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Editoriale

Milan: mettetevi comodi. Bacca tienitelo: tutta la verità. Inter, derby bello e leale

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
04.07.2015 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 85866 volte

Sul mercato del Milan c'è poco da aggiungere. Non facciamo nomi o previsioni, è assolutamente inutile e poi non è questo il punto. Il Milan ha dato al suo mercato la prima gettata. Adesso si sale, si va sul pesante. Il gioco si fa duro e il palazzo più alto. Scriviamo queste cose, lo sappiamo perfettamente, a nostro rischio e pericolo, ma è dal 3 Maggio che lo ripetiamo e non possiamo sottrarci proprio adesso, sul punto di: la traversata nel deserto sta per finire. Sul mercato del Milan inutile dannarsi l'anima o arrovellarsi: è sufficiente mettersi comodi. Siamo nel vivo su più fronti. E' bello poterlo pensare. Soprattutto, consentitecelo, per noi, che in questi due anni, non lo nascondiamo, abbiamo pianto. Abbiamo sofferto. Abbiamo ingoiato. Abbiamo subìto. Abbiamo deglutito. Ma non ci siamo spostati di un millimetro, mai. Nessuna concessione alle fughe in avanti, alla demagogia o a qualche populismo di maniera. C'è da soffrire per qualche stagione? Bene, noi ci siamo, facciamolo insieme. Il nostro caro, vecchio, insostituibile Milan non va mai dato in pasto ai peggiori. Lì, ammaccati e insultati, ma lì. Fermi. A qualsiasi costo. Attorno a noi le sconfitte, la rabbia, la disgregazione, il veleno, i veleni. Fossimo dei megalomani, si potrebbe addirittura citare una battuta di Codice d'Onore, filmone tutto stelle e strisce di Jack Nicholson, Tom Cruise e Demi Moore: "Dormi pure tranquillo stanotte, ci sono io di guardia". Il Milan, sempre, comunque e quantunque, in ricchezza e in povertà, nella gioia e nel dolore, il resto lo sapete. Unici in tutto questo, come sempre. Anche impopolari certo, ma soli, come sempre. E se c'è in giro qualche spaventapasseri che cerca di insozzare tutto questo, pazienza. Del resto c'è il tempo in cui i posti sono a sedere, le cravatte sono rosa e si difendono a spada tratta le luci di Marsiglia e un altro tempo invece in cui i posti prima sono in piedi e poi si perdono: è quello il momento in cui le cravatte diventano gialle e si spunta nel piatto in cui si è mangiato per undici anni e mezzo (sulle date e i riferimenti non siamo mitomani, mai, lo confermano le fatture aziendali debitamente saldate e pagate). Quindi? Il Milan. E' il Milan al centro. Chi vivrà il "Milan rilanciato" con una fede temprata dal ciclo negativo vissuta nell'occhio del ciclone e non sul trespolo e invece chi lo vivrà con più di una punta di vouyerismo. La vita continua per tutti.

Con buona pace anche dei siti porno che hanno inserito fra una cosciona e l'altra il filmato di Suma e Ordine, vale la pena contestualizzare. E spiegare come è nato "Bacca tienitelo". Mercoledì 24 Giugno, il "buon" Fabio Ravezzani, direttore delle tv del gruppo Mediapason, in base alle sue legittime, professionali e rispettabilissime fonti, tutt'altro che campate in aria per alcuni aspetti, la trasmissione in questo modo: "Il mercato del Milan? Ve lo spiego, arrivano solo Bacca e Baselli e il resto si risolve con lo spostamento di El Shaarawy a centrocampo e il rinnovo di Mexes". Insorgiamo, rifiutiamo la tesi, quello non è il nostro mercato (come Bertolacci, Luiz Adriano e Josè Mauri avrebbero poi confermato) e nasce tutta una serata di gag televisive a spot con Fabio in cui lui dice una cosa sul tema e noi ribattiamo, fra cui la frase fatale. Che può essere compresa e capita solo se riferita al contesto, non al giocatore in particolare. Resta in sospeso qualche altra domandina (Ma come ha fatto il Milan a spendere 58 milioni per Bacca. Bertolacci e Luiz Adriano quando si diceva che non c'erano soldi per il mercato? Come mai tra Fininvest e il consorzio di Mr. Bee Taechaubol tutto procede quando si diceva che era tutta una fiction?), ma va bene così. Alla prossima.

Finalmente, Milan e Inter. Adesso che si è capito, e che si capirà sempre più in questo mercato, che la telefonata su Imbula e Miranda non era guerra preventiva o di aggiramento o addirittura una mossa interessata ad ottenere no fly zone nerazzurre, si può tendere la mano? Adesso che il derby di Montecarlo, dopo una contesa di mercato dura, ma cortese e leale, lo ha vinto l'Inter, si può per una volta applaudirci a Milano? Veniamo tutte e due danni anni duri, amari, laceranti. Anni a guardare gli altri. Anni in bianco e nero. Noi che amiamo il Milan oltre i confini della nostra stessa esistenza e percepiamo la determinazione rossonera di qui alla fine del mercato, facciamo un applauso al coraggio nerazzurro sul mercato e in particolare a Piero Ausilio, che nonostante Biasin si sforzi di renderlo antipatico, è persona serena, corretta, educata e molto capace.


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