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Editoriale

Napoli, il centrocampo piange e si è perso tempo inseguendo Mascherano. Ma il Bilbao si può battere con l'organico attuale

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
10.08.2014 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 33934 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Non sono preoccupato per la doppia sfida all'Atletich Bilbao, formazione energica, se vogliamo anche rude, ma con pochi elementi di caratura medio-alta. Il Napoli no, il Napoli è squadra tecnicamente più forte, anche così come è adesso, senza il rinforzo tanto atteso a centrocampo. Magari sarò clamorosamente smentito nelle prossime ore, col Napoli che annuncerà un fuoriclasse in mediana da inserire anche nella lista Champions dei preliminari. Magari... No, non sono preoccupato, perché confido nel lavoro di Rafa Benitez e nell'addestramento degli ultimi 12 mesi: ora la squadra sa come interpretare il teorema tattico del suo coach. Piuttosto sono attraversato da un senso di perplessità: perché la dirigenza non ha preso per tempo quel centrocampista di riferimento reclamato da anni e da svariati allenatori? Possiamo divertirci a parlare dell'intero scibile umano, capire se tizio può giocare meglio a destra o più avanti, se sia preferibile utilizzare quattro attaccanti oppure no, ma sono soltanto sfumature rispetto all'handicap vero del Napoli: la tenuta del centrocampo. Non per la qualità dei calciatori oggi presenti in rosa, perché Inler, Jorginho e Dzemaili giocherebbero titolari in tutte le big della serie A. E' il modo con il quale Benitez intende impiegarli che non convince, ed è la stessa ragione per la quale si è accettato in maniera silente e accomodante l'addio di Behrami, unico vero guerriero nel pacchetto centrale del Napoli. Gli arrivi di Andujar, Koulibaly e Michu sono stati preziosi per il valore intrinseco del loro utilizzo, cioè, andare a completare tre reparti comunque già coperti per numero e qualità. Serviva soprattutto altro. Ecco perché lascia perplessi il mancato decisionismo del Napoli sull'acquisto del top player a centrocampo. Bisognava intervenire al termine dell'ultimo campionato, quando fu certa la notizia della partecipazione alla Champions soltanto attraverso i preliminari. Se la doppia sfida per l'accesso alla competizione più importante (soprattutto economicamente) d'Europa era stata rappresentata come il momento-bivio dell'intera stagione 2014-2015, allora sarebbe stato ragionevole e necessario dragare l'Europa tutta (ma questa operazione è di routine nello scouting del Napoli) per individuare, bloccare e subito acquistare ciò che serviva. Non vorrei che ciò non sia accaduto perché persi dietro l'illusione di prendere Mascherano. Tornando indietro nella memoria, il Napoli si era mosso con largo anticipo, proprio nel pressing sullo Jefecito attraverso il manager e lo stesso Rafa Benitez. "Prendiamo lui e diamo la svolta a tutto il centrocampo" sarà stata la spiegazione data da don Rafè a De Laurentiis. Giustissimo, con Mascherano davanti alla difesa tutta la squadra ne avrebbe acquistato in personalità e sicurezza. Giustissimo anche dare carta bianca a Benitez, perché lui dice di aver fatto il coach manager dovunque, tranne all'Inter. Però doveva avere subito il piano B nel caso in cui il Barcellona avesse trattenuto (come poi è accaduto) Mascherano. Per questo, anche Benitez ha le sue responsabilità, perché avrebbe dovuto proporre un nome sul quale il Napoli poteva avere maggiori chance di riuscita, un giovane di grande pregio e prospettiva e non altri big per avere i quali occorrono tempo e denaro. Ecco, il nome giusto doveva essere Christop Kramer. Prima di andare ai Mondiali sarebbe stato decisamente più semplice prenderlo dal Bayer secondo la cifra richiesta (13 milioni) e convincere il ragazzo a vivere una dimensione di calcio superiore a quella del Monchengladbach. Invece, si è perso altro tempo inseguendo i vari Lucas Leiva, Sandro, Mario Suarez, Javi Garcia e quelli come loro che non lasciano le realtà vincenti, a meno di non corrispondere un prezzo (in ingaggio e cartellino) superiori alla media. Queste sono riflessioni migliorative, considerazioni per provare a spiegare ciò che i tifosi del Napoli ancora ed a giusta ragione non comprendono. No, a Napoli non sono preoccupati per la doppia sfida con il Bilbao, sono sicuramente perplessi per la strategia di mercato avuta dal Napoli finora: cedere il miglior elemento del centrocampo per sostituirlo con il ritorno di Gargano, il cui addio nessuno aveva rimpianto.


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