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La Giovane Italia
Editoriale

Napoli: è finita. Ecco chi deve proprio andare via. Ma intanto serve… L’Inter per vincere a Praga, ma ne vale davvero la pena? Juventus a Londra per Willian e Eriksen. Milan a ribasso per Ibrahimovic, è un rischio

27.11.2019 00:00 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 31254 volte

Non chiedeteci la parola, diceva Montale. Allo stesso modo, non chiedete quale sia la soluzione per uscirne per il Napoli. Perché non esiste. Non se ne esce.
Questo ciclo del Napoli è finito, e non perché lo siano i giocatori, o perché l’allenatore non sia quello giusto, o perché la dirigenza abbia sbagliato. E’ finito perché è evidente che se si è arrivati a un punto di collasso simile, a un ammutinamento mai visto nella storia del calcio a questi livelli, a un atto così grave, vuol dire che ormai ci sono delle situazioni rotte che non si sanano più (e che ovviamente non giustificano l’ammutinamento).
Forse - e sottolineo forse - si risanerebbe solo con molto tempo e pazienza (che a questi livelli non c’è). Ma soprattutto con la volontà, che è proprio quella che manca: quella volontà che ti fa portare avanti dei matrimoni per anni soprassedendo su tutto, e che quando raggiunge il punto di rottura non soprassiede più nemmeno sulle stupidaggini.
La volontà delle parti non c’è, è così ovvio. Rimane una stagione da finire da professionisti (finire, come se fossimo a marzo, ma siamo solo a novembre…).
Il quarto posto sarà difficilissimo, e in queste condizioni sarebbe difficilissimo anche il percorso in Champions: no, non tanto arrivare agli Ottavi, per quello serve solo uno sforzo in più in casa contro il Genk; ma che disdetta sarebbe se dopo tanti anni il Napoli finalmente avesse un sorteggio favorevole agli Ottavi, eppure ci arrivasse senza spirito di squadra (un po’ come successo alla Roma l’anno scorso contro il Porto).
Da Liverpool bisogna solo sopravvivere: altro che pareggiare, sarebbe una vittoria riportare solo una sconfitta onorevole. Badate bene: in tutta la stagione il Liverpool ha perso solo una partita nei 90 minuti. Ovvero quella all’andata con il Napoli! Ed era solo due mesi fa…
Peraltro il Liverpool è ipermotivato: tanto dal primo posto da conquistare, quanto dal vendicare quella partita, quanto dal vantaggio di +9 sul Manchester City che gli permette di dare tutto in Champions senza pensare a conservarsi per la Premier. Al Napoli serve una partita di tosto e intenso contenimento per colpire il velocità: tutte cose estremamente lontane da quanto si è visto nell’ultimo mese e mezzo…

Il Napoli dovrà ripartire nel 2020, e per questo ne partiranno molti, tanto più se non dovessero arrivare i soldi della qualificazione Champions, che in questo momento sembra ben più distante del -5 dal quarto posto, soprattutto per la capacità di squadra che stanno dimostrando Lazio, Roma e Atalanta.
Ecco i nomi di chi non ci sarà più: Allan, Callejon, Mertens e Insigne. Due dei quattro caporioni della rivolta, e gli altri due senatori. Callejon e Mertens non porteranno un centesimo in cassa perché svincolati (sempre che a gennaio non si capitalizzi), ma almeno porteranno a un risparmio totale di 14 milioni di stipendio lordo, che sarebbe necessario in caso di mancata Champions. E anche Allan e Insigne libereranno un altro tesoretto addirittura poco maggiore nel monte stipendi, ma soprattutto dovrebbero portare un incasso sui 90 milioni (se De Laurentiis non sarà troppo avido, ma a questo punto nemmeno gli conviene).

E’ un peccato che finisca così. Ma è meglio chiudere con dignità, e prendere il meglio possibile per continuare a dare un futuro redditizio al Napoli.

A proposito di futuro prossimo, l’Inter a Praga se ne gioca parecchio. Destino nelle sue mani, se vince in Cekia e con il Barça a San Siro, è dentro. Servirà un partita Contiana in tutto e per tutto, lo Slavia ha dimostrato di avere gamba in ogni campo e contro ogni avversario.
E’ possibile farcela? Sì, certo che è possibile, soprattutto se il Barcellona batterà il Dortmund al Camp Nou, arrivando a Milano tranquillamente primo.
Ma la domanda è differente: vincere conviene davvero all’Inter? Questa Champions sta chiedendo un dazio di forze insostenibile, come del resto era facile attendersi da un girone simile. Insostenibile se sei l’Inter e ti vuoi giocare una chance per lo scudetto. Ogni partita ha esatto energie, costretto infortuni, spinto alla rincorsa.
Siamo chiari: l’Inter non vincerà questa Champions. E’ capace di giocarsela con tutti, ma non vincerà. Non è ancora pronta sotto molti aspetti, pur essendo a passo levato lunga la strada. E allora, allungare l’illusione che non fa altro che accorciarti le gambe per recuperare in campionato, vale davvero la pena? Un mese fa prima di Inter-Borussia Dortmund scrissi che all’Inter sarebbe convenuto perdere, perché alla lunga l’avrebbe pagata. Presi molti insulti. E invece, guardate la continua situazione di emergenza in cui Conte è costretto. Tutte le partite giocate alla morte in Champions, credete che non c’entrino niente?

Nel frattempo la Juventus prova ad allungare il vantaggio ancora di più: la settimana scorsa ci sono stati incontri importanti a Londra. La Juve lavora sulle piste di due svincolati: Eriksen e Willian, con questo ordine di preferenza. Sapendo di non essere al momento in vantaggio sul danese, ma lavorando nell’ombra, e prendendosi nel frattempo un vantaggio su tutti per il fantasista brasiliano del Chelsea. Certo, lascia perplessi a cosa possa servire non tanto Willian in sé - che in Italia farebbe la differenza eccome - ma a una squadra che ha un problema di monte stipendi, che per prenderlo garantirà 6 milioni di € di stipendio con un premio d’entrata, e che soprattutto in quelle zone di campo ha appena preso Rabiot e Ramsey con uno salario a peso d’oro, che per ora stanno più in panchina che in campo. Ma certo se puoi prenderti Willian, intanto te lo prendi - e magari così lo togli anche all’Inter…

E’ di diverso tipo invece la concorrenza al Milan per Ibrahimovic: il Napoli è bloccato dai suoi traumi, il Bologna può offrire soldi e romanticismo, ma nessuno può mettere sul piatto San Siro e il peso del Diavolo.
Più di un mese fa Ibrahimovic mandò un messaggio trasversale dove sembrava dare dell’incompetente a Gazidis, facendo un distinguo invece con Maldini e Boban. Deve essere uno che non serba rancore Gazidis, perché ha concesso ai suoi dirigenti di fare un’offerta: al ribasso però.
Il Milan ha offerto 4 milioni all’anno per un anno e mezzo, e dunque totali 6 milioni, più ricchi bonus in caso di raggiungimento di certi traguardi di club e personali, che porterebbero il totale a 10 milioni. Lo svedese ne voleva 10 netti, ma l’offerta - e sembrerebbe l’ultima - è di 6+4. Manca ancora un mese, ma Ibrahimovic vorrebbe sedersi al cenone di Natale sapendo già dove passerà il Capodanno.


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