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Editoriale

Napoli-Juve, marzo sarà decisivo. Inter, che flop! Sassuolo, il problema era dietro la scrivania. Cuore De Zerbi e Bergamo Gasperini-Sartori sono ai titoli di coda…

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
19.02.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 28230 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Se la Juventus non ha lasciato punti a Firenze e nel derby significa che il Napoli, per vincere questo scudetto, dovrà andare oltre la soglia del miracolo. Tuttavia, sembra chiaro che il campionato si deciderà a marzo, in un modo o nell'altro. Allegri e Sarri sono reduci da una pessima figura europea. Quella di Sarri è stata gigante, Allegri invece si è complicato la vita in un momento che richiedeva maggiori attenzione e cinismo. Concentriamoci su marzo, quando lo scudetto andrà verso la Mole o verso il Vesuvio. Il 3 marzo il Napoli ospiterà la Roma e la Juventus andrà in casa della Lazio. Il pericolo, per entrambe, di perdere punti sarà elevato. La vera svolta potrebbe arrivare la settimana dopo. A rischiare sarà Sarri in casa di Spalletti, augurandosi per l’Inter che la squadra sia rigenerata e non sarà ancora l’Inter di questi mesi, brutta e perdente. Comunque, per il Napoli, andare a Milano non è mai semplice. La Juventus, in questo week end, potrebbe segnare la svolta. In casa di Allegri arriverà l’Udinese che ha ancora poco da chiedere a questo campionato. Senza Europa e senza rischi per la retrocessione, grazie alla cura Oddo. Marzo continua nel week end del 27 e 28 ma qui trappole non ne vediamo: Juve a Ferrara e Napoli in casa con il Genoa. Marzo si chiude alla 30esima giornata quando la Juventus ospiterà il Milan e il Napoli andrà dai “nemici di mercato” del Sassuolo. Facciamo sempre il tifo per Rino ma se Allegri, sul finale di campionato, perde punti in casa col Milan significa consegnare lo scudetto al Vesuvio. Staremo a vedere. Nel frattempo ringraziamo il Napoli per non aver mandato tutti la domenica pomeriggio al cinema già a febbraio. Il flop dell’Inter, ormai, è diventato una costante. Il girone di andata di Spalletti è andato oltre la media, quello di ritorno però sembra riportare l’Inter alla passata stagione. Non sappiamo quale sia la vera Inter, se quella bella dell’andata o se quella indecente del ritorno e fine andata. Forse una via di mezzo, certo è che - se continua così - la Champions sarà a forte rischio e sarebbe davvero disastroso. Aumenta il rimpianto per Mirabelli e Fassone di aver puntato, ad inizio anno, su un aeroplano senza ali. I nerazzurri sono senza idee, senza gioco e senza risultati. Troppa fatica per fare gol e troppi calciatori utilizzati non di primissima fascia. L’intervento a gennaio doveva essere più massiccio ma se a Spalletti hanno negato ogni tipo di investimento la colpa, in questo caso, è solo della proprietà. Non riusciamo a dare colpe neanche a Sabatini ed Ausilio. A proposito, ma lo zio cinese, in Italia, non viene più neanche a fare le vacanze? Va bene che ci ha lasciato, come ostaggio, il figlio ma resta pur sempre un ragazzo che è lì solo perché nato nella famiglia giusta e perché il papi ha fatto i soldi veri in Cina. Non ci aspettiamo dal figlio prodigio un cambio di tendenza se non un continuo reportage via mail al papà lontano. Serve la proprietà, serve chi comanda e serve ad Appiano la voce del padrone.

In coda alla classifica continua a deludere il Sassuolo. Da favola del calcio italiano a pasticcio italiano. La società non è uscita bene, a livello di immagine, dal mercato di gennaio ma in campo ne sta uscendo ancora peggio. Di Francesco trascinava campo e società, una volta finiti nelle mani di Angelozzi i risultati sono evidenti. Il Direttore Sportivo che parla tanto dei suoi hobby ma si occupa poco del suo lavoro. Carnevali, abile manager, dovrebbe circondarsi di persone e collaboratori validi; non capiamo come mai dia ancora fiducia ad un Direttore che ha sbagliato tutta la campagna acquisti estiva. Iachini è stato perfetto per mettere una pezza. La coperta la puoi tirare, durante la notte, ma prima o poi torni con i piedi fuori se è troppo corta. E inizia a fare freddo. Certamente il Sassuolo, in questo campionato, non avrà grandi problemi per salvarsi, vista la concorrenza, però un Patron come Squinzi non merita queste umiliazioni settimanali. Serve una rivoluzione e Cherubini sarebbe l’uomo ideale per ricoprire il ruolo di Direttore Sportivo. Nel frattempo il Sassuolo fa pena e qualcuno dovrebbe farsi un vero esame di in-coscienza.

Il Benevento difficilmente si salverà ma, almeno, con De Zerbi sta salvando la faccia. La squadra gioca e lotta e ha un’idea di gioco ben precisa. Il tempo perso ad inizio anno, probabilmente, sarà una croce sulle spalle del club ma questo aiuta solo a far aumentare il rimpianto. De Zerbi ha grandi idee. Meticoloso e, con tutti i suoi difetti, è leale e dice ai suoi calciatori sempre le cose in faccia. Il suo gioco è il futuro. Il suo calcio il presente. Ha sbagliato, forse, ha sposare due progetti difficili per essere ad inizio attività in serie A ma, sicuramente, ha una strada ben delineata per la sua carriera tra i grandi. Al Benevento, per salvarsi, occorre un miracolo ma intanto non entrerà nei primati storici di tutta Europa per aver fatto 10 punti in tutto il campionato.

La favola Atalanta continua e può continuare anche in Europa League. La squadra gioca un calcio splendido, l’Europa ha trasformato la città in un pallone e tutta Bergamo sogna ad occhi aperti. In campionato la Dea c’è e non sfigura mai. Anche contro le leggi più elementari del calcio. Come quella che recita che la coesione di gruppo è fondamentale per ottenere grandi risultati. Da un po' di mesi Gasperini e Sartori sono ai ferri corti. Ovviamente arriveranno smentite ma tutti sanno che allenatore e Direttore non si parlano da tanto tempo. Hanno idee e gestione diverse. Modi differenti di vedere il calcio. Gasperini, grazie ai risultati ottenuti, ha grande potere sulla famiglia Percassi che lo ascolta come un oracolo. Giusto così. Ma anche Sartori gode della fiducia della proprietà. Si va avanti, insieme, da separati in casa. Fin quando i risultati daranno ragione all’Atalanta. Quindi ad entrambi. Gasperini è un grande allenatore. Con due pecche: all’esame della big, Inter, ha cannato l’occasione della vita e la grande pecca resta il carattere che forse lo terrà lontano dal grande giro. Come allenatore non si discute. Un fenomeno. Fa giocare benissimo le sue squadre e ottiene sempre il massimo dal gruppo, soprattutto se composto da calciatori giovani. Sartori ha un modo di fare calcio tutto suo. Ha un occhio che in pochi hanno in Italia e la domenica non va mai a vedere la sua squadra ma vede le partite delle altre. Poi rivede la partita dei suoi in dvd. Così a Verona, così a Bergamo. La vittoria è l’unica medicina per curare tutti i mali. L’Atalanta è la vera Regina d’Europa che salva la faccia al calcio italiano, in una stagione dove le emozioni europee sono state davvero poche.


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