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La Giovane Italia
Editoriale

Milan, Mirabelli fa crollare una voce nel bilancio rossonero. Sabatini-Inter: retroscena di un addio pericoloso. Napoli, dal sogno all’illusione. Avellino-Novellino la rima è finita…

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
02.04.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 52814 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il Milan visto a Torino fa aumentare il rimpianto per aver buttato un girone di andata. Dopo il gol di Dybala si è visto un gran Milan. Ben organizzato in campo e con una grande preparazione atletica. Alla Juventus bastano due giocate per vincere le partite. Si conferma non bella, a volte, ma terribilmente concreta. Il Milan studia per diventare grande. La Juventus lo è già e non può fare sconti per due motivi: il regalo degli amici di Sassuolo e gli sconti sono stati già fatti a Ferrara. Sotto il piano del gioco il Milan ha dimostrato di essere messo meglio in campo. E, in vista della sfida con il Real Madrid, non è un ottimo segnale per Allegri. Poi la partita la vincono i bianconeri perché se Allegri si gira verso la panchina ha solo l’imbarazzo della scelta. Per Gattuso, invece, la triste conferma che a questa squadra serve un vero numero 9. Servirebbe anche una mezzala fisica perché Bonaventura gioca in un ruolo che non gli si addice al 100% e perché esterno offensivo, in quel ruolo, Rino ha scelte migliori. Dopo l’estate delle rivoluzioni rossonere balza all’occhio soprattutto un dato nel bilancio del nuovo Milan. E Mirabelli ha mantenuto due promesse prima di insediarsi a casa Milan. "Farò gli incontri di mercato in sede, nella nostra casa, e non rinchiuso in alberghi o ristoranti di nascosto". Soprattutto, il Direttore calabrese ha dimezzato una voce nel bilancio del club: quella delle commissioni degli agenti. Rispetto alle stagioni precedenti, le commissioni dei procuratori si sono abbassate del 55-60%. No a ricatti, no a compromessi ma soprattutto Mirabelli non ha preso mezzo calciatore perché proposto da un agente. Li ha scelti tutti lui. Poi, certo, i calciatori possono rendere chi più e chi meno ma la filosofia di Mirabelli è quella richiesta da Fassone e che piace molto ai tifosi milanisti. La voce Raiola, invece, è scomparsa dal bilancio 2017 per le operazioni della scorsa estate. Qualche commissione per gli agenti di Conti e Kessie, poca roba per Biglia e Rodriguez. La strada tracciata è quella giusta. Nel frattempo bisogna sempre capire che futuro avrà il Milan. Elliott è sempre più una ipotesi concreta, con il figlio del grande capo che non disdegnerebbe un ruolo di primo piano nel club. Adriano Galliani, dal Parlamento, segue sempre da vicino la partita che Fassone sta giocando sull’asse Londra-Milano e sono tanti i Direttori che si stanno facendo sponsorizzare presso Elliott per prendere il posto di Mirabelli. C’è anche un Mister X che ricopre già un ruolo importante ma che, forse, è stufo della sua società e vorrebbe provare a cambiare aria. Insospettabile.
Per Direttori che si propongono ad un Direttore che lascia. La scorsa settimana è stata quella della rivoluzione nerazzurra. La società ha provato a far passare in secondo piano l’addio di Walter Sabatini ma un addio così fa troppo rumore per finire in sesta pagina. Certamente i gol di Icardi e la “rinascita” della squadra oscurano la decisione di Walter. Figuriamoci adesso che siamo sotto derby. Gli interrogativi sono ancora tanti e non regge la scusa che Sabatini lascia per questioni personali. L’ex DS di Lazio, Palermo e Roma sicuramente non è un rampante quarantenne e il fumo spesso gli ha creato problemi di salute ma la sua decisione è prettamente calcistica. Sabatini non si fida più di Suning. Gli avevano raccontato alcune favole che si sono trasformate in un incubo. Doveva prendere, la scorsa estate, diversi top player e dopo averli anche bloccati si è dovuto rimangiare la parola con società e procuratori. A gennaio la farsa Pastore è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e il divorzio cinese da Capello, senza essere interpellato, è stata l’ennesima goccia finita in un vaso ormai rotto in mille pezzi. L’Inter spera nella Champions per fare un mercato all’altezza. Rinforzata la difesa con De Vrji e Asamoah, entrambi a parametro zero, l’estate nerazzurra rischia di essere peggiore di quella precedente. Pochi investimenti che rischiano di diventare nulli senza quarto posto o senza poter cedere qualche calciatore di valore della rosa di Spalletti. Dalla società provano a far filtrare ottimismo e serenità ma di sereno, in questo momento, all’Inter c’è solo Mauro Icardi.
Il week end di Pasqua ha rotto l’uovo di Sarri e al posto della sorpresa ha trovato un amaro… come digestivo. Salvo clamorosi colpi di scena finisce qui la corsa scudetto del Napoli. Le partite diminuiscono, lo scontro diretto di Torino si avvicina e il ritorno a + 4 (quasi + 5) scalfisce ogni sogno di gloria degli azzurri. Inoltre c’è da considerare che il Napoli è in una oggettiva fase calante e il rischio di perdere altri punti è concreto. Sconfitta con la Roma, pari a Milano con l’Inter, vittoria sofferta di misura con il Genoa e pareggio in extremis con il Sassuolo dell’amato Carnevali sotto i colpi del famoso Politano. Il Napoli ha giocato il più bel calcio, certamente, ma per abbattere la Juventus non è bastato. Nessun rimpianto. Ma soprattutto nessun rimprovero. A questa squadra non si può dire nulla per come ha lottato pur di raggiungere un sogno. Il Napoli può e deve solo dire “Brava Juventus”. Le colpe del Napoli sono altre, in questa stagione. Ad esempio quella di aver rinunciato a tutto il resto pur di raggiungere questo sogno. Sarebbe stato ancora più complicato ma la stagione si chiuderà senza titoli e con molti rimpianti.
In serie B la Pasquetta non sarà al mare o in montagna ma in campo. Avellino è ad un bivio. La squadra sono mesi che non convince e il rischio di restare nei bassi fondi è concreto. Il responsabile principale è Walter Novellino. Il tecnico di Montemarano conferma il trend delle ultime stagioni. Avellino come Modena. Se subentra a stagione in corso riesce a portare la barca in porto ma se l’anno dopo lo confermi, partendo da zero, non riesce ad incidere come fatto a stagione in corso. Questa squadra non ha un’anima e soprattutto non ha un gioco. Eppure le individualità ci sarebbero. Ultimo treno per Walter Alfredo. Altrimenti il capostazione dovrà fischiare due volte. Il vero problema è che in questo momento non ci sono sostituti capaci di poter invertire un trend così negativo.


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