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Editoriale

Niente è più deprecabile del rispetto basato sulla paura... Hernanes pensaci... e intanto a Parma aspettano il Messia

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
13.05.2015 00:00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 46223 volte
© foto di Federico De Luca

Che settimana... Tanti spunti degni di nota ma uno, più di altri, ha catturato la mia attenzione. Hernanes va in gol contro la Lazio. Un gol importante per l'Inter e per il Profeta che festeggia con la classica capriola. Il fatto mi sorprende positivamente: finalmente qualcuno che gioisce per una rete rifilata alla propria ex squadra. In serata la doccia fredda: Hernanes, triste come se gli avessero rubato l'auto, chiede scusa ai tifosi della Lazio per aver festeggiato il primo gol, arrivando anche a dichiarare che "... se io avessi saputo prima che la mia capriola sarebbe stata interpretata come una mancanza di rispetto, non l'avrei mai fatta, perché non era questa la mia intenzione". Da brividi... Ma perché, mi chiedo io, un professionista come Hernanes che ha fatto il bene della Lazio e ora indossa i colori dell'Inter (adeguatamente stipendiato) si deve ridurre a cospargersi la testa di cenere per, udite udite, aver festeggiato un gol? E allora che dovrebbero dire i tifosi dell'Inter? Fossi in loro me la prenderei perché lo stesso Hernanes non ha festeggiato il secondo gol o, ancora, pretenderei delle scuse per un gol sbagliato e potrei andare avanti per ore... Signori, il gol è la massima gioia possibile per un calciatore. Già dobbiamo sorbirci Balotelli (o, meglio, dovevamo) freddo come un ghiacciolo ogni qual volta bucava la rete avversaria, perché mai ci deve essere questa assurda moda del "non esultare contro la propria ex squadra"? Ma poi sa tanto di farsa... Quagliarella, quando ha trafitto la porta della Juventus, era davvero dispiaciuto o, come è giusto che sia, godeva come una scimmia per aver punito chi non ha creduto più in lui? Sento dire che è una questione di
rispetto... Niente è più deprecabile del rispetto basato sulla paura. Forse è solo il timore di venir insultato (per stare leggeri) quando si torna dove si è giocato per anni. Penso a Nicola Amoruso. Ha giocato in 13 squadre di Serie A. Praticamente un ex ad ogni turno di campionato. Ve lo immaginate a reprimere la propria esultanza per "rispetto" a tutte le sue ex squadre? Ho interpellato Pruzzo sulla questione e la risposta è stata lapidaria: "Il gol è quello per cui vivi, tu festeggi il gol, mica pensi ad altro. Io ho sempre esultato, contro qualunque squadra...". E dovrebbe essere sempre così. Per rispetto a chi ti paga adesso e chi ti ha pagato prima ma, prima di tutto, per rispetto alla propria passione, quella che ti fa sognare il gol ad ogni minuto della giornata. Hernanes, pensaci... Chiudo con il Parma. Altra asta andata deserta. Il prezzo scende, così come le possibilità di vederla sopravvivere al termine di questa infausta stagione. Tutti aspettano il Messia. La speranza è l'ultima a morire, il problema è che lo diciamo da mesi...


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