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Editoriale

Napoli disinnescato dalla Juve. Il macellaio di Carnago. Giochi di guerra a Novara. Icardi-Tevez, bivio Inter

02.12.2017 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 22455 volte

Lo stesso abbraccio sportivamente "cattivo" visto a San Siro, al termine di Milan-Juventus. Se lo sono regalati i giocatori della Juventus, cinici più che mai al San Paolo nell'ennesimo capitolo della saga di Higuain. Più ha male alla mano e più lo fischiano, più segna. Gol decisivi, non chiacchiere da bar. Potrà anche farsi sorprendere con la guardia bassa a Genova la Juventus, ma nelle grandi sfide nei grandi palcoscenici è quella di sempre, quella degli ultimi sette anni. Poi se Edoardo De Laurentiis le fa il regalo di pungolarla e caricarla ulteriormente...La sensazione lasciata dal San Paolo è quella di un Napoli poco elettrico negli spunti e non al top dal punto di vista fisico. Squadra organizzata ma leggera, volenterosa ma prevedibile. Il successo bianconero non è mai stato in discussione, togliendo ben presto alla gara l'unico risultato su tre che avrebbe potuto essere decisivo per il campionato, e cioè la vittoria del Napoli. La sciabola e il braccio di ferro non sono cose per il Napoli, quello è il campo della Juventus. E se Insigne e Mertens non sono in serata di grazia, tutto diventa inevitabilmente prevedibile. Napoli sperava di togliersela di dosso e invece dovrà ancora fare i conti con la Juventus. Che adesso pensa a Olympiacos e Inter.

Carnago è un piccolo comune del varesotto, con poco più di 6mila abitanti. Ma i cittadini onorari del territorio di 6.22 chilometri quadrati sono due: il silenzio e Milanello. C'era una volta anche un macellaio. Quello che Adriano Galliani raccontava: "Abbiamo pagato anche i debiti lasciati dal macellaio di Carnago". Si riferiva al Milan di Farina, quello che voleva cedere Franco Baresi alla Sampdoria. Sono storie di tren'anni fa che hanno ridato vita e fiato a milioni di tifosi rossoneri e l'inizio alla più grande era mai vissuta da un Club italiano. Sui conti inevasi delle bistecche e della carne trita La7 non ci realizzò sopra uno speciale, men che meno il New York Times che non era ancora interessato alle piccole cose del nostro calcio. Se il giornale dei giornali avesse scoperto che i giocatori del Milan non potevano dormire la notte prima delle partite, perchè per pagare una parte dei loro stipendi il presidente affittava il quartier generale della squadra alle coppie che celebravano il loro matrimonio, chissà che pandemonio mediatico sarebbe scoppiato. Oggi, dopo aver saldato i debiti con le banche italiane subito dopo il closing, il Milan è come allora un Club calcistico privato, non quotato in Borsa, senza partecipazioni pubbliche. Se Mirabelli raggiunge il Centro sportivo su un auto della società per seguire l'allenamento di giornata, non lo si può ancora accusare di peculato. Ma non si sa mai, vero?. Una cosa è certa: le interrogazioni parlamentari portano bene. Ne fecero tre contro la Nazionale e contro Bearzot prima dei Mondiali di Spagna e agli azzurri servirono tutte e tre per vincere i Mondiali. Ne basterà una di interrogazione per consentire a Rino Gattuso di migliorare la classifica del Milan?

Rino Gattuso ha la pelle dura, non si fa impressionare da 20 punti in 14 partite. Rino Gattuso era a Istanbul, ha pianto per Istanbul. Non solo, ha rischiato di lasciare il Milan a causa di Istanbul (dopo la partita di Ascoli della fine estate 2005, "Non so se ho ancora gli stimoli giusti") e se lo avesse fatto in quel momento, sette anni prima del suo addio vero e proprio, non sarebbe qui e non saremmo qui. Fu il primo a capire, perchè sotto la scorza è finissimo psicologo, che licenze poetiche come quella della bella storia di Harbey Delano Esajas il Milan non poteva più permettersele, se voleva davvero scalare la montagna della riscossa dopo il 3-0 3-3. Così come alcuni, umani ma evidenti, egoismi di Andriy Shevchenko: non andò cattivo su alcune occasioni della Finale contro il Liverpool, perchè in panico per il fatto che Crespo avesse già segnato una doppietta e rischiava di rubargli la scena? Vero o falso che sia, Rino Gattuso aveva messo in conto tutto. A questo dovrà abituarsi la sua squadra che dovrà essere brava a non farsi trarre in inganno. Sembra superficiale, perchè gesticola e urla? Occhio, ha letto, capito e interpretato tutto. E finchè non avrà risolto, tirerà dritto senza lasciare cose inespresse in sospeso, nel gruppo come nei singoli. Come ben sanno alcuni boschetti nei pressi di Novara, dove trascinò i compagni di squadra pochi mesi dopo Istanbul. La squadra sembrava ancora frenata e Rino votò per il team building, per qualcosa di molto simile al paintball, giochi e spari con la vernice, tutto al riparo da taccuini e telecamere: solo per i giocatori e solo per il gruppo. Pochi giorni dopo il Milan che faceva fatica contro l'Ascoli in campionato a San Siro e prendeva 3 gol a Palermo in coppa Italia eliminava Bayern Monaco e Olympique Lione dalla Champions League...

Mauro Icardi piace ad un Real Madrid che sa di essere in ritardo di 8 punti sul Barcellona e di dover puntare da Febbraio in poi soprattutto sulla Champions League. Impensabile che l'Inter se ne liberi a stagione in corso. Nel frattempo però è iniziato il balletto che più piace a Wanda Nara, quello che inizia con i tanti gol del marito, prosegue con le voci di mercato sul suo conto e si chiude con un importante adeguamento dell'ingaggio. Legittimo, è il calcio di oggi. E Icardi vive e segna nel calcio di oggi. Non è mai stato paragonato a Messi, come accaduto per Dybala, ma se fosse iniziato il periodo che precede la sua grande cessione l'Inter dovrà reagire con una programmazione non semplice. Dovrà stare attenta a qualificarsi per la Champions League prima e a strutturarsi dopo. Perchè solo la Juventus era già così vincente, collaudata e consolidata da poter rimediare alla partenza di un giocatore decisivo come Icardi, e cioè Carlitos Tevez. L'Inter non è ancora in quelle condizioni.


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