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La Giovane Italia
Editoriale

Milan, nuova linfa dal mercato per raggiungere i livelli di Sacchi

Telecronista del Milan a 7 Gold, direttore editoriale del settimanale sportivo "Sprint&Sport Lombardia". Opinionista al "Processo di Biscardi" e Milan Channel.
17.05.2011 00:00 di Tiziano Crudeli   articolo letto 23978 volte
© foto di Tiziano Crudeli

Massimiliano Allegri al termine del match Milan-Cagliari ha detto: "Vince la cultura del lavoro. Quella portata da Sacchi:" In effetti il Milan targato Righetto aveva una gran cultura del lavoro che esaltata dalla qualità dei giocatori ha portato quella squadra in cima al mondo. Luglio 2007. Il mensile "World Soccer" il più accreditato nel calcio, elenca le migliori squadre di ogni epoca. Il verdetto finale: "The best football team of all time is Milan..." Tradotto: La migliore squadra di tutti i tempi è il Milan di Arrigo Sacchi che precede il Barcellona di Cruijff e il Real Madrid di Puskas, Gento e Di Stefano. L'anno prima, il 2006, "France Football" nella graduatoria delle migliori èquipe del dopo guerra aveva messo al primo posto il Milan, seguito dal Real Madrid e dal Liverpool. Molto acqua è passata sotto i ponti, oggi il Barcellona di Guardiola meriterebbe la leadership. E' comunque certo che quel Milan ottenne unanimi consensi. Grazie al Vate di Fusignano e ai suoi prodi il football made in Italy da catenacciaro è assurto a meraviglioso interprete di uno spettacolare gioco offensivo. In casa e in trasferta.. Il Milan di Sacchi era un macchina vincente non per i suoi talenti, ma per come i talenti erano stati motivati, assemblati e messi in campo. Undici giocatori sempre in movimento con o senza palla, in ogni zona del rettangolo di gioco. Estetica, tecnica sopraffina, potenza, cuore, tanto fosforo, tattica e fisico in quantità erano componenti essenziali di quel team. Una squadra disposta in 20-30 metri con difensori (Tassotti, Maldini, Filippo Galli.....) piazzati a metà campo magistralmente orchestrati dal Piscinin (Franco Baresi) protetti a dovere da Rijkaard , Ancelotti e Colombo bravi pure a supportare i formidabili Donadoni, Gullit e Van Basten. Una squadra perfetta: gioco a zona, calcio totale, pressing e conquista degli spazi. Un team che per quattro anni (1987-1991) ha incantato le platee di tutto il mondo. Il Milan di Capello ha vinto di più ma non bello come quello di Sacchi. Il Milan di Allegri, per ora, ha in comune la medesima " cultura del lavoro" e lo spirito di corpo. Una buona base di partenza per tornare protagonista anche nel difficile contesto europeo dove qualità, fisicità, corsa, intensità sono determinanti. Il Barcellona è l'esempio da seguire, ma anche il Manchester United, l'altra finalista di Champions, è un complesso moderno ottimamente strutturato. I neo campioni d'Italia per arrivare a livelli super necessitano di linfa nuova, di giocatori giovani e di grande tecnica. Tutti nell'entourage rossonero ne sono consapevoli. I dirigenti del Milan si stanno muovendo in tale direzione. Noi tifosi aspettiamo con fiducia e intanto ci godiamo il diciottesimo scudetto.


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