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Editoriale

Milan, pioggia d'estate. Galliani tuteli Pippo. Mazzarri sulla buona strada. Napoli, attesa troppo lunga. Tavecchio scivola su una buccia di banana ma i problemi sono anche altri

Nato ad Avellino il 30-09-1983 vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb. Organizzatore e conduttore del Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
28.07.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 52792 volte
Milan, pioggia d'estate. Galliani tuteli Pippo. Mazzarri sulla buona strada. Napoli, attesa troppo lunga. Tavecchio scivola su una buccia di banana ma i problemi sono anche altri

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora, è preferibile rimettersi a letto e rimboccarsi le coperte. Se il Milan perde una partita a luglio o agosto, Galliani fa venire giù il finimondo perché il Milan è il Milan 12 mesi all'anno e non può fare brutte figure neanche in America. Inzaghi sta iniziando a capire che con questa squadra, che sia Allegri, Seedorf o Inzaghi non si va da nessuna parte. Certo, manca ancora un mese di calciomercato, la squadra è in piena preparazione e gli avversari sono tutti più avanti nella condizione fisica, ma non concediamo troppi alibi a questo gruppo che, solo pochi mesi fa, ha tradito la fiducia di società e tifosi. I limiti del Milan sono oggettivi. Il suo faro più luminoso è una lampadina fulminata, il suo gioiello più cristallino è delicato come un cristallo e il suo acquisto più faraonico vale zero, in termini economici essendo a parametro. O si prendono 4 calciatori di altissimo livello oppure il Milan resterà sicuramente fuori, un altro anno ancora, dalla zona Champions. Berlusconi ha parlato di motivazioni ritrovate e voglia di riscatto in Europa ma una società con queste ambizioni non può interrompere il mercato ad oltranza perché Robinho non accetta la rescissione consensuale. Mettetevi voi nei panni del brasiliano che non avrà mai più un ingaggio così alto in carriera e ti obbligano a ridurtelo senza avere un'altra offerta certa. Ben venga Cerci ma da solo non risolve i problemi. Inzaghi studia e sembra essere un ottimo allievo ma per diventare docente universitario occorre tempo, abnegazione e titolo. Pippo rischia di bruciarsi. Non ha la squadra e la società deve metterlo nelle condizioni di avere il meglio. Galliani può garantire ad Inzaghi rinforzi da vero Milan? Dopo un anno ballerino ma comunque meno rispetto a quello precedente, arrivano segnali positivi dall'Inter. Il caso è opposto a quello rossonero. I tifosi amano Inzaghi incondizionatamente, Mazzarri è visto malissimo dagli interisti eppure è una delle poche garanzie insieme ad Ausilio. Allenatore e Direttore stanno provando a costruire una squadra competitiva senza soldi e, soprattutto, provano a non farsi mettere le manette da Guarin. Certo una sua cessione aiuterebbe a fare mercato ma se nessuno versa 14 milioni di euro nelle casse dell'Inter, Ausilio non può spiegare ai tifosi che il prossimo anno si gioca con la Primavera di Vecchi. L'unica squadra che fa mercato vero é la Roma. La Juve puntella ma prima di rinforzarsi dovrebbe mettere 4 bulloni sotto la panchina di Allegri. Di questo passo Max è una vittima sacrificale. Mentre Conte se ne va al Parco di Fasano con moglie e figlia a vedere i leoni, pensa ad Allegri che rischia di essere sbranato da 14 milioni di juventini che non lo vogliono a Torino. Allarme Napoli. Il mercato é ancora fermo e De Laurentiis deve chiudere i primi colpi. Benitez ha voglia di vincere e stupire ma finora è stato accontentato su pochi punti. Va bene il bilancio sano e la spesa oculata ma è giunto il momento di diventare definitivamente grandi. La Roma ha sfruttato l'assist di Conte, il Napoli ancora no. Servono tre calciatori di qualità e soprattutto a centrocampo Benitez ha bisogno di uomini che facciano compiere il salto di qualità. Il Presidente, a Dimaro, ha parlato di scudetto. Di questo passo si allontana e non si avvicina. Certo, il tempo c'è ma i tifosi sognano colpi veri non solo quelli, giusti, di prospettiva. In Italia tiene banco il caso Tavecchio. La politica si divide, la Fiorentina si dissocia, Tommasi attacca, Lotito, Beretta e Abodi difendono. Fatevene una ragione: piaccia o no Tavecchio è già stato eletto. Perché il 51% dei voti è deciso da Tavecchio, con Lega Dilettanti e Lega Pro. Aggiungi la fetta della Lega di A e la fettina della Lega di B, per Albertini non c'è molto da fare, se non contare i voti. Questa è cronaca. Poi, se gradite, passiamo ai commenti. Prima parte: Tavecchio ha sbagliato perché se girava nudo in piazza Duomo a Milano faceva più bella figura, se insultava Agnelli si faceva nemici solo 14 milioni di italiani, così facendo si è messo contro tutti: politica, pallone, filosofi, stampa e finti preti. A 71 anni una persona non ha più nulla da perdere e se ne frega di tutto e di tutti. Questa potrebbe essere la sua forza o la sua debolezza. Potrebbe davvero cambiare il calcio perché non guarda in faccia a nessuno, un pò come Macalli, che da anni provano a sfondarlo ma vince sempre. Carletto l'ha fatta grossa, più che nel letto. Perché politicamente i temi razziali non vanno mai trattati. Ci sono argomenti tabù. Lui era carico come una mina ed è esploso. Per questo va eticamente condannato. Detto questo chiudiamo la porta ai falsi moralisti che si fanno le foto con le banane ma se poi la figlia si presenta a casa con un ragazzo di colore volano le urla. Cavalchiamo le onde giuste e prima di fare la morale guardiamoci allo specchio. Tavecchio è vecchio e non può comandare. Tavecchio è razzista e se ne deve andare a casa. Tutto giusto. A Tavecchio noi chiediamo, invece, di cambiare il calcio. I punti del nostro programma:

1) Creiamo le squadre B, almeno, delle dieci prime formazioni classificate in serie A.

2) Apertura totale delle trasferte ai tifosi ospiti, ovviamente con controlli e precauzione.

3) Basta biglietti nominali. Se faccio casino allo stadio devo essere arrestato ma se non faccio nulla non posso essere schedato. Cancellate la legge Maroni... Che ce li ha massacrati

4) Via la Legge Melandri: stadi di proprietà dei club. Poi ognuno se li gestisce come ritiene più opportuno.

5) I biglietti per lo stadio non possono costare più di 50€.

6) Ripartizione dei diritti tv in base alla classifica dell'anno precedente e non all'audience riscontrato.

7) Premi della FIGC per le società che costruiscono centri sportivi ed incentivi per chi fa giocare in prima squadra giovani del proprio settore giovanile.

8) No agli oriundi in Nazionale. Non siamo razzisti ma se sei argentino vai a giocare in Argentina.

9) Riforma dei campionati entro tre anni e non un passo, fatto male, alla volta. Serie A a 18, B a 20 e Lega Pro a 60. Da subito non è possibile, programmiamo il tutto per il prossimo biennio o triennio.

10) No alla B a 21, sarebbe indecente caro Tavecchio. Ed esclusione dai campionati dei club con più di centomila euro di debiti e punizioni esemplari per i Presidenti che pagano i calciatori fuori dalle buste paga. Queste le nostre dieci proposte... A Tavecchio, l'ultima banana.


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