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Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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Editoriale

Milan, in arrivo un nuovo "Mister X" per l'attacco! E in fascia i pretendenti ora sono 3. Allegri e la tecnica "state senza pensieri" che spaventa la Juve (e attenti a Falcao...). Pato ha un pretendente vero, ma non è l'Inter...

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
26.08.2014 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 79576 volte
© foto di Federico De Luca

L'ultima settimana di mercato è sempre un casino bestiale, ma mica per gli operatori di mercato (quelle sono vecchie volpi) semmai per noi finti esperti e profeti dell'acquisto. Trattasi in definitiva di una corsa a spararla grossa, a dire una boiata prima degli altri secondo la legge non scritta: "Osa, perché una minchiata oggi può diventare uno scoop domani". Proverò con estrema difficoltà a non uniformarmi a siffatto assioma molto poco professionale... Anzi, come non detto, la tentazione è troppo forte. Ecco le mie nomination: il Milan visti i problemi per Alessio Cerci pensa a Franco Cerciotti, amatore di Latina; Inter su Genny Savastano di "Gomorra" per completare il centrocampo malandrino con M'Vila e Medel; Juve a caccia dell'ibrido Falchezzi (metà Falcao e metà Lavezzi, così magari uno dei due lo becchi e ti compiaci). E via minchiando.

La verità è che fino all'altro giorno ero bello spaparanzato al mare ad assistere all'elezione di "miss maglietta bagnata" in un noto bagno gallipolino. Pensavo che certe cose esistessero solo nei film porcherecci. E invece no, io e gli astanti eravamo ingrifati come lupi maremmani, ma è inutile divagare: la faccenda viene trattata nella "Lettera a mia figlia che non c'è" pubblicata in calce all'editoriale e prima ancora sul mio profilo Facebook, ricettacolo di puttanate come pochi altri.

E, insomma, tocca parlare di calcio. E di mercato. Di Balotelli per dire, che ha tolto il disturbo ma comunque va avanti a romperci le balle: "Ho fatto un errore a tornare in Italia". Così si è sfogato alla presentazione in quel di Liverpool. Curioso, quando scelse il Milan disse più o meno la stessa cosa degli inglesi. Ma son quisquilie. Il dato di fatto è che Marione deve semplicemente dire grazie a San Mino Ingaggiatore, miracoloso facitore di affari senza senso. Come è possibile che il prezzo del cartellino scenda a ogni cessione e viceversa il suo ingaggio salga vertiginosamente? Probabilmente dipende dal fatto che ormai Balo non è più concepito come un calciatore, ma valutato come uomo-copertina di stocavolo. Questa cosa gli garantirà soldi in eterno, ma non lo farà mai entrare nel club delle leggende del calcio. Oh, parliamoci chiaro: chi scrive è semplicemente invidioso, in fondo se qualcuno è disposto a dare al guascone di Concesio 30 milioni in 5 anni, ha certamente vinto Mariolone.

Con lui ha ragione anche Galliani, bravissimo a disfarsi di un problema che Inzaghi non era (giustamente) disposto a sobbarcarsi. Pippo ha in mente una squadra di "soldatini", perfetta per provare a tornare a galla dopo una stagione difficile. Niente primedonne, niente tamarri: per questo lo stesso Galliani proverà a liberare lo spogliatoio almeno da un'altra "mela marcia" (ipse dixit).

Resta una questione: è giusto far passare la cessione di Balotelli come l'operazione che permette al Milan di essere finalmente una squadra "che gioca meglio" (dichiarazioni post-Trofeo Tim)? La risposta è no. Seedorf a suo tempo probabilmente era stato indelicato ma aveva pensato (o detto? Non si è ancora capito...) la verità: il Milan era ed è un gruppo incompleto. In più costruito in clamoroso ritardo per evidenti problemi di carattere economico. Galliani ha una settimana per prendere la famosa prima punta, il famosissimo esterno che tanto vuole Inzaghi, il meno famoso centrocampista da piazzare davanti alla difesa. Facile? Sì, se hai 34343 milioni da spendere. No, se ti devi arrangiare con gli spicci del salvadanaio.

In rossonero siamo alla via di mezzo: non si sperpera ma qualche soldo a disposizione c'è. Per questo restiamo convinti che alla fine Cerci arriverà nonostante gli abboccamenti per Lestienne (classe '92 del Club Brugge e dotato del famoso "piede alla rovescia" che tanto piace a Pippo) e l'interessamento dell'ultim'ora per Biabiany. In attacco il nome è quello di Destro, ma trattare con Sabatini non è affatto facile. Stesso discorso per i vari Torres (non vuole essere ceduto in prestito e ha un ingaggio da sei pippi) e Negredo (prendere un bomber rotto non è mai bello). Totale? Non arriverà nessuno di questi, ma un nome a sorpresa, il classico "mister X" alla Galliani. A centrocampo possibile che in attesa di Montolivo ci si accontenti di un giocatore del genere "poca spesa tanta resa".

Quindi la Juve, quindi Falcao, quindi Marotta con il suo sogno proibito. Due considerazioni: 1) Chi scrive non crede sia possibile riuscire ad acquistare cotanto fenomeno. Mica per colpa del giocatore - verrebbe volentieri - ma per mere questioni legate allo stipendio sproporzionato dell'attaccante. Solo un'operazione del genere "Conte-Puma" potrebbe agevolare il trasferimento, ma al momento tutto tace. Più facile quindi che - resistenza dell'Arsenal a parte - il prescelto chiamato a completare il reparto d'attacco sia l'eterna promessa Podolski. Nessuna chance invece per Jovetic (tra l'altro a segno ieri con il City). Per il resto continuiamo a credere che alla fine Vidal non si muoverà, anche perché francamente non ha mai detto di voler cambiare aria.

Domandona: "Alla fine la Juve si è rinforzata o indebolita?". La risposta è semplice: la Juve si è rinforzata in campo, ma pagherà il passaggio di consegne Antonio-Max. Il discorso è sempre lo stesso: Allegri è un bravo tecnico, ma un gruppo passato dal "trattamento Conte" difficilmente può adattarsi a qualunque altro tipo di trattamento, specialmente quello "state senza pensieri" varato dall'ex tecnico del Milan, tra l'altro ancora in cerca di un'identità tattica da dare ai suoi.

Ultime sull'Inter. Chi dice "i nerazzurri prenderanno Lavezzi" forza decisamente la mano. E' brutto non far sognare i tifosi, ma pensare che un giocatore di 29 anni decida di tagliarsi due milioni di euro di ingaggio solo perché adora Milano è francamente grottesco. I nerazzurri si terranno Alvarez, proveranno a vendere Guarin e con i soldi incassati cercheranno di rimpinguare il reparto avanzato. Il nome è sempre quello di Biabiany, il sogno segreto di Mazzarri invece si chiama Insigne. Ausilio proverà a capire qual è la situazione tra il giocatore e il rispettivo club, ma le possibilità di accontentare il tecnico livornese sono risicatissime.

Nessun interesse dei nerazzurri al momento per Pato, il cui entourage invece è stato avvicinato dal Torino. Un semplice corteggiamento con qualche possibilità di diventare una palpata di chiappa o addirittura un limone duro. Si vedrà.

Infine i ragazzi di Benitez: domani Napoli capirà da che parte va la stagione. De Laurentiis ha deciso di perseguire la filosofia attendista "aspettiamo di vedere come finisce il preliminare e poi eventualmente rimpinguiamo la rosa". Una decisione legittima se sei in difficoltà economiche, meno saggia se hai la possibilità di aggredire il mercato (e Aurelio ci ha sempre detto che "può" aggredire il mercato). La regola del "chi più spende, meno spende" è banale ma verissima, attendere lo spareggio per prendere le decisioni che contano è un rischio che non andava preso a prescindere da come finirà in quel di Bilbao.

In ogni chiaro sembra quasi certo che in caso di qualificazione alla fase a gironi, la società tenterà l'affondo decisivo per Lucas Leiva (meno possibilità per Sandro).

Amici cari, mi son rotto le balle io a scrivere, immagino voi a leggere. Capitemi, la depressione da rientro vacanze colpisce fetente come sputo di lama. In ogni caso per non essere da meno del mio amico Crisci, anch'io voglio lasciarvi con una criptica filastrocca-rebus. La mia fa più o meno così: "La balena senza culo sa contar fino a 21: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13!, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21". Chi si celerà dietro alla misteriosa balena senza culo? E perché il maledetto cetaceo sa contar solo fino a 21? E perché al numero 13 ho messo un punto esclamativo? Maledetta balena senza culo...

Infine, come promesso, ecco la "Lettera a mia figlia che non c'è" scritta pochi minuti dopo l'elezione di "Miss maglietta bagnata" al noto bagno gallipolino.

"Ciao, ancora non ci conosciamo. Il fatto è che al momento sei solo un'idea. Bellissima, ma solo un'idea.
So che andremo d'accordo, lo sento dentro. Solo un piccolo avviso, amore mio: sappi che se un giorno ti verrà in mente di farti innaffiare le tette in spiaggia in cambio di un secchio di mojito (premio promesso alla vincitrice) verrai corcata di mazzate da papà-tuo con una chiave inglese del nove, quindi reclusa al convento di clausura "fine pena mai". Rifletti stronzetta.
Ti voglio bene,
il tuo papà.


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