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Editoriale

Nomine A.C. Milan, segnale chiaro: comanda Barbara. Braschi? Un problema in meno. Gasp, l'oro di Genova. Serie B allo sbando ma Abodi resta a guardare

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983. Vive e lavora a Milano dal 2005. Ha diretto la Redazione di Sportitalia fino allo scorso novembre. Ha curato e condotto i Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Mail: mcriscitiello@micri.it Twitter: MCriscitiell
03.03.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 26358 volte
Nomine A.C. Milan, segnale chiaro: comanda Barbara. Braschi? Un problema in meno. Gasp, l'oro di Genova. Serie B allo sbando ma Abodi resta a guardare

La Direzione Generale del Milan ha diviso le cariche ed è il segnale tangibile che, da ora in poi, comanda solo una persona. La Direzione Generale divisa tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi? Macché. A vedere le cariche emerge un solo dato. Ci sono tutti gli uomini della Berlusconi e di Galliani non vi è traccia. Inizialmente ci avevano fatto capire che si sarebbero divisi il territorio, dopo l'addio di Braida (a proposito ma quando svuoterà il sacco?) gli uomini legati all'Imperatore Adriano stanno diminuendo poco alla volta. Il cambio è generazionale e doveva essere drastico prima di Natale, poi di comune accordo si è deciso che sarebbe stato più opportuno arrivare a fine stagione. Elisabetta Ubertini, Direttore Generale Operations e progetti speciali. Jaap Kalma, Direttore Commerciale e Mauro Tavola Responsabile Sponsorizzazione e Vendite. Barbara non ha lasciato nulla al caso. Sta rifondando il Milan da testa a piedi. Milani ai servizi generali. Sarebbe interessante capire, di questi personaggi, quanti sono stati avallati da Galliani, visto che la Direzione Generale doveva essere divisa in due parti. Galliani ha comandato tutto per 26 anni; Barbara all'epoca giocava con le barbie. Oggi qualcuno dovrebbe essere in grado di spiegare all'Amministratore Delegato che Barbara è cresciuta e vuole avere voce in capitolo. La Berlusconi solo un errore non deve commettere: scendere in politica. Sarebbe la sua fine e quella del "nuovo" Milan.
Il calcio cambia in tutte le sedi. Anche la classe arbitrale ha capito che con Braschi non si può andare avanti. Con lui manca il dialogo, manca la verità perché crede e dice che va sempre tutto bene e non ha mai trovato una soluzione al male di questo sistema. I suoi arbitri stanno crescendo in fretta e male. Molti somigliano al Braschi arbitro, presuntuoso ed arrogante. Prendete il caso Gervasoni in Parma-Fiorentina. Il suo referto è da manicomio. Ha fatto beccare 4 giornate a Borja Valero sul nulla. Perché? Ha osato toccare il direttore di gara... Gervasoni l'ha fatta fuori dal vaso e Braschi piuttosto che mandarlo in un agriturismo a respirare aria buona lo ha premiato. Arrogante! Se poi gli arbitri si rivolgono male ad un calciatore e lo allontanano spingendolo va tutto bene; a parti invertite è sacrilegio. L'arbitro in Italia è come il poliziotto o carabiniere. Quando ha la divisa si sente onnipotente, nella vita privata sarebbe uno come tanti comuni mortali. Fermiamoli. Non vi è mai capitato che, senza aver commesso nulla, vi ferma la polizia e inizia a farvi il terzo grado con aria saccente e con poco rispetto? Bene, Borja Valero guidava la macchina, aveva patente e libretto al proprio posto ma l'Ispettore Gervasoni ha deciso di multarlo. Notate l'arbitro come guarda il calciatore della Fiorentina dopo averlo sfiorato. Gervasoni si faccia una vita serena e non aspetti la domenica per sfogarsi. Braschi pagherà perché non è stato in grado di dare credibilità al sistema. Gli addizionali hanno fallito tutti e a catena hanno creato un danno anche a tutte le categorie inferiori. Una parentesi calcistica prima di parlare di serie B. Il Genoa con Gasperini pensa all'Europa. L'Inter di Moratti e Branca è stata in grado di far passare per brocco anche un grande allenatore come Gasperini. Per non parlare di Zamparini, altro scienziato della materia calcio. Preziosi gli ha affidato le chiavi del Genoa e grazie a Gasp si è salvato con massima tranquillità. Gasperini è un maestro di calcio. Ti insegna a giocare, anche se con i piedi potresti solo camminare per il corso centrale della tua città. A Genova sta facendo i miracoli e se Gilardino, Antonelli e Antonini oggi sognano il Mondiale il merito è anche suo. Poi se pensi che al Milan c'e Seedorf e lo scorso anno all'Inter Stramaccioni capisci che Gasperini è sprecato.
Chiusura dedicata alla Serie B. Il Consiglio di Lega della scorsa settimana é servito sol ad alimentare i dubbi su un campionato che, per il Bari, non doveva neanche cominciare. Ci dispiace per i tifosi pugliesi ma il problema sono i Matarrese, non certo loro. Il Presidente di Lega ha il dovere di controllare, ad inizio anno, che una società abbia i conti a posto per arrivare a fine anno e non a fine dicembre. Anche io posso prenotare le vacanze alle Maldive ma dovrei essere, almeno, in grado di tornare in Italia. Premesso che il Bari è da anni in questa triste situazione la domanda che ci facciamo è come ha fatto Abodi ad ammettere il Bari a questo campionato. Oggi non blocca i play out e mette le mani avanti: male che vada faremo la B a 21. Praticamente sta prendendo la stessa strada della serie C degli ultimi anni. O, forse, conoscendo i problemi di Bari e Siena vuole arrivare ad una B a 20 già il prossimo campionato. Sarebbe scorretto cambiare le carte a gioco già iniziato. Ci viene quasi da apprezzare il lavoro di Macalli in serie C. La verità è che sulla B c'è poca attenzione e Abodi prova a scrivere e cambiare le regole a suo piacimento. Non va bene, Andrea! A proposito ma Carpi-Padova si giocherà il 15 Agosto come nuovo Trofeo Abodi?


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