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SONDAGGIO
Cristiano Ronaldo alla Juve: ora chi andrà via?
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Editoriale

Pallotta predica bene e razzola male. Più che un'avventura sembra una disav-ventura. Milan, un derby per la svolta. Allegri, comunque vada a fine stagione è consigliato l'addio

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
09.10.2017 07:56 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 30954 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

La polemica della scorsa estate che fece rumore. Pallotta, Presidente della Roma, che grida allo scandalo per le spese folli del Milan che non rispettavano alcuni parametri economici. Detto da un Presidente non è mai bello. Ci furono botta e risposta alla distanza, Fassone che replicò dalla macchina aziendale sui social e Pallotta che chiese scusa. Un mese e mezzo dopo si scopre, sai che scoperta, che neanche la Roma ha i conti a posto e Pallotta avrebbe fatto meglio a restare in silenzio. Un po' come la favoletta del bue che dice cornuto all'asino. Pallotta, da quando è arrivato alla Roma, ha fatto poco, per non dire nulla. Qualche plusvalenza con Sabatini, molti giocatori bruciati, una partecipazione saltata alla Champions League e tanti punti in classifica che sono valsi a poco. Soldi ne ha messi pochi ma è bravo a tenere in piedi la Roma senza indebitarsi. Questo è un grande merito. Ha la colpa di aver gestito male gli ultimi anni del Totti calciatore, ha la grande colpa di aver allontanato con le sue battaglie perse i tifosi dall'Olimpico e si era presentato a Roma per fare lo stadio ma ha perso troppo tempo raccontando favole. Perché parliamo oggi di Pallotta? Per due motivi: in primis i conti della Roma hanno bisogno di una sistematina e in secundis - con la serie A ferma - non sappiamo cosa scrivere. Volete parlare dell'Italia? Ma davvero? Facciamolo perché è l'unico pallone che rotola ma più noiosa dell'Italia di Ventura c'è solo Beautiful, giunto alla 25.678esima puntata e ho scoperto da mia nonna che Ridge è ancora vivo ma con un'altra faccia e un altro attore. Che roba è? Se Ridge non c'è più fatelo morire o sparire nel nulla, no? Come Ventura. Se l'Italia non c'è più prendete il C.T. e fatelo evaporare. Ventura è un buon allenatore di calcio, un ottimo allenatore per squadre di metà classifica di serie A, ma un pessimo motivatore per una Nazionale che si vede una volta al mese o una ogni due mesi. Già non abbiamo fenomeni come Totti, Nesta e Del Piero, in più li gestiamo così male che la nostra amata Italia non vince neanche con i macedoni. Vi appassiona l'Italia? Beati voi, a me dell'Italia piace solo il Mondiale per invitare qualche amico a casa, prendere un birra fredda e fare la grigliata. Anzi, se gioca di pomeriggio mi fa anche incavolare. Andiamocene in Russia e vediamo di tirare più avanti possibile, tanto la condizione di ottobre non è detto che sia la stessa di giugno. Tutto può succedere. Sta di fatto che Tavecchio ha sbagliato due volte: quando ha preso Ventura e quando gli ha rinnovato il contratto.
Ha giocato la serie B. Sì lo sappiamo. Io, sinceramente, farei un editoriale solo sulla vittoria della Pro Vercelli 1-5 a Perugia. Perché in B succedono cose folli. Una delle squadre più in forma dall'inizio della stagione crolla in casa contro una delle squadre date già per morte e sepolte a settembre. Vi dico una cosa: a me Grassadonia è sempre piaciuto perché ha idee ed è giovane con carattere. Ma, quest'anno, ho creduto che a Vercelli rischiasse di lasciarci le penne e invece...
Il Milan si prepara al derby. Due sono le strade: o Montella crolla e Mirabelli avrà un problema, oppure il nervosismo accumulato in questa pausa porterà il Milan ad una svolta della stagione. Bravo, ci voleva lui... Starete pensando. Effettivamente mica serve un genio per scrivere queste due ipotesi del piffero. Secondo me il Milan farà un buon derby, questo non significa che lo vincerà. Parliamo prima perché dopo può scrivere anche mio nipote di 13 anni, con rischi annessi. Il Milan, con la Roma, ha fatto una buona partita ma ha raccolto meno di quanto meritasse. E' anche vero che una volta preso il gol è uscito dal campo. Il derby per la svolta. Se il Milan ci crede può davvero ricominciare tutto dalla notte di San Siro ma servono interpreti giusti e Montella dovrebbe smetterla di fare invenzioni da genio della lampada. Anche perché è un buon allenatore, più discreto che ottimo, ma sicuramente di geniale ha ben poco. Avviso a Bonucci: figlio mio, o ti svegli o ti svegli. Con quello che guadagni ti devi dare una mossa anche veloce.
Chiudo parlando della Juventus. A mio avviso resta la favorita per lo scudetto per una ragione: è abituata a vincere, mentre il Napoli non vince qualcosa di serio da troppo tempo e quando i punti peseranno il triplo, in primavera, ci potrebbe essere l'effetto opposto. Sicuramente il Napoli gioca meglio della Juventus e, dopo un mese di campionato, Sarri meriterebbe di più di Allegri. La strada, però, è ancora lunga e, così come non vediamo la Juve protagonista in Champions, vediamo i bianconeri ancora in pole in Italia. Comunque vada... sarà un successo? Non proprio. Quest'anno è più facile che la Juve chiuda con il muso lungo che in trionfo. Una cosa è certa: ad un certo punto le strade si devono separare e Max Allegri a questa Juventus sta dando e ha dato tutto quello che poteva dare. Sarebbe giusto che a fine stagione le strade si separassero per il bene di entrambi, ma Marotta e Paratici dovrebbero essere bravi, e lo sono, ad individuare un sostituto già da dicembre.


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