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La Giovane Italia
Editoriale

Milan respira, Inter in apnea. Ecco le correzioni delle big. E una storia di mercato da guiness dei primati

28.12.2017 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 16754 volte
© foto di Federico De Luca

Una partita può decidere il futuro di una squadra? Sì, ma non così presto. Di sicuro può aiutare il Milan a rialzare la testa, ad avere più fiducia nei propri mezzi. A non essere costretta a buttare via tutto. Perché qualcosa di buono comunque sarà stato fatto. Si ferma ancora un volta invece l’Inter. Le partite comsecutive senza segnare rappresentano un bel campanello d’allarme per Spalletti. Nulla di drammatico ma segnali e numeri sui quali lavorare certamente sì. Un gol nelle ultime 5 partite, due delle quali da 120 minuti. Se non segna Icardi le difficoltà di essere pericolosi si fanno notare, visto che poi arrivano anche errori grossolani...
Ma l’Inter quest’anno le idee chiare le ha sempre avute. Come le strategie sul mercato. Un conto sono i nomi, un conto i numeri. Come vi diciamo da tempo le necessità ell’Inter (tecniche) si scontrano con quelle determinate dal FFP e dalle regolamentazioni cinesi che impediscono iniezioni di capitali all’estero senza consenso. Ma quello che pesa di più è naturalmente la necessità di rimanere dentro i paletti dell’Uefa. Prendere un difensore centrale per non rimanere corti in difesa (nonostante la disponibilità di D’Ambrosio di giocare come centrale) e magari, se il mercato lo permette, trovare centrocampisti più adatti al gioco di Spalletti. Ma qui bisogna però capire anche le esigenze. Quelli che ci sono non sono “bidoni” e l’Inter se dovessero arrivare offerte le valuterebbe, ma senza metterli sul mercato perché non più al centro del progetto. Ecco qual è la difficoltà. Ecco perché sarà difficile che i nerazzurri ribaltino l’organico. Senza cessioni possibili solo prestito, senza obblighi di riscatto. E sebbene Mkhitaryan è sicuramente un giocatore intressante, le modalità di trasferimento non favoriscono il club milanese, quelle economiche (lo stipendio del ragazzo) non favoriscono nessuno.
Capitolo Milan: sul mercato non si farà nulla, e non per la vittoria nel derby. La convinzione in casa rossonera è che il mercato estivo ancora non abbia fatto vedere le sue qualità. Insomma, di certo a Milanello non sono d’accordo con Capello. D’altronde la scorsa settimana, grazie a playratings, avevamo scoperto che questo avvio disastroso di stagione non aveva fatto svalutare (almeno non ancora) la rosa a disposizione di Gattuso. La differenza fra il prezzo pagato in estate e il valore adesso differisce in assoluto di poco più di 3 milioni, circa l’1,36%. Certo, dovesse continuare così i numeri cambierebbero, ma quello a cui bisogna guardare se non arrivassero i risultati è il valore prodotto dall’investimento. Se il Milan non dovesse centrare la Champions il problema sostanzialmente non sarebbero (solo) i 30 milioni di incassi che non ci sono, ma un investimento sui cartellini che porterebbe una perdita (naturalmente) nel lungo periodo. Ecco perché conviene rimanere vivi in coppa e vincere qualcosa...
Nel frattempo il Siviglia ha scelto Montella, con Maresca come secondo. Una bella opportunità per dimostrare subito che nel Milan non era scattata la scintilla giusta e che non dipendeva dalle sue qualità
Pure la Roma non farà un mercato di gennaio così invasivo. Una necessità potrebbe essere quella di prendere un terzino destro (Vrsaljko?) per poter “liberare” Florenzi a centrocampo, in maniera da dare a Di Francesco una scelta in più in mezzo. Poi si valuterà naturalmente per le uscite di Bruno Peres (timido interessamento del Benfica) e di Emerson, per il quale non ci sono state offerte da parte di nessuno.
Il Napoli, oltre ad essere interessato anche lui a Vrsaljko (e Darmian) per andare a rinforzare il pacchetto arretrato si è prodigata in questi giorni per l’attaccante esterno: Younes dell’Ajax ma soprattutto Ciciretti (ma la trattativa con il Benevento è da impostare, per capire se c’è lo spazio di anticiparlo ad ora) sono i due candidati per poter sostituire Giaccherini, che se può va via...
La Juve giura di non dover cambiare nulla a gennaio. E forse è anche vero. Ma i movimenti a lungo raggio possono iniziare già da ora. Intanto per Emre Can, mai mollato dai bianconeri, con il quale di fatto, fra pochi giorni si può trattare liberamente. Un altro potrebbe essr Goretzka (in scadenza con lo Schalke04) ma ormai sia affare sempre tedesco: il Bayern è in netto vantaggio rispetto a tutti gli altri.
Ci sta provando il Benevento a rinforzarsi per inseguire una salvezza che avrebbe del miracoloso. Dopo Guilherme e Billong, ecco Sandro, ex Tottenham che ha fatto un supplemento di visite a Villa Stuart. Può essere lui il colpo che rida entuasiasmo a una piazza ormai rassegnata?
Per chiudere vi raccontiamo la storia di Sebastian Abreu, 41 anni che in queste ore ha cambiato la sua 26esima squadra. Avete letto bene. 26esima nella sua carriera. Si è appena accasato in Cile all’Audax Italiano e ha battuto il recordo di Lutz Pfannenstiel che aveva giocato per 25 squadra ma in tutte e sei le confederazioni Fifa. Abeu si è “accontentato” di Europa, Sud America e Centro America. Oltre che in Uruguay ha giocato in Argentina, Spagna, Brasile, Messico, Israele, Ecuador, Paraguay, El Salvador e quindi Cile. Senza dimenticare la sua 27esima squadra, la Nazionale, con la quale ha conquistato una copa America e ha giocato anche il mondiale del 2010 (segnando un rigore con il cucchiaio nei quarti di finale). Fossero tutti come lui il nostro lavoro sarebbe una pacchia!!!


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