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Editoriale

Milan, la fame dell'esonero. Napoli, il velo di Maya di Ghoulam. Dybala, da Messi a pischello

04.11.2017 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 8366 volte

Ok, Vincenzo Montella ha iniziato la stagione con la guardia non altissima e senza fiutare il pericolo. C'è stato qualche errore e c'è stato del ritardo. Ma da sempre siamo contro le ossessioni. Questa bava alla bocca per l'esonero dell'allenatore del Milan ha anche stancato. Non c'è altro? Una volta che dovesse essere esonerato, cosa che il Milan non vuol fare visti anche i cinque cambi dell'anno scorso dall'altra parte della città che hanno portato solo sul fondo (del Naviglio, ma pur sempre fondo), poi cosa succede sul Pianeta? Questo tic toc mediatico sull'esonero sì-esonero no in corso da almeno tre settimane e scritto, ribadito e titolato con ossessione è snervante, avvitato su se stesso e non certo interessato alla buona sorte del Milan. Non ci riferiamo ai tifosi che si sfogano, per loro convinzioni e per amore, ma sempre in buona fede. E' tutto il resto che è diventato stucchevole e prevedibile. Sembra che il mondo debba finire con l'esonero di Montella e che poi non debba esserci più nient'altro da dire, da fare, scrivere, da respirare. Anche basta. Si parla di frecciate, messaggi, ultimatum anche quando non ci sono e chi ne scrive tirandosi fuori e giudicando scenari da guerra civile è poi il primissimo a dare il via a lotte intestini sterili. Utili solo al proprio stomaco, per la propria guerra personale contro chi lavora nel Milan nei settori extra-campo. Quando sei parte in causa in una vicenda personale, combatti pure mancherebbe ma non ergerti a giudice. Perchè non lo sei. Non lo eri prima per l'ossessione verso Berlusconi e non lo sei adesso per altri futili motivi. Veniamo ai social. C'è nell'ambiente questa esasperazione montata nei confronti del Mister. Bene, prendiamo atto e non entriamo nel merito. Ma è l'auto-alimentazione all'ennesima potenza che genera esasperazione. Veniamo da anni di fazioni, di bande armate e di guerra per bande. Perseverare in questo è un errore, anni pessimi hanno trasmesso il concetto che si esce da un problema cacciando o imprecando. Non è così, gli ultimi anni vanno solo resettati, come il nuovo Milan sta evidentemente facendo, sono anni che hanno contaminato lo spirito, il dna, tutto. E va recuperato e scolpito quel concetto vero quanto il Milan, che da un problema delicato se ne esce tutti assieme. O non se ne esce.

Non pensavamo fosse così importante Ghoulam. Napoli-Manchester City è stata impressionante. un grande Napoli, facilmente in vantaggio, dominante e padrone del campo. Poi si infortuna il terzino sinistro e in un attimo si sono viste in campo facce diverse, spalle cadenti, passaggi timorosi. Possibile che senza Ghoulam crolla tutto? Ma presidente, il mercato...Eh no, qui dobbiamo andare oltre il luogo comune di pancia. Prima di formare uno come Ghoulam, Sarri ci mette almeno due anni di concetti martellanti e di meccanismi ripetuti a iosa. Sul mercato estivo, pochi mesi prima, sarebbe potuto arrivare chiunque ma non sarebbe stato in grado oggi di sostituire all'impronta l'algerino. E' l'altra metà del Sarrismo. Prima di vedere gli altri che non capiscono nulla di quello che fai in campo, sensazione inebriante provata da ciascun giocatore del Napoli, non accade tutto per caso, non esiste la bacchetta magica. Esiste solo il lavoro, il sudore, il sangue. Un profluvio di tutto questo. Il tecnico toscano deve però allargare la base, al Napoli ne ha formati come dice lui 12-13. Ed evidentemente non bastano. Ma il mercato non c'entra proprio.

Solo isteria? Solo valutazioni sbagliate? Non sappiamo davvero come si salti in basso da Dybala come Messi a Dybala come ragazzino da mettere in riga altrimenti finisce sul registro. Ma siamo orientati a pensare che sia più il secondo indirizzo editoriale a far bene al ragazzo. Non certo il primo, orchestrato più per propagandare la Juventus che il giocatore. Era lo stesso Allegri a guardare tutti di sottecchi, nella sbornia collettiva successiva ai gol della Joya contro Chievo e Sassuolo. Aveva capito il tecnico di Livorno che erano paragoni azzardati e che avrebbero potuto danneggiare il ragazzo. Cosa che sta avvenendo, perchè essere sbalzati da nuovo Messi a unico responsabile del quarto posto Juve per i rigori sbagliati contro Atalanta e Lazio, non è facile e non sarebbe facile per nessuno. Ci sono anche altri giornalisti che sono stati criminalizzati sui social dai tifosi juventini, per essersi detti non d'accordo subito, sul nascere, in tempi non sospetti, all'accostamento con la Pulce. Quegli stessi tifosi che oggi se la cavano con la Juventus sempre forte e irresistibile e non capolista solo per i due rigori sbagliati da Dybala. Può il mondo, può una parte di stagione ruotare solo attorno agli episodi? In altri casi si sostiene di no e si invita il prossimo a non arrampicarsi sugli specchi. Lo scaricabarile o lo scaricarigore su Dybala invece che cos'è?


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