HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | RMC SPORT EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi merita il Pallone d'Oro 2018?
  Sergio Aguero
  Alisson Becker
  Gareth Bale
  Karim Benzema
  Edinson Cavani
  Thibaut Courtois
  Cristiano Ronaldo
  Kevin De Bruyne
  Roberto Firmino
  Diego Godin
  Antoine Griezmann
  Eden Hazard
  N'Golo Kanté
  Isco
  Harry Kane
  Lionel Messi
  Neymar
  Jan Oblak
  Luka Modric
  Paul Pogba
  Sadio Mané
  Hugo Lloris
  Marcelo
  Kylian Mbappé
  Mario Mandzukic
  Ivan Rakitic
  Sergio Ramos
  Mohamed Salah
  Luis Suarez
  Raphael Varane

La Giovane Italia
Editoriale

Milan, l'usurpatore dello status quo. Kondogbia: raccontiamola giusta. Sarri: un allenamento a Ischia

27.08.2017 09:00 di Mauro Suma   articolo letto 40161 volte

Una cosa è giusto sia chiara ai detrattori, ai dubbiatori e ai perplessatori sul Milan. Sorrisini e frasette pelose non colpiscono solo e non tanto la società. Ma soprattutto la tifoseria, mai così a guardia del forte come oggi. I centomila di San Siro delle due partite contro Craiova e Shkendija sono idealmente legati ai cancelli di Casa Milan e Milanello, in difesa totale di qualsiasi attacco portato al Club. E dietro di loro ben altri strati di migliaia e migliaia di tifosi che non vedevano l'ora di tornare a identificarsi con i vertici del Milan. Non suoni ingeneroso il concetto nei confronti di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani che, negli ultimi anni duri in cui bisognava "contemperare" e "ponderare", ritenevano che per i tifosi milanisti tutto fosse sopportabile dopo 25 anni di gloria e di investimenti. Invece nel calcio di oggi in cui una notizia di dieci minuti prima è ormai vecchia, non conta più lo ieri. Figurarsi l'altro ieri. Conta solo il domani mattina. Non ci riferiamo solo alla mattina nella quale il sole sorge e il milanista sa che troverà sulla gazzella un'interista che parla male di lui, ma più in generale al mattino dopo del calcio, la prospettiva irrinunciabile del progetto e del futuro. Prima di arrivarci, i tifosi rossoneri hanno fatto una scoperta. Pensavano che Silvio Berlusconi riverberasse sul Milan un pregiudizio di carattere politico. E che senza Berlusconi, il Milan e i milanisti fossero liberi di essere giudicati come gli altri. La folgorazione è invece che la grande redazione trasversale delle testate italiane non aveva digerito pronti via Berlusconi fin dal 1986 e ha passato 30 anni a coltivare quella prima sensazione negativa, tollerando i momenti in cui il presidente si scrostava di dosso le invidie vincendo e infierendo invece sulle sconfitte o sulle dichiarazioni poco felici. Sta accadendo esattamente la stessa cosa oggi. Avevano deciso che i Cinesi non esistevano e che il Closing fosse una operazione come minimo di facciata, al massimo, ammesso e non concesso, di corto respiro. E dal momento che i fatti stanno andando proprio nella direzione opposta, sulla strada del progetto e del rilancio, riecco la non accettazione, la creazione di una realtà parallela alla quale prima o poi il Milan che rialza la testa (ma come si permette?) si piegherà. C'era uno status quo nel calcio italiano, costruito su Juventus, Roma e Napoli. Con l'Inter unica "autorizzata" ad entrare nel board di classifica. Il Milan era stato giudicato e sentenziato, tenuto fuori e ai margini. "Gli amici del fondo Elliott a Londra", "Le coperture finanziarie" e "La scommessa" rispondono a questo sbigottimento, al fuori programma rossonero. Esattamente come gli "elicotteri che serviranno per scappare dopo le sconfitte". I milanisti ci sono già passati e sanno come si fa ad uscirne. Una sola domanda ai bene informati, a quelli che ne sanno del Milan più del Milan: ma se su Donnarumma aveva vinto Raiola, come mai il buon Mino mastica ancora amaro come si è capito dalle sue dichiarazioni su Niang?

Su certi profili twitter fioriscono le foto di Marco Fassone che firma nell'estate del 2015 il nuovo contratto con Geoffrey Kondogbia. Anche qui sorrisini, battutine sulle cose formali e ricami sul nuovo ad rossonero. All'epoca, le notizie e i dispacci sull'arrivo di Kondogbia erano precedute dalle telefonate dalla volta celeste di Roberto Mancini che, appena chiamava lui dalla sua santa sim, frotte di giocatori accorrevano ad Appiano Gentile. Due anni dopo ecco la rilettura. Visto che Fassone è andato al Milan, mettiamoglielo in conto. Onestà e buona memoria, please. Venerdì 19 Giugno, nel suo blitz a Monte Carlo, iniziato nel primissimo pomeriggio e provato a tenere segreto per evitare che lo sapessero proprio all'Inter, Adriano Galliani era in netto vantaggio sui nerazzurri. Era partito subito dopo pranzo e aveva già appuntamento a casa Kondogbia. Quando, poco dopo le 17.00, la notizia trapela, chi si imbufalisce è Roberto Mancini. Arrivato a mettere in gioco il suo mandato (esattamente come ha poi fatto fino in fondo un anno dopo), se non fosse arrivato Kondogbia. E' in quel momento che Fassone, e Ausilio, ripetiamo e Ausilio, partono insieme per il Principato e vincono il derby di mercato proprio quando il Milan appariva in netto vantaggio. Kondogbia dunque arriva per la forte volontà di Mancini e nonostante la relazione tecnica contraria di Massimiliano Mirabelli. Poi dopo Marco Fassone, e Piero Ausilio, ripetiamo e Piero Ausilio, sono quelli che mettono in pratica una operazione molto difficile e raggiungono il giocatore. Qualsiasi scenario che contempli solo Marco Fassone nella vicenda Kondogbia fa parte delle "cose deformate" che non saranno le prime e non saranno le ultime, ma rispetto alle quali le "cose formali" diventate un must per i milanisti hanno ben altro fondamento.

Ischia piange le sue 2 vittime e ha il cuore in pena per il raggio di 2 chilometri di Casamicciola alta colpito duramente dal sisma. Ma Ischia ha il dovere di andare avanti. E sta andando avanti. Il 99,9 per cento degli alberghi non ha smesso per un attimo di erogare servizi e prestazioni. Le persone vanno in spiaggia e l'isola è bella e verde come sempre. Non è cinismo, ma la realtà. A meno che le anime delle della solidarietà post-terremoto abbiano deciso di trasformarsi in branchi desiderosi di parlare solo di panico, abusivismo, confusione e altro. Ischia, anche quest'anno, ha messo a segno il 25 per cento del Pil dell'intero comparto turistico campano e il 33 per cento di tutta la provincia napoletana. E' un isola non assistita e non sopportata. Non ha bisogno di aiuto e se la caverà da sola. Ma almeno non mettiamone in ginocchio l'occupazione, disegnando scenari da antro della sibilla che non esistono. Tutti gli sfollati di Casamicciola alta hanno trovato un tetto messo a disposizione, in assoluta autosufficienza da parte dell'isola, da parenti e amici. L'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno è tornato in funzione sei ore dopo la scossa che, storicamente, quando si abbatte su Casamicciola ha un impatto che va al di là della magnitudo. Sarri e il Napoli volevano giocare a Nizza con il lutto al braccio. L'Uefa non lo ha consentito. Faccia il Napoli qualcosa di meglio e qualcosa di più: visto che l'ordine pubblico lo consente e dal momento che lo stadio Mazzella si trova in una zona di Ischia per nulla raggiunta dalla scossa sussultoria del 21 Agosto, vada, nel periodo tranquillo della sosta per le Nazionali, a fare un allenamento ad Ischia. Uno solo. Per scacciare corvi e cassandre e per dare davvero il via al nuovo inizio di un meraviglioso pezzo d'Italia. A Ischia, il cuore del Napoli batte forte. Quanti traghetti partiranno anche nella prossima stagione per andare al San Paolo a sostenere la squadra partenopea. Ne faccia uno Sarri con i non nazionali. Ne vale davvero la pena.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Higuain da il via libera per Ibra al Milan. Tutto fatto, lui deciderà entro novembre. Barella, l’Inter torna in pole. Conte al Real, ora si può. Figc, Gravina è l’uomo giusto   19.10 - Un altro importante tassello per il ritorno di Ibrahimovic al Milan l’ha messo direttamente Gonzalo Higuain. Nella bella intervista rilasciata ieri alla Gazzetta, fra le tante cose non banali, si legge anche: “Ibra al Milan? Io amo giocare con i grandissimi e lui lo è”. E’ più di...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Il derby di Milano: strade incrociate, obiettivi comuni 18.10 - Siamo entrati nel vivo: la settimana del derby di Milano. E dopo la pausa per gli impegni della Nazionale, che ci ha regalato una bella vittoria contro la Polonia fatta di speranza e di bel gioco, non poteva tornare con una partita migliore, il campionato di serie A. Milan e Inter...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Derby time: ecco perché il Milan è favorito. L’Inter sarebbe più in forma, ma… Cristiano Ronaldo con vista Manchester: la Juventus pensa già allo United per spaventare l’Europa. I 35 milioni offerti dal Napoli per Piatek 17.10 - Come si vince il Derby della Madonnina? E chi rischia di più? Inter-Milan è la partita che noi tutti ci meritiamo dopo due settimane di pausa, ristoratrici per la Nazionale e per il nostro amor proprio, ma che ci hanno lasciato una fame di calcio tale da sbirciare quasi con curiosità...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: quel che si può dire (e non dire) su Ronaldo. Inter e Milan: un derby lunghissimo (con Marotta sullo sfondo). Napoli: il prezzo di Piatek. Italia: bentornati azzurri, ma sugli stadi… 16.10 - Ciao. Domenica c’è il derby, l’altro giorno invece ha giocato la Nazionale. Ci si divide tra chi dice “uh ma che bella Nazionale! Parliamone!” e chi “che due maroni la sosta, pensiamo al derby di Milano”. Solo che il derby è domenica sera, manca ancora una vita. E allora ci si spreme...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Berlusconi e il Milan di Gattuso. Ad Allegri manca solo un tetto. Marotta-Inter, non avrebbe senso. Io voto Gravina perché.... 15.10 - Quando c'è la pausa campionato è un disastro. Non sai cosa scrivere e devi inventare storie, raccogliere notizie e parlare di mercato anche quando non c'è. Per fortuna, in questa domenica pomeriggio, Silvio Berlusconi su Sportitalia (durante Monza-Triestina) ci ha dato diversi spunti...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

La pausa degli esoneri e dei primi acquisti per gennaio. Pungiball Ventura, ma il Chievo ha fatto benissimo. Finalmente c'è la formazione: ora Mancini segua il consiglio di Sarri 14.10 - Lo sport Nazionale degli ultimi undici mesi è stato insultare Gian Piero Ventura. Non è stato solo il colpevole dell'eliminazione dell'Italia dal Mondiale, ma dallo scorso 13 novembre di qualsivoglia problema. L'aumento dello spread? E' colpa di Ventura. Il surroscaldamento globale?...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Conte ipotesi concreta per il Real, Florentino pronto a tutto per avere anche Hazard. Milan, che colpo Paquetà. Under verso il rinnovo fino al 2023. Napoli a breve l’accordo con Zielinski, per gennaio non sono previste operazioni in entrata 13.10 - Lopetegui, Conte, Real e Chelsea. Il mese di ottobre potrebbe regalarci un’altra interessante rivoluzione in panchina. Florentino Perez non è soddisfatto del rendimento del suo allenatore, fortemente voluto in estate dopo l’addio di Zidane e ora sta pensando in maniera concreta ad...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Ronaldo, una vergogna. In certi casi è vietato tifare. Juve su James Rodriguez e Rabiot. Milan, dopo Paquetà tutto su Barella. Derby con l’Inter per Ramsey 12.10 - Attorno alla vicenda personalissima che coinvolge Cristiano Ronaldo stiamo scrivendo un’altra pagina imbarazzante. E dico poco. Fatevi questa domanda: avete elementi seri che vi possano far pensare che Cristiano Ronaldo sia colpevole di stupro? La risposta sensata, quasi obbligata,...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Milan: un colpo in Brasile. Leicester: in arrivo un italiano, faceva il cameriere! E una Nazionale che non decolla... 11.10 - Il Milan ha praticamente preso Paquetà, il primo colpo di Leonardo. Nella notte italiana, Globo Esporte aveva lanciato l'indiscrezione. Nel corso della giornata le conferme. Accordo raggiunto tra Milan e Flamengo per il centrocampista offensivo brasiliano classe '97. Il ragazzo arriverà...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Incredibile Cristiano! Si sente perseguitato dalla Uefa, e ha deciso di boicottare la Nations League! Come se al momento non ci fossero altre preoccupazioni. L’Italia e Mancini invece devono considerarla priorità, per non finire come Ventura 10.10 - La faccenda ha dell’incredibile, e sarebbe da farci una risata sopra se non apparisse assurda. E terribilmente fuori luogo, visto il momento estremamente delicato. Cristiano Ronaldo, e insieme con lui il suo entourage familiare e lavorativo (che nel caso di Cristiano si mischiano),...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy