoccupante. Tutto si svolge tramite il medium dei social,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva, turbolenze e derby. Juve: giri di valzer sulla VAR. Sarri: facile essere belli? 14.10 - Montella non vuole più essere "usato" per detrarre qualcosa ad Andrè Silva. E dal momento che il giocatore sta raggiungendo livelli di rendimento molto importanti, non ci sarà più la sponda del tecnico rossonero. Chi vorrà storcere il naso su Andrè Silva, dopo 9 gol in 10 partite...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.